La speranza è la PRIMA a morire!

disperazione

Più passa il tempo e più ci si rende conto che la speranza è la prima a morire. Altro che l’ultima!

Oggigiorno, cercare di aiutare le persone, informandole, stuzzicando la loro curiosità, invogliarli ad informarsi che esistono soluzioni alternative a quelle di regime, è praticamente impossibile. Amici, parenti, vicini e quant’altro non fa assolutamente alcuna distinzione. Non ne vogliono proprio sapere! Vogliono rimanere ancorati nelle loro errate credenze e basta.  Non c’è disperazione che tenga.

Sia chiaro che nessuno vuole imporre assolutamente alcuna versione dei fatti, ma come detto di sopra, si vuole almeno spingere la gente a liberarsi da queste catene che ci stanno strangolando sempre più.

Informarsi in rete e leggere libri indipendenti è il primo passo da fare.

Gente disperata, che non sa far altro che aggrapparsi alla religione e alla chiesa e nel momento in cui cerchi di aiutarli, perché certi ti fanno pure pena, dicendogli che ci sono persone che son guarite dalla stessa malattia grazie a determinate soluzioni alternative alla devastazione moderna, sembra quasi che li stai offendendo. Mostrano subito disinteresse, si annoiano, si nascondono dietro scuse banalissime e credono di saper già tutto, ma la disperazione li accompagna in maniera sempre più pesante.

Anche qualche anno fa, cercai di far ragionare un cugino, la cui figlia, ragazzina di 11 anni, fu colpita da diabete 1. Negli ultimi anni non avevo un grandissimo rapporto con lui, non ci sentivamo telefonicamente, dovuta anche alla lontananza, ma visto che c’era di mezzo l’intera vita di una ragazzina, decisi di telefonargli per dirgli di informarsi perché ci sono soluzioni che avrebbero potuto salvare la vita della figlia. Gli spiegai le cose che avevo scoperto, dandogli anche i titoli di alcuni libri che lessi. La risposta è stata: “e quando li leggo? Non ho tempo da dedicare alla lettura, lavoro sempre…”. Io insistetti dicendogli “di mezzo c’è la vita di tua figlia che se non trovi una soluzione alternativa, che esiste, e ne sono stato sempre convinto, amputazioni, cecità, cardiopatie ecc… saranno inevitabili”.  Non lo sentii più e credo che non abbia fatto assolutamente nulla, anche se sapeva perfettamente il business che sta dietro alla salute e alla società.

Esporsi per il bene degli altri diventa sempre più pesante. Vuoi fare del bene, ma la gente lo percepisce come un’attacco.

Mi sa proprio che è meglio starsene nel proprio e che gli altri si arrangino pure!

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