La trappola del Gran Maestro Putin farà crollare il sistema occidentale!

Un’altro interessantissimo articolo di Aurorasito sulla guerra economica in atto tra occidente e oriente. Il sistema occidentale crollerà ed avrà ripercussioni devastanti. Oramai siamo agli sgoccioli perché è un sistema insostenibile.

Come disse Voltaire nel XVIII secolo: “ La carta moneta alla fine ritorna al suo valore intrinseco, lo zero!”

Re-Blog da Aurorasito

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Nel dicembre dello scorso anno pubblicammo un articolo interessante di Dmitrij Kalinichenko, “La trappola d’oro del Gran Maestro Putin”, che attirò molta più attenzione dai lettori di quanto aspettato. Continua ad essere citato da molti esperti politici ed economici internazionali. Tale articolo sulla strategia della Russia per sbarazzarsi di obbligazioni e petrodollari statunitensi comprando oro. Sembrava che il crollo del rublo alla fine dello scorso anno, insieme a un ridotto margine di bilancio del Cremlino, impedisse Mosca di continuare il piano per diversificare in modo permanente il sistema finanziario internazionale. Tuttavia, osservando ciò nel 2015, si nota che la strategia di Putin funziona molto bene. Grazie alla mano invisibile del mercato il rapporto prezzo oro-petrolio è più che raddoppiato negli ultimi due anni. Se a maggio 2014 con 12 barili di petrolio si comprava un’oncia d’oro, il rapporto è salito a 26 barili/oncia nel gennaio 2015 (dove rimane attualmente). Abbassando il prezzo del petrolio rispetto l’oro, sembra che Wall Street e City di Londra cercassero di ostacolare la tattica russa di comprare oro in cambio di petrolio e gas (i prezzi del gas sono collegati al petrolio via BTU). Tuttavia, tali azioni sono fallite. Il calo dei prezzi del petrolio e il deprezzamento della moneta nazionale non hanno impedito alla Banca di Russia d’acquistare oro sul mercato interno con i rubli. Nonostante minacce e sanzioni, la Russia continua ad incrementare le riserve auree. La Banca di Russia ha acquistato ben 171 tonnellate di oro nel 2014 e altre 120 tonnellate nei primi dieci mesi del 2015. Di conseguenza, il 1° novembre 2015 la Banca di Russia aveva accumulato 1200 tonnellate di oro nelle riserve, ufficialmente le quinte nel mondo, anche se in realtà la Russia è al 4.ta avendo la Germania permesso di ospitare solo un terzo delle proprie riserve. Per correttezza va notato che la Cina non ha fornito dati aggiornati sulle sue riserve d’oro dal 2009, quando ne possedeva ufficialmente 1054 tonnellate. Secondo alcune stime, le riserve cinesi potrebbero essersi triplicate.

L'oro nelle riserve della Banca di Russia dal 1995, in milioni di dollari USA. Fonte: Cbr.ru

L’oro nelle riserve della Banca di Russia dal 1995, in milioni di dollari USA. Fonte: Cbr.ru

L’anno 2014 ha portato Wall Street ancora un’altra spiacevole sorpresa. La Russia è emersa seconda produttrice mondiale di oro, superata solo dalla Cina. La leadership globale di Cina e Russia nelle miniere d’oro gli consente di creare propri sistemi di valuta e di trading su solide fondamenta d’oro, che saranno utilizzati dai Paesi BRICS come unità universale di conto e misura fissa dei prezzi. Di fronte alla prospettiva di dover fare i conti con la potente alleanza d’oro russo-cinese, presto in grado di mettere in discussione il futuro del dollaro come valuta di riserva mondiale, gli Stati Uniti hanno cominciato ad impiegare tutte le misure tradizionali per punire un Paese che osa sfidarne il peso finanziario mondiale. S’ignori il blaterare sui “valori democratici”, non sono altro che un modo per forzare la Russia a vendere oro. Il popolo russo ha sentito l’ultimatum di Washington e capisce perfettamente che gli Stati Uniti hanno imposto le sanzioni per estromettere il governo legittimo e democraticamente eletto di Mosca. Ma non a caso, le sanzioni applicate dagli Stati Uniti al popolo russo, a caro prezzo per l’Unione europea, hanno avuto l’effetto opposto. I russi si sono uniti al capo della nazione, e Cina e Russia sono ora più vicine che mai. La politica estera della dittatura dell’arroganza assoluta e così oltraggiosa di Washington, ha avuto conseguenze prevedibili. Sostituendo abitualmente e universalmente la forza del diritto con il diritto della forza, gli Stati Uniti hanno sprecato il capitale politico e la credibilità che s’erano guadagnati presso l’opinione pubblica russa e cinese. Il sostegno della Cina alla Russia neutralizza tutti i tentativi di Washington di piegare Mosca. Anche se la Russia è costretta a vendere oro, lo venderà… alla Cina, il che significa che rimarrà nell’”alleanza d’oro”. È interessante notare che la visita a settembre del Presidente Xi Jinping negli Stati Uniti non ha portato ad alcun accordo sostanziale. La Cina è ben consapevole che se Washington recidesse l’alleanza tra Russia e Cina, la prima azione dell’ipotetico governo filo-americano della Russia sarebbe strangolare energeticamente la Cina. Wall Street deve colonizzare la Russia prima, per colonizzare la Cina. I leader cinesi lo sanno molto bene. Per inciso, lo stesso destino attende l’Europa, altro competitore geopolitico degli Stati Uniti. Tuttavia, a differenza di Pechino, i capi europei non l’hanno ancora capito.

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E’ importante ricordarsi che gli attacchi del dollaro all’oro finiscono sempre nello stesso modo, in un KO doloroso per il dollaro. Non ci sono mai state eccezioni a questa regola della storia monetaria. Né ci saranno ora. Di qui la ben nota regola del mercato: “Ogni picco del prezzo dell’oro non è l’ultimo. Sarebbe ingenuo credere che questa regola d’oro sia sconosciuta al maestro della pazienza, Vladimir Putin, e a Xi Jinping che, in maniera sistematica, aumentano le riserve auree. Russia e Cina inesorabilmente perseguono a spogliare il dollaro USA dello status di valuta di riserva globale. La soluzione militare standard degli USA non funziona in tale situazione. La Russia non è l’Iraq, la Libia o la Jugoslavia. Gli Stati Uniti non possono lanciare un’aggressione diretta a un Paese come la Russia, sarebbe la loro ultima mossa. Pertanto la Casa Bianca cerca di utilizzare i militanti radicali dei Paesi musulmani ed europei come carne da cannone. Un volta tale approccio era efficace. Verso la metà del XX secolo, Wall Street e City di Londra trascinarono l’Europa in guerra contro l’Unione Sovietica usando il loro pupillo Hitler, che avevano letteralmente messo al potere in Germania. Oggi Ucraina e Siria sono i teatri della guerra calda degli USA contro la Russia e l’Unione europea è il teatro della guerra economica degli Stati Uniti contro la Russia (va notato che mentre gli imprenditori europei soffrono per le sanzioni imposte alla Russia, i concorrenti statunitensi firmano lucrosi nuovi accordi con Mosca). Ora i Paesi europei cominciano a capire che Washington l’inganna semplicemente. Dopo tutto, ogni prodotto è, prima di tutto, nient’altro che energia sotto forma di merce. Prendendo spunto dalle ambizioni geopolitiche degli USA, l’Europa autoriduce la propria competitività. Staccandosi da slogan altisonanti e dichiarazioni su “valori” e considerando solo l’economia materiale, tutto diventa chiaro: se l’UE viene esclusa dagli approvvigionamenti di energia russa a basso costo, oltre che dal grande mercato russo, non potrà sopravvivere nella forma attuale. Wall Street e City di Londra, come prima, non sanno cosa Putin abbia in mente, ma sono abbastanza certi che Putin farà qualcosa, e qualunque cosa sia, sorprenderà tutti facendo avanzare gli interessi della Russia e dei suoi alleati. Cercando di spiegare Putin e l’omologo Xi Jinping, Bloomberg ha pubblicato un interessante articolo sei mesi fa sul futuro del mercato dell’oro: “Sarà probabilmente molto diverso dal vecchio gold standard”, Kenneth Hoffman, a capo del centro ricerca mondiale su metalli miniere di Princeton, dice a Bloomberg Intelligence… “E non sarà un sistema tradizionale in cui si entra o esce dalla banca con un’oncia d’oro. Sarà qualcosa di nuovo e diverso. Le previsioni di importanti media occidentali sulla nascita imminente dell’alleanza russo-cinese per rilanciare il gold standard si sentono abbastanza spesso, sembrando segnali o appelli a un passo del genere rivolto a Mosca e Pechino. Già nel 18° secolo, il filosofo e scrittore Voltaire disse: “La carta moneta alla fine ritorna al suo valore intrinseco, lo zero, e aveva assolutamente ragione. Ci sono state tantissime banconote nella storia dell’umanità. Ma tutte, in un modo o nell’altro, divennero zero e scomparvero. Coloro che vissero durante il regno di figure storiche come Alessandro Magno, Napoleone, Hitler, Stalin, onestamente credevano che la moneta esistente al momento sarebbe rimasta in circolazione per sempre. Ma non una di esse esiste oggi. E dollaro e rublo hanno in comune con i loro precedessori di 100 anni fa i nomi rimasti invariati. Dollaro e rublo moderni sono valute completamente diverse, con potere di acquisto diverso e aspetto diverso. Alcune valute muoiono improvvisamente, altre tornano a zero attraverso un ammortamento graduale, ma in un modo o nell’altro si annullano alla fine. Ovviamente, il dollaro statunitense indebolito ha perso il 98% del potere d’acquisto negli ultimi 40 anni (come altre pseudo-monete non protette) ed è già sull’orlo del naturale azzeramento. Questo argomento è sempre più utilizzato dai fautori del ritorno al gold standard. Tuttavia, dimenticano che tutte le valute d’oro già in circolazione alla fine morirono come le valute di carta. Perché questo è accaduto, dato che le valute d’oro sono garantite dall’oro che contengono fisicamente? Perché ogni moneta d’oro è, prima di tutto, una moneta con valore designato, non denaro basato sull’oro che contiene!
Le valute d’oro avevano un valore fiat rappresentato dalla denominazione impressa su di esse, imponendo un dazio legale a tutti gli operatori del mercato. Questo richiedeva che usassero le monete d’oro esclusivamente come valuta, con valore nominale specificato e assegnato per legge. Ma alla fine la contraddizione inevitabile emerse tra valore di mercato dell’oro contenuto nella moneta e suo peso rispetto al valore fiat della denominazione impressagli. Tale incoerenza significò la fine di ogni forma di moneta d’oro nel corso della storia monetaria. Non ci sono eccezioni a questa regola, ben nota a Wall Street. E’ di fondamentale importanza per essi che Russia e Cina siano spinte a coniare un’altra moneta d’oro condannata. Non appena Russia e (o) Cina emettessero tale moneta d’oro, saranno immediatamente attaccate da Soros e altri speculatori al soldo di Wall Street come lui. Qualunque sia il valore nominale, in rubli o yuan, impresso sulla moneta d’oro di Russia o Cina, dopo un po’ il valore inizierebbe a divergere dal valore dell’oro nella moneta. Diverrà vantaggioso per gli speculatori riciclare carta moneta in cambio della valuta in oro, riducendo le riserve auree del Paese, portandolo al default. Data la situazione attuale, non c’è nessuno al mondo che possa rispondere a questa apparentemente semplice domanda: perché, sapendo che non è possibile coniare una moneta nazionale in oro, Russia e Cina continuano ad accumulare riserve auree? In questo momento nessuno al mondo lo sa… tranne Putin e il collega Xi Jinping…

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