Rifiutata da importanti tribù siriane un’offerta del re di Giordania contro Daesh!

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I rappresentanti di alcune importanti tribù siriane hanno rifiutato un’offerta di aiuto da parte del re giordano contro Daesh, accusandolo di sostenere i terroristi.

Il re di Giordania, Abdullah II, “è ben consapevole di chi c’è dietro i terroristi e dove si trovano le loro sale operative e i campi di addestramento militare, da dove provengono i loro finanziamenti e le armi, e come entrano nel nostro Paese dalla Giordania”, ha detto Fares Sheikh Mohammed al-Abd al-Rahman, della tribù Tay, nel corso di una conferenza stampa di leader tribali siriani tenutasi ieri nella capitale siriana Damasco.

Abd al-Rahman, che ha anche presieduto la conferenza, ha inoltre rilevato che le tribù siriane “fermamente e definitivamente respingono qualsiasi chiamata o progetto di privarli della loro essenza araba nazionale siriana”, e ha espresso la sua “sorpresa” per l’offerta del re.

Queste osservazioni arrivano l’indomani della promessa da parte del re giordano di sostenere le tribù nella “Siria orientale e nell’Iraq occidentale,” dove i terroristi sono attivi, definendolo un dovere della Giordania “come nazione”.

In un comunicato diffuso dalle tribù, la Giordania è stata invece invitata “a fornire un sostegno reale alla Siria contro il complotto che si trova a fronteggiare”.

Damasco da tempo accusa la Giordania di sostenere i takfiri contro il presidente siriano Bashar al-Assad, in particolare consentendo terroristi di attraversare la sua frontiera liberamente e il 18 maggio scorso, il Ministero degli Esteri siriano ha formalmente presentato una denuncia alle Nazioni Unite riguardo al coinvolgimento persistente della Giordania nella formazione di terroristi da inviare in Siria sul suo territorio, sollecitando l’azione delle Nazioni Unite per porre fine “al sostegno pubblico e sistematico … ai gruppi terroristici” da parte di Amman, che aumenta “le sofferenze dei cittadini della Siria a causa dei reati commessi da questi gruppi.”

Fonte: Syria l’altra faccia della rivolta

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