Messico: la gente si ribella al Nafta e per i media è il narcotraffico che ostacola la “democrazia” nel paese

Tutti i trattati che gli Stati Uniti impongono a varie nazioni, hanno l’unico obiettivo di impoverire sempre più i popoli e favorire le corporazioni. Solo politici assassini possono accettare i diktat americani.

La politica occidentale non ha alcuna credibilità!

da “l’antidiplomatico”

Messico: la gente si ribella al Nafta e per i media è il narcotraffico che ostacola la democrazia nel paese

Messico: la gente si ribella al Nafta e per i media è il narcotraffico che ostacola la “democrazia” nel paese

Se fosse accaduto in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Argentina o qualunque altro paese dell’America latina che ha deciso nel tempo di non essere più il giardino di casa degli Stati Uniti ne avrebbero parlato tutti i giornali che liberi non sono nel “mondo libero” e aperto tutti i telegiornali che liberi non sono nel “mondo libero”. Accade però in un paese che attraverso il “Nafta” – North Atlantic Free Trade Agreement – ha deciso di delegare la sua politica nazionale alle grandi corporazioni americane, padroni tra l’altro dell’informazione occidentale, che hanno la capacità di inidrizzare l’opinione pubblica a loro piacimento.

Procediamo con ordine. In Messico ieri si sono svolte le elezioni federali per il rinnovo di oltre 2.000 funzionari pubblici, compresi i deputati federali e diversi governatori. Negli Stati di Guerrero, Oaxaca, Chiapas il popolo è sceso in piazza per ribellarsi e ha bruciato i documenti elettorali. I cittadini di diversi stati hanno cercato, in altri termini, di impedire un voto che ritenevano ingiusto per le condizioni politiche e sociali imposte al paese. Il governo ha risposto come reagisce ogni regime alleato degli Stati Uniti, dando libero sfogo alla violenza dell’esercito. In questo modo cioè:

E quando se n’è occupata la stampa che libera non è nel mondo “libero” cosa ha scritto delle violenze? Da Repubblica: “Protagonisti una formazione di vigilantes –  il Frente Unido por la Seguridad y el desarrollo del Estado de Guerrero (Fusdeg) – e alcuni criminali nella cittadina di Xolapa a nord di Acapulco nelloStato di Guerrero, tormentato dalla piaga del narcotraffico”. Avete capito bene? La colpa sarebbe dei narcotrafficanti e dei criminali che hanno tentato di sabotare le elezioni che per la cronaca, e se hanno un senso in questo clima, hanno visto la conferma della maggioranza del partito al potere, il Partito rivoluzionario istituzionale (Pri) del presidente Enrique Peña Nieto.

Nella realtà nello stato di Guerrero a boicottare le elezioni in Messico sono stati, ad esempio, i genitori dei 43 giovani scomparsi e gli studenti universitari di Ayotzinapa nel comune di Tixtla, dove il furgone con il materiale elettorale è stato dato alle fiamme. Solo a Oaxaca sono stati arrestati 88 persone, tra cui i leader sindacali, tutti mobilitati in una delle maggiori iniziative delle organizzazioni degli insegnanti. Bruciato il materiale elettorale e forti proteste anche nel porto di Salina Cruz. Il livello di tensione è arrivato al punto che l’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) ha deciso di sospendere la sua missione di osservazione elettorale.

la polizia federale e l’esercito hanno effettuato un blitz nella chiesa della colonia di Tepeyac, nella città di Tlapa (Guerrero), teatro del dramma dei “43 studenti”. Sarebbe morto anche un maestro nella violenza dell’esercito. Qui la foto (si consiglia solo ad un pubblico non sensibile) – Fonte: http://desinformemonos.org.mx/

Ma per i media da cui ancora continuate ad informarvi, la violenza è partita da generici narcotrafficanti (Allo stesso modo con cui si usa “terrorista” in modo generico per poi all’occasione trasformarlo in “ribelle moderato”) che hanno deciso di sabotare il processo democratico del Messico. Questo è il racconto ufficiale.

Il Messico è un paese talmente democratico che, dopo aver festeggiato i primi vent’anni di NAFTA, come evidenziava molto correttamente Vicky Pelaez quest’accordo ha trasformato il Messico “nel primo laboratorio americano per rimodellare uno Stato e accogliere tutti i suoi interessi. Dopo vent’anni il paese è stato socialmente raso al suolo”. E ancora: “Il Messico è l’emblema di come i trattati internazionali possono influenzare l’economia, la politica e la società di una nazione. Nonostante i benefici economici presunti che il trattato avrebbe dato al Messico nel medio e lungo termine, in realtà, il paese è stato barbaramente impoverito. Ed è aumentata, di conseguenza, la violenza e la criminalità organizzata”. Un dato? Il numero dei dispersi in Messico supera le 25.000 persone.

Un altro? Mentre nel 1994, prima di entrare nel Nafta, il Messico era quasi autosufficiente a livello alimentare, nel 2014 è diventato un importatore netto di prodotti di prima necessità dall’America Latina: l’anno di entrata in vigore del trattato, il paese ha importato cibo per 1.800 milioni di dollari, ma nel 2014 la cifra ha raggiunto 25.000 milioni di euro. “Tutto questo spiega perché il 60% dei 112 milioni di abitanti del Messico sono poveri e senza accesso alla sicurezza sociale”, conclude Peláez. Avete capito bene il 60%, è un dato che farebbe inorridire una stampa libera. Ma potete stare tranquilli perché quelli che controllano l’informazione che libera non è del “mondo libero” e che filtrano le notizie a cui ancora credete hanno visto i loro profitti aumentare notevolmente: nei 20 anni di Nafta la ricchezza netta dei miliardari è passato da 44.100 a 129.300 milioni di euro.

Volete un ultimo dato sul Messico? Un rapporto di una ONG,  la  Red de Jornaleros Internos, ha rilevato come nel paese 2 milioni di contadini vivono in condizioni di semi-schiavitù e sono quotidianamente costretti a lavorare più di 15 ore al giorno, tra vessazioni e abusi dei loro datori di lavoro. Il documento denuncia come i contadini soffrano condizioni di vita disumane, lavorando 15 ore al giorno in media (quasi il doppio del tempo consentito), e 8 su 10 non può vedere un medico in caso di malattia e infortuni perché non gode di nessun beneficio o assistenza sociale e sanitaria. Il rapporto rivela che questa prassi di semi-schiavitù nelle campagne ha luogo in 18 stati del Messico e il 60% delle vittime sono di origine indigena. Inoltre, il 90% dei 2 milioni di lavoratori non hanno alcun contratto di lavoro. Sempre secondo il rapporto, almeno 40 bambini, afflitti da malnutrizione e mancanza di cure mediche, sono morti nei campi nel periodo compreso dal 2007 al 2015. Indovinate un po’ da dove provengono principalmente questi schiavi del neo-liberismo? Incredibile a credersi, al punto che la stampa libera non lo riporta, ma proprio dagli stati più poveri, come Guerrero e Oaxaca, che ieri hanno deciso di ribellarsi alla schiavitù e “interrompere il processo di democrazia nel paese”.

Ma di queste notizie in Italia e nel resto d’Europa non leggerete, perché il Messico fa parte del trattato di aerea di libero scambio con Canada e Stati Uniti (Nafta) e dell’Alianza del Pacifico con Cile, Perù e Colombia, braccio armato neo-liberista degli Stati Uniti in America Latina. In Italia e nel resto d’Europa leggete e continuerete a leggere quotidianamente però della “dittatura” Venezuela che ha alfabetizzato un intero popolo in pochi anni e garantito cure e un Welfare gratuito a tutta la popolazione. Quella “dittatura” Venezuela che riceverà oggi un premio alla FAO per essere il paese che maggiormente si è distinto nello sradicamento della povertà; e che ha permesso a Cuba, Nicaragua ed altri paesi dell’organizzazione Alba di ottenere petrolio a prezzi d’amicizia, garantendo a intere popolazioni la possibilità di svilupparsi. Il tutto per spirito solidale e non seguendo la logica del profitto. Proprio per questo per gli Stati Uniti Caracas è una “minaccia alla sicurezza nazionale” e quindi l’informazione si adegua. E proprio per questo in Messico, leggete, la violenza viene portata dal narcotraffico contro la democrazia.

Questo continuerete a pensare, purtroppo, finché deciderete di costruire la vostra opinione da un’informazione che nel mondo “libero” libera non è, ma segue interessi, disegni e strategie molto precisi. Riflettete per un secondo su quest’aspetto: se ieri ed oggi vi avessero scritto la verità e con la giusta rilevanza, quindi che in Messico la gente si ribellava alle condizioni di semi-schiavitù cui è stata costretta da vent’anni di Nafta, cosa avreste iniziato a pensare di Renzi quando ci dice in Italia che dobbiamo accelerare sull’identico trattato che Washington ha pensato per noi, il TTIP? Il problema e il grande rammarico è che Roberto Saviano di tutto questo continuerà a non scrivere….