La deriva dell’Occidente! Masturbarsi in pubblico non è reato!

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In futuro ne vedremo delle belle, fino alla disintegrazione della società occidentale. Una società profondamente malata che viene spinta sempre più fino alla disinibizione totale. Tutto incentrato sul sesso. Basta guardarsi attorno.

Riportiamo il commento di un amico su facebook

LE GRANDI “LIBERTÀ” DELLE LIBERALDEMOCRAZIE OCCIDENTALI =D
“Masturbarsi in pubblico non è più reato”. La Cassazione multa un uomo che praticava autoerotismo davanti a studentesse
Niente più condanna per atti osceni, per effetto della depenalizzazione di questo reato attuata dal d.lgs n.8 del 2015, nei confronti di chi si apposta nei luoghi frequentati da giovani ragazze per masturbarsi davanti ai loro occhi.

La Cassazione ha preso atto di quanto previsto dalla recente riforma e ha annullato senza rinvio “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Catania il 14 maggio 2015 a carico di un uomo di 69 anni, Pietro L., rinviato a giudizio perché “dopo aver estratto il proprio membro” praticava “l’autoerotismo” davanti alle studentesse che frequentavano la cittadella universitaria nei pressi della quale lui si posizionava.

Ora a questo uomo sarà inflitta solo una multa amministrativa di entità compresa tra i cinquemila e i trentamila euro,a deciderlo l’ammontare sarà il Prefetto di Catania. In primo e secondo grado, Pietro L. era stato condannato a tre mesi di reclusione convertiti nella multa di 3.420 euro. Ora gli effetti penali scompaiono.

 

“Masturbarsi in pubblico non è più reato”. La Cassazione multa un uomo che praticava autoerotismo davanti a studentesse

Amministratrice di Sostegno ARRESTATA perché RUBAVA i soldi degli assistiti!! Si parla di oltre centomila EURO!!

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U.H.R.T.A. United Human Rights Trieste Association

Apprendiamo e riprendiamo con enorme soddisfazione la notizia di cronaca apparsa oggi sul quotidiano di Trieste Il Piccolo, riguardante l’ arresto di un’ Amministratrice di Sostegno, tale Signora (si fa per dire) Rosaria Bonuso, per peculato.
Questa notizia ci gratifica particolarmente in quanto il fratello di uno dei due amministrati derubati e’ un nostro socio ,e la nostra Associazione e’ intervenuta in suo favore e ha perorato la sua causa, riguardante appunto questa deplorevole gestione della Signora (si fa sempre per dire) Benuso, a scapito del fratello invalido.
Questa e’ una piccola/grande vittoria per noi, ma sopratutto per le tantissime vittime di questo malcostume, o più correttamente PREDAZIONE sempre più dilagante, perpetrata dagli Amministratori a danno dei cittadini Amministrati.
Questo caso ne è un classico esempio. Ricordiamo che gli Amministratori di Sostegno sono dei Pubblici Ufficiali, e non e’ un dettaglio ….

Pagina facebook dello “studio”di mediazione familiare

Ecco la foto dell’arrestata!

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Questi esseri disgustosi rubano i soldi per vivere nel lusso, mentre i loro assistiti, legittimi proprietari del patrimonio da loro sequestrato ingiustamente, vivono in condizioni pietose. Ci rendiamo conto in che società malata viviamo? Come fanno a vivere questi SUBUMANI?? Questi non sono esseri umani. Questi esseri disgustosi sono privi di anima e coscienza. E lo Stato permette tutto ciò!!

L’emarginato è il più onesto. E il più onesto è EMARGINATO!

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Guardate in che fogna di società viviamo e continuiamo a dare il nostro contributo. Tutti COMPLICE ma anche vittime.

Premiato François Hollande per la sua opera SIONISTA da Henry Kissinger!

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Dopo Nicolas Sarkozy, François Hollande premiato per la sua opera sionista da Henry Kissinger.

“François Hollande uomo di stato mondiale dell’anno” Ecco il premio che ha ricevuto lunedì sera negli Stati Uniti il presidente della repubblica francese. La fondazione che gli ha assegnato questo premio, Appeal of Conscience è molto misteriosa. Sul suo sito internet essa si presenta come un’ organizzazione americana “interconfessionale” che si dedica “alla libertà di culto, ai diritti umani e alla tolleranza”, è stata fondata nel 1965 da Arthur Schneier, un rabbino sopravvissuto alla Shoah.

Solo che saperne di più su i suoi obiettivi e i criteri che hanno condotto François Hollande a ricevere il premio si rivela impossibile. La fondazione è molto discreta e completamente sconosciuta in Europa. Eppure Appeal of Conscience assegna questo premio da una decina di anni.

Nel 2015 era stata la volta del premier britannico David Cameron.

Nel 2008 di Nicolas Sarkozy.

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Nel 2013 l’attribuzione al premier Indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono per la “sua promozione della libertà religiosa” aveva fatto molto discutere. Come lo sottolineava il sito giapponese “The Diplomat“, “E’ sorprendente che la fondazione abbia scelto di onorare il dirigente di un paese in cui il numero di incidenti legati all’intolleranza religiosa sono drammaticamente aumentati negli ultimi anni”.

Stessa cosa nel 2012 con l’ex premier canadese Stephen Harper, il quotidiano più importante del paese il “Toronto Star” allora aveva commentato: “Harper ha ricevuto il premio per il suo lavoro come campione della democrazia, della libertà e dei diritti umani ma i record di Harper, in abuso di democrazia qui in Canada, in questi ultimi anni, discreditano il valore del premio”. Secondo loro i motivi per distinguere Harper erano ben altri: “Gli è stato assegnato in gran parte per il suo sostegno ad israele e le sue critiche contro l’Iran.”

“François Hollande? Un uomo di pace? Lui che ha lanciato diverse guerre tra cui quella del Mali?”, ironizza Michèle Sibony (membro dell’Unione ebrea francese per la pace), convinta che la fondazione “sostenga principalmente dei politici che sostengono Israele”. Sempre secondo Sibony si tratterebbe di una fondazione schermo che dietro alla sua apparenza politicamente corretta ha un’ orientamento politico più marcato. La specialista è sicura solo di una cosa: non avrà nessun incidenza sulla popolarità di François Hollande già a livello bassissimo nei sondaggi”.

L’opera a favore della lobby sionista prosegue imperterrita! Il Presidente della Repubblica Francese o di qualunque stato del mondo, che faccia gli interessi del sionismo, piuttosto che della propria nazione, è alquanto preoccupante. Non trovi? La scusa dell’antisemitismo non regge più. Difatti vi consigliamo la lettura del seguente post ANTI-SIONISMO non è ANTI-SEMITISMO!! pubblicato qualche mese fa. Tutto ciò viene denunciato pure da ebrei. Michèle Sibony, ribadiamo, è un membro dell’Unione ebrea francese per la pace.

Egalité & Réconciliation: Après Nicolas Sarkozy, François Hollande récompensé pour son œuvre sioniste par Henry Kissinger

L’Express: Que vaut le prix d’homme d’Etat mondial de l’année remis à Hollande?

2010 notiamo John Elkann

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2009 da notare il cantante Bono

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Chi sostiene gli USA sostiene questi CRIMINI!!

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Chi sostiene gli USA sostiene questi crimini. Criminali che quotidianamente uccidono almeno 6 persone al giorno. Per lo più gente di colore. Questi sono malati mentali. Abbiamo il dovere di porre fine a queste atrocità non solo negli usa ma in tutto il mondo. Questi non sono esseri umani, sono dei robot. Sono degli schiavi! Perché le polizie di tutto il mondo agiscono così? Guardate cosa succede in America. Una ragazzina viene buttata a terra, presa a ginocchiate alle costole, colpita con il taser, ammanettata, incappucciata e portata via con la forza. Sembrano azioni disumane in chissà quale teatro di guerra. Ma purtroppo siamo nella MERDOCRAZIA americana.

Chi difende e osanna questi personaggi è un CRIMINALE

 

Polizia americana vs. cittadini! Una guerra violentissima

Ecco cosa succede negli usa ad un fermo di polizia!

Baltimora, Maryland: dopo ennesimo omicidio per mano della polizia, assetto da guerra!

 

Informare i cittadini non è il reale obiettivo del M5S. Ecco cosa ci dice il dimissionario Rudi Rieder!!

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Ecco la risposta al Movimento 5 Stelle in merito alla trattazione di argomenti scottanti. L’ho sempre detto che hanno paura di andare fuori binario semplicemente per questioni di voti. Però o si fa informazione o si continua sulla strada della dittatura mediatica e informativa. Siamo invasi da montagne di spazzatura giornalistica che manipola le menti delle genti. Se non si risolve questo aspetto il futuro sarà sempre più nero.   

Rudi Rieder, consigliere del Comune di Bolzano, si è dimesso dai 5 Stelle perché non allineati sulla strategia d’informazione da mettere in campo. Nel senso che il movimento non vuole aprire il vaso di Pandora e preferisce tacere su tante problematiche. Beppe Grillo lo diceva a parole, ma nei fatti la musica è ben diversa.

Approfittiamo nel chiedere all’europarlamentare del M5S, Marco Zullo, un sunto sui lavori svolti ad oggi sulla manipolazione climatica per la quale si è impegnato in fase pre-elettorale. Ad oggi non si hanno notizie su cosa abbia realmente fatto. 

Pure agli ex parlamentari del M5S Walter Rizzetto e Aris Prodani tantissime persone hanno chiesto di trattare la manipolazione climatica e altri disastri. Ma ad oggi, anche in questo caso, non si hanno notizie in merito. Nonostante siano usciti da tempo dal movimento.

Se non si informano le masse sui problemi, sugli inganni e sui meccanismi del nostro sistema tutto il resto non serve a nulla.

La partecipazione e l’attivismo sono fattori importantissimi per un futuro migliore. Se un partito o un movimento politico lo dice a parole ma non dà seguito nei fatti allora significa che questo è parte integrante del sistema assassino che ci sta stritolando sempre più.

Ribadiamo che diversi parlamentari del M5S hanno ammesso di esse stati sollecitati da tantissime persone di interessarsi e denunciare la manipolazione climatica. Qualcuno ci stava pure lavorando. Ma, purtroppo per noi, questi se ne fottono altamente, anche se c’è qualche ragazzotto interessante e combattivo al loro interno. Da capire se anche questo faccia parte del copione. 

Dopo le risposte ricevute abbiamo avuto la conferma che è tutto una merda. Fanno parte tutti dello stesso teatrino. E le parole di Rudi Rieder sono la conferma. Ascoltatelo!  

Grande Rudi Rieder! Il popolo ha il dovere di sostenerti e partecipare attivamente agli incontri che organizzerai. Le pagliacciate lasciamoli agli idioti. Qui servono fatti no pugnette!!

Solidarietà a Rudi Rieder!!

AGGIORMENTO 20.09.2016 Facebook Rudi Rieder: Pubblicazione lettera al M5S

Viste le molte notizie uscite e i commenti che hanno creato parecchia confusione, ho deciso di pubblicare la mia lettera al M5S.
Divergenza di opinioni su argomenti fondamentali?
M5S – SUICIDIO POLITICO?

Sono uscito piuttosto indignato dalla riunione della Base Provinciale del M5S di domenica 11 settembre (sarà stata una coincidenza quella data??), ma in verità devo dire che me lo aspettavo. Tema della discussione erano gli argomenti ritenuti da me molto importanti che sto cercando di portare avanti nonostante non siano condivisi dai vertici del M5S locale.
Ho la sensazione purtroppo che la democrazia all’interno del M5S esista solo a parole, a discrezione di pochi e che questi pochi siano purtroppo talmente innamorati della loro stessa persona, che non riescono ad accettare altre opinioni o verità oltre a quelle da loro imposte. Approfondire argomenti scomodi è ritenuto un peccato, si segue il dogma di un “Direttorio” fisicamente inesistente, che è tirato fuori e interpretato secondo le necessità della situazione.
Regolamenti? Servono solo ad allontanare figure scomode, che si ribellano a questo tipo di strumentalizzazione, mentre non trovano applicazione quando a violare il codice etico, sono persone vicine ai vertici autonominati. In questo caso si possono anche attaccare pubblicamente rappresentanti eletti senza che sia presa una qualche contromisura..

Riccardo Fraccaro nel corso della riunione ha evitato di entrare nel merito della maggior parte degli argomenti da me evidenziati:

– Perché il M5S non informa gli italiani sugli eventi dell’11 settembre? Lo stato attuale della conoscenza scientifica sui fatti è lacunoso in maniera oscena, eppure è stata la miccia che ha fatto scoppiare prima la guerra in Afghanistan e poi in Irak. Queste hanno avuto ripercussioni catastrofiche e di destabilizzazione di tutto il Medio Oriente. Noi oggi, come conseguenza, ci troviamo a risolvere il problema dei flussi migratori. Nessun media, nessun Governo occidentale ha mai avuto il coraggio di mettere in discussione questi avvenimenti. Eppure, prima di discutere di come e dove ospitare i profughi, dovremmo conoscere bene le cause di questo problema, ma questo scandalosamente si evita di farlo.
– Uscita dalla NATO, l’unica soluzione vera e possibile per far cessare da subito i conflitti in Medio Oriente e in Nord-Africa, come dimostra anche il recente invio di truppe italiane in Libia. Gli USA e la Russia siedono ormai da settimane, mesi, anni a un tavolo per discutere sulla Pace in Siria, quando in verità si contendono le risorse del più grande distributore di energia del pianeta. Sono guerre per il GAS e per il PETROLIO che non c’entrano assolutamente niente con la democratizzazione della Siria, della Libia o di altri paesi. Solo l’uscita dalla NATO con conseguente indebolimento della posizione degli Stati Uniti potrebbe portare a delle evoluzioni positive in quell’area.
– Sovranità monetaria: si è parlato del Punto Equitalia, di cittadini che non arrivano più a fine mese, che non hanno più nemmeno i soldi per la farina o la pasta, ma il vero cancro è la sovranità monetaria, ceduta da Governi delinquenti alla Banca Centrale Europea. Uno Stato che deve prendere in prestito soldi da una Banca privata,(BCE/Banca D’Italia), pagando interessi su soldi creati dal nulla da dei banchieri privati, perde inevitabilmente ogni capacità di aiutare il suo popolo. Senza stampare moneta non si crea economia, non si crea lavoro, non si possono garantire i servizi basilari ai cittadini. Significa l’impoverimento dello Stato e del suo Popolo con conseguente svendita e privatizzazione dei beni pubblici. La Riforma Costituzionale ha proprio questo tra gli scopi principali: riformare il titolo V. per riportare ACQUA, SANITÀ, ISTRUZIONE, ENERGIA nelle mani di uno Stato centralizzato e poter svendere questi servizi a imprese private.
– Geoingegneria – manipolazione del tempo – irrorazione dei nostri cieli: ci sono illustri medici e scienziati che avvertono del grave pericolo di ciò che chiamano “l’arma più potente al mondo”. Senza entrare nel merito della materia, vorrei ricordare le parole di Riccardo, che ha detto: “ci sono molti Parlamentari che credono alle scie chimiche, ma abbiamo (chi poi?) deciso, che sia meglio non trattare il tema, perché renderebbe il M5S vulnerabile.
– Ho poi accennato anche a diverse dichiarazioni pubbliche molto preoccupanti di Di Maio (concordate con chi? Votate da chi?). Quella a riguardo dell’abolizione del denaro contante o quella sul cambiamento di rotta sull’Euro. Ma anche su questo non sono arrivate risposte, di fa finta di niente.
Ma noi non siamo il partito dell’uno vale uno, dove le decisioni vanno votate da tutti gli iscritti? Chi ha mai visto una votazione sull’abolizione del denaro contante o su altri temi delicati che determinano la strategia politica del Movimento?

Sta di fatto che scegliere di non parlare di argomenti fondamentali che riguardano la nostra salute, la nostra sicurezza o il nostro futuro economico, credo sia un grossissimo errore. I voti che si raccolgono devono essere voti “consapevoli”, voti di persone informate, allora sì, che avranno un peso e un impatto sul nostro futuro.
Scegliere di tacere su certi argomenti ha solo due possibili conseguenze:
La prima, se non dovessimo mai andare al Governo, vorrebbe dire che questi argomenti per altri 2-5-10 anni sarebbero completamente taciuti, rendendoci noi stessi complici di questi crimini.
La seconda, é che se un giorno il M5S dovesse andare veramente a governare, succederebbe esattamente ciò che è successo a Bolzano, quando mi è stato detto, che io sono stato eletto in Consiglio Comunale con un preciso programma e che è mio compito occuparmi della realizzazione di quel programma e di nient’altro. Che le scie chimiche o la sovranità monetaria non fanno parte di questo programma.
La stessa cosa succederebbe a livello nazionale, se chiamati a governare con un programma che questi punti e argomenti non li contiene, ci sarebbe sempre qualcuno che avendo paura di perdere la sua bella e ricca poltrona appena conquistata, direbbe: “di questi argomenti non ne parliamo”, oppure qualcuno a imporlo dall’alto.
E poi come presentarsi davanti al “Potere” senza avere un popolo consapevole e informato alle spalle. Un conto sono dei cittadini che ti hanno votato perché ai spiegato loro determinate cose, ne conoscono le conseguenze, conoscono le possibili soluzioni e hanno deciso di volere questo cambiamento; un altro sono dei voti raccolti con un paio di slogan urlati fino allo sfinimento intellettuale, di persone disinformate ed ignoranti.
Se la gente è informata, si è meno soli, non ci si ritrova a essere guerrieri solitari, ma parte di una società che pretende una svolta: nella redistribuzione della ricchezza, nel mettere un limite allo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente, nella tutela della salute e del territorio, nella difesa dei diritti fondamentali,…..
Per rendere possibile tutto ciò, ci vuole una società consapevole, altrimenti continueremo a non contare nulla!

Poiché nella riunione di domenica scorsa la Base Provinciale del M5S ha deciso di mettermi un bavaglio su questi argomenti, decidendo che io non possa trattarli nemmeno sul mio profilo privato, perché da Consigliere eletto rappresento comunque il M5S, comunico con la presente: di uscire con effetto immediato dal M5S, rimanendo in Consiglio Comunale da Consigliere indipendente per mantenere l’impegno preso con i miei elettori.
Sarò comunque felice di continuare a collaborare con alcuni di voi, che stimo molto, e di portare avanti assieme battaglie per il“Bene Comune”.

Rudi Riedler

Il TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE è tra i territori amministrati dall’ONU! Trieste ha il dovere di agire!!

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Nella lettera del 21 Ottobre 2015 indirizzata al Presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, da parte del Segretario Generale Ban Ki-Moon, tra i territori amministrati dalle Nazioni Unite, a pagina 10, figura pure il FREE TERRITORY OF TRIESTE (1947) ossia il TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE (1947).

Nel documento, tra le basi legali vengono considerate solo:

  • Il trattato di pace del 10 Febbraio 1947 (art. 4, 21 e 22, allegati dal VI al VIII)

  • La risoluzione ONU XVI del 10 Gennaio 1947

A pagina 11/32, troviamo

Regole delle Nazioni Unite

7 Le Nazioni Unite hanno i seguenti compiti:

1 – Consiglio di Sicurezza: la responsabilità ultima per assicurare l’integrità e l’indipendenza del territorio, garantendo il rispetto dello Statuto Permanente e il mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza nel Territorio (Trattato di Pace, art. 21; Statuto Permanente art. 2

2 – Governatore

  • Sorvegliare l’osservanza dello Statuto Permanente (Statuto Permanente art. 17);
  • Proporre una legislazione e farla esaminare (Statuto Permanente art. 19);
  • Condurre relazioni estere (Statuto Permanente art. 24);
  • In casi eccezionali, ordinare e richiedere l’esecuzione direttamente di misure appropriate (Statuto Permanente art. 22)

 

Riferimenti

1 – Progetto di trattato di pace tra l’Italia e la Jugoslavia presentata dal Consiglio di Ministri degli Esteri, composto da Francia, Regno Unito, Stati Uniti e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, al Consiglio di sicurezza, S / 224 / Rev.1, allegato.

2 – Trattato di Pace con l’Italia, 10 febbraio 1947, delle Nazioni Unite, Treaty Series, vol. 49, p. 126, contenente lo Statuto Permanente del Territorio Libero di Trieste (allegato VI), lo strumento per il regime provvisorio del Territorio Libero di Trieste (allegato VII) e lo strumento per il Porto Libero di Trieste (allegato VIII).

3 – Memorandum d’intesa tra i governi d’Italia, del Regno Unito della Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord, degli Stati Uniti d’America e della Jugoslavia per quanto riguarda il Territorio Libero di Trieste, il 5 ottobre 1954, delle Nazioni Unite, Treaty Series, vol. 235, No. 3297, p. 100.

4 – Risoluzione del Consiglio di Sicurezza XVI (1947) del 10 gennaio 1947

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Di seguito il link del documento ufficiale:

ONU S/2015/809: Administration of territory by the League of Nations and the United Nations

Domande banalissime:

Per quale motivo in questi 60 anni nessuno ha supervisionato l’operato dell’Italia sul Territorio Libero di Trieste? Perché, dopo questa conferma ufficiale da parte dell’ONU, le autorità italiane si ostinano a dichiarare apertamente che NON ESISTE alcun Territorio Libero di Trieste?

Nel libero di Mario Comuzzi “L’Italia e Trieste una storia senza fine di violazioni ai diritti umani  troviamo dei passaggi importanti sulla storia del Territorio Libero di Trieste. 

Da leggere anche l’articolo di Triest NGO

Trieste NGO: CLAMOROSO – 23 Ottobre 2015 – Il Consiglio di Sicurezza ONU conferma ufficialmente l’esistenza del Territorio Libero di Trieste, firmato Ban Ki Moon

E ancora in una discussione aperta Peter Regent  ci ricorda che: 

Il Porto Libero e la Zona Franca a regime speciale la quale normativa, cosi come da art. 234 del Trattato di Roma, prevale sulla normativa comunitaria in materia di zone franche, è legge vigente per tutti i paesi contraenti del Trattato di pace tra l’Italia e le potenze alleate ed associate firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e per l’Italia che si è impegnata a rispettarla con decreto legislativo del C.P.S. 28 Novembre 1947 n. 1430. Vedi a tal proposito la Sent. nn. 688/4/99 e 689/4/99 CTR TS e il II. – prot.4382/97 del Dipartimento delle Dogane addirittura dello Stato Italiano.

Perché la zona Franca di Trieste è a regime speciale e non ordinario ce lo spiega addirittura il TRIBUNALE DI TRIESTE:

Sent. nn. 688/4/99 e 689/4/99 CTR TS “l’art. 234 del Trattato di Roma deve essere dunque interpretato nel senso che tutti i paesi contraenti del Trattato di pace tra l’Italia e le potenze alleate ed associate firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e reso esecutivo con decreto legislativo del C.P.S. 28 Novembre 1947 n. 1430, sono obbligati a riconoscere il regime speciale dei punti franchi triestini” di conseguenza prevalgono sulla normativa comunitaria in materia di zone franche

Questo è il motivo perché TRIESTE VIENE INSERITA addirittura dalla legge italiana classifica Trieste tra i paradisi fiscali leciti!

e ancora

Chi è ancora contro la ZONA FRANCA DI TRIESTE, dovrebbe leggere gli scritti del professor Avinash Persaud, emerito del Gresham College di Londra e membro della Task Force dell’ONU sulla riforma finanziaria internazionale che il 5 marzo 2009 scriveva sul Financial Times: “l’attacco alle zone franche, ai centri e alle società offshore altro non rappresenta che una PIGRA E SEDUTTIVA DISTRAZIONE POLITICA rispetto all’OBIETTIVO di affrontare seriamente il problema della regolamentazione finanziaria dei Paesi industrializzati. Finché questa resta disomogenea e ogni Paese tenta di arbitrare con più alto fisco a proprio vantaggio, la regola della libertà personale è tentare di deludere le pretese esose degli Stati spreconi e dilapidatori”.
N.B. A dirlo è uno dei più illustri membri della Task Force dell’ONU sulla riforma finanziaria internazionale

 

Anche in Sardegna menzionano l’art. 234 del Trattato di Roma per le Zone Franche

Zona Franca in Sardegna: Il Trattato di Roma (1957)

Molto interessante il Decreto legislativo del Capo provvisiorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430  con il quale l’Italia ha reso esecutivo il Trattato di Pace di Parigi del 10 Febbraio 1947. Ecco alcuni passaggi

Articolo 34

Porto franco.

Verrà creato, nel Territorio Libero, un Porto franco, che sarà amministrato in conformità delle disposizioni contenute nello Strumento internazionale redatto dal Consiglio dei Ministri degli Esteri, approvato dal Consiglio di Sicurezza ed allegato al presente Trattato (Allegato VIII). Il Governo del Territorio Libero dovrà adottare i provvedimenti legislativi necessari e prendere tutte le necessarie misure per dare esecuzione alle disposizioni di detto Strumento.

Articolo 35

Libertà di transito.

Il Territorio Libero e gli Stati, i cui territori siano attraversati da merci trasportate per ferrovie tra il Porto franco e gli Stati che esso serve, assicureranno alle merci stesse libertà di transito, in conformità delle consuete convenzioni internazionali, senza alcuna discriminazione e senza percezione di dazi doganali o gravami, che non siano quelli applicati in relazione a servizi prestati.

 

ALLEGATO VI STATUTO PERMANENTE DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE (VEDI ARTICOLO 21)  Articolo 2 Integrità e indipendenza.

L’integrità e l’indipendenza del Territorio Libero di Trieste sarà garantita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tale responsabilità comporta l’obbligo da parte del Consiglio:

a) di assicurare l’osservanza del presente Statuto e in particolare la protezione dei fondamentali diritti umani della popolazione;

b) di assicurare il mantenimento dell’ordine pubblico e la sicurezza nel Territorio Libero..

Articolo 3 Smilitarizzazione e neutralità.

1. Il Territorio Libero sarà smilitarizzato e dichiarato neutro.

2. Nessuna forza armata sarà permessa nel Territorio Libero, salvo che per ordine del Consiglio di Sicurezza.

3. Non saranno permesse, entro i confini del Territorio Libero, formazioni, esercitazioni e attività paramilitari.

4. Il Governo del Territorio Libero non concluderà, né tratterà accordi o convenzioni militari con alcuno Stato.

ALLEGATO XIV

DISPOSIZIONI ECONOMICHE E FINANZIARIE RELATIVE AI TERRITORI CEDUTI

1. Lo Stato successore riceverà, senza pagamento, i beni statali e parastatali situati nel territorio ceduto, in forza del presente Trattato, e tutti gli archivi e documenti di carattere amministrativo o di valore storico, relativi al territorio di cui trattasi o ai beni trasferiti ai sensi del presente paragrafo. Ai fini del presente allegato saranno considerati come beni statali o parastatali: i beni mobili ed immobili dello Stato italiano, degli Enti pubblici e degli Enti locali e delle società o associazioni di proprietà pubblica, così come i beni mobili e immobili già appartenenti al partito fascista o alle sue organizzazioni ausiliarie.

2. Tutti i trasferimenti di beni italiani, statali e parastatali, secondo la definizione datane al paragrafo 1 di cui sopra, effettuati dopo il 3 settembre 1943, saranno considerati nulli e non avvenuti. Tuttavia tale disposizione non si applicherà agli atti legittimi relativi ad operazioni correnti di Enti statali e parastatali, in quanto detti atti concernano la vendita, in condizioni normali, di merci da essi regolarmente prodotte o vendute in esecuzione di normali accordi commerciali o nel corso normale di attività amministrative di carattere pubblico.

3. I cavi sottomarini italiani, colleganti punti del territorio ceduto o un punto del territorio ceduto con un punto in un altro territorio dello Stato successore, dovranno essere considerati beni italiani in territorio ceduto, nonostante che parti di detti cavi possano trovarsi a giacere fuori delle acque territoriali. I cavi sottomarini italiani colleganti un punto del territorio ceduto con un punto al di fuori della giurisdizione dello Stato successore, dovranno essere considerati beni italiani nel territorio ceduto, per quanto si riferisce agli impianti terminali e alla parte dei cavi giacente nelle acque territoriali del territorio ceduto.

4. Il Governo italiano trasferirà allo Stato successore tutti gli oggetti di valore artistico, storico o archeologico, appartenenti al patrimonio culturale del territorio ceduto, che siano stati rimossi, senza pagamento, mentre detto territorio si trovava sotto controllo italiano, e che siano trattenuti dal Governo italiano o da istituzioni pubbliche italiane.

5. Lo Stato successore procederà alla conversione nella propria valuta della valuta italiana detenuta entro il territorio ceduto, da persone fisiche che continuino a risiedere in detto territorio o da persone giuridiche che continuino a esercitare in esso la loro attività. Si potrà esigere che i detentori forniscano piena prova dell’origine dei fondi presentati alla conversione.

6. Il Governo dello Stato successore sarà esente dal pagamento del Debito Pubblico italiano, ma dovrà assumere le obbligazioni dello Stato italiano, nei confronti dei detentori di titoli del Debito Pubblico che siano, o persone fisiche che continuino a risiedere nel territorio ceduto, o persone giuridiche che vi conservino la loro sede sociale o il centro principale dei loro affari, nella misura in cui dette obbligazioni corrispondano alla parte del Debito, i cui titoli siano stati emessi prima del 10 giugno 1940, e che sia attribuibile ad opere pubbliche ed a servizi amministrativi civili, di cui il territorio ceduto abbia beneficiato, ma non direttamente od indirettamente a scopi militari. Si potrà esigere che i detentori dei titoli forniscano piena prova sull’origine dei titoli stessi. Lo Stato successore e l’Italia concluderanno un accordo per determinare la parte del Debito Pubblico italiano a cui si dovrà riferire il presente paragrafo e i metodi per dare esecuzione alle disposizioni relative.

7. Lo Stato successore e l’Italia regoleranno con speciali accordi le condizioni in base alle quali saranno trasferite ad organizzazioni analoghe esistenti nel territorio ceduto le obbligazioni verso gli abitanti del territorio ceduto di organizzazioni italiane per le assicurazioni sociali, sia pubbliche che private, come pure una parte proporzionale delle riserve accumulate da dette organizzazioni. Accordi analoghi saranno anche conclusi tra lo Stato successore e l’Italia per regolare le obbligazioni di organizzazioni per le assicurazioni sociali, pubbliche e private, la cui sede sociale sia nel territorio ceduto, verso detentori di polizze o sottoscrittori, residenti in Italia.

8. L’Italia continuerà a rispondere del pagamento delle pensioni civili o militari, acquisite, alla data dell’entrata in vigore del presente Trattato, al servizio dello Stato italiano o di Enti pubblici locali da persone che, in virtù del presente Trattato, acquistino la cittadinanza dello Stato successore. Tale obbligazione riguarda anche il diritto a pensioni non ancora maturate. Accordi saranno conclusi tra lo Stato successore e l’Italia per determinare il modo con cui la suddetta obbligazione sarà soddisfatta.

9. I beni, diritti e interessi dei cittadini italiani, che siano residenti permanenti nei territori ceduti alla data dell’entrata in vigore del presente Trattato, saranno rispettati, su una base di parità rispetto ai diritti dei cittadini dello Stato successore, purché siano stati legittimamente acquisiti. I beni, diritti e interessi entro i territori ceduti degli altri cittadini italiani e quelli delle persone giuridiche di nazionalità italiana, purché legittimamente acquisiti, saranno sottoposti soltanto a quei provvedimenti che potranno essere via via adottati in linea generale rispetto ai beni di cittadini stranieri e di persone giuridiche di nazionalità straniera.  Detti beni, diritti e interessi non potranno essere trattenuti o liquidati ai sensi dell’articolo 79 del presente Trattato, ma dovranno essere restituiti ai rispettivi proprietari, liberi da vincoli di qualsiasi natura o da ogni altra misura di alienazione, di amministrazione forzosa o di sequestro presa nel periodo compreso tra il 3 settembre 1943 e l’entrata in vigore del presente Trattato.

10. Le persone che opteranno per la cittadinanza italiana e si trasferiranno in Italia, saranno autorizzate, dopo ch’esse abbiano pagato ogni debito o imposta dovuta nel territorio ceduto, a portare con sé i loro beni mobili e a trasferire i loro fondi, purché detti beni e fondi siano stati legittimamente acquisiti. Nessun diritto d’importazione o d’esportazione sarà imposto in relazione al trasferimento dei beni stessi. Dette persone saranno inoltre autorizzate a vendere i loro beni mobili e immobili alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato successore. Il trasferimento dei beni in Italia sarà effettuato a condizioni ed entro i limiti, che verranno concordati tra lo Stato successore e l’Italia. Le condizioni ed i termini di tempo per il trasferimento dei fondi suddetti, compresi i proventi delle vendite, saranno egualmente fissati d’accordo.

11. I beni, diritti e interessi esistenti in Italia alla data dell’entrata in vigore del presente Trattato e che appartengano a cittadini italiani, residenti nei territori ceduti, che siano divenuti cittadini di un altro Stato ai sensi del presente Trattato, saranno rispettati dall’Italia nella stessa misura dei beni, diritti e interessi dei cittadini delle Nazioni Unite in genere. Dette persone sono autorizzate ad effettuare il trasferimento e la liquidazione dei loro beni, diritti e interessi alle stesse condizioni di quelle previste dal paragrafo 10 di cui sopra.

12. Le società costituite ai sensi della legislazione italiana e aventi la loro sede sociale nel territorio ceduto, che desiderino spostare detta sede sociale in Italia, dovranno egualmente essere trattate in conformità del paragrafo 10 di cui sopra, a condizione che più del cinquanta per cento del capitale della società appartenga a persone residenti normalmente fuori del territorio ceduto o a persone che optino per la cittadinanza italiana, ai sensi del presente Trattato e trasferiscano il loro domicilio in Italia e a condizione altresì che la massima parte dell’attività della società si svolga fuori del territorio ceduto.

13. I debiti dovuti da persone residenti in Italia verso persone residenti nel territorio ceduto e i debiti dovuti da persone residenti in territorio ceduto verso persone residenti in Italia non saranno rimessi o lesi per effetto della cessione. L’Italia e lo Stato successore s’impegnano a facilitare il regolamento di dette obbligazioni. Ai sensi del presente paragrafo, il termine «persone» si riferisce anche alle persone giuridiche.

14. I beni situati nel territorio ceduto, appartenenti a una qualunque delle Nazioni Unite e ai suoi cittadini, riguardo a cui non fossero state ancora revocate le misure di sequestro o di controllo adottate dall’Italia, o che non fossero stati restituiti ai rispettivi proprietari, saranno restituiti nello stato in cui attualmente si trovano.

15. Il Governo italiano riconosce che l’Accordo di Brioni del 10 agosto 1942 è nullo e non avvenuto e s’impegna a partecipare, insieme con gli altri firmatari dell’Accordo di Roma del 29 maggio 1923, a qualsiasi negoziato mirante ad apportare a detto accordo le modificazioni necessarie per assicurare un equo regolamento delle annualità in esso previste.

16. L’Italia restituirà i beni illegalmente asportati, dopo il 3 settembre 1943, dai territori ceduti e trasferiti in Italia. I paragrafi 2, 3, 4, 5 e 6 dell’articolo 75 regoleranno l’adempimento di detta obbligazione, salvo che per quanto si riferisce a beni, che formino oggetto di altre disposizioni del presente Allegato.

17. L’Italia restituirà allo Stato successore, nel più breve tempo possibile, tutte le navi, detenute dallo Stato italiano o da cittadini italiani, che, alla data del 3 settembre 1943, appartenevano sia a persone fisiche residenti nel territorio ceduto e che acquistino la cittadinanza dello Stato successore ai sensi del presente Trattato, sia a persone giuridiche di nazionalità italiana, che abbiano e conservino la loro sede sociale in territorio ceduto, fatta eccezione delle navi che siano state oggetto di vendita effettuata in buona fede.

18. L’Italia e lo Stato successore concluderanno degli accordi per procedere alla ripartizione, su basi di giustizia e di equità dei beni appartenenti agli enti locali esistenti, il territorio della cui giurisdizione venga a trovarsi diviso dai nuovi confini previsti dal presente Trattato, e per assicurare la continuazione, a favore degli abitanti, di quei necessari servizi comunali, a cui non si riferiscano espressamente altre disposizioni del presente Trattato. Accordi analoghi saranno conclusi per una ripartizione giusta ed equa del materiale rotabile e dell’altro materiale ferroviario, e dei galleggianti e dell’attrezzatura dei bacini e dei porti, ed altresì per regolare qualsiasi altra importante questione economica, che non sia presa in considerazione dal presente Allegato.

19. Le disposizioni del presente Allegato non si applicheranno alle ex-colonie italiane. Le disposizioni economiche e finanziarie ad esse applicabili dovranno formare oggetto degli accordi per la sorte definitiva di detti territori, ai sensi dell’articolo 23 del presente Trattato.

Non resta che agire. Appuntamento per il 15 Ottobre 2016.

15.10.2016: Arbitrato Internazionale per far rispettare i trattati e i diritti umani a TRIESTE.