Trasferirsi in Venezuela!

Re-Blog contributo del nostro amico Enrique

 

Trasferirsi all’estero? Scelta difficile!

In questi momenti di crisi, per lo più societaria, dove la criminal-politica italiana ed europea hanno praticamente distrutto tutto, con l’ausilio dell’inetto popolo, la voglia di espatriare all’estero è sempre maggiore. Un desiderio provato da sempre più persone, ma solo pochi hanno il coraggio di fare il grande salto nel vuoto. Perché scappare dalla dittatura europea bisogna per forza di cose cambiare continente. E non è sicuramente facile, perché andare dall’altra parte del mondo, dove s’incontrano cultura, tradizioni, abitudini, alimentazione e lingua differenti è davvero un’impresa ardua già sulla carta. E una volta arrivati sul posto la situazione sicuramente è ancor più difficile anche se ci si è preparati al peggio!

Il primo passo che abbiamo fatto, ovviamente, è stato quello di cercare in rete, per mesi e mesi, informazioni per poter valutare al meglio, almeno in teoria, le destinazioni in Sud America e nel Sud-Est Asiatico. Abbiamo trovato tutto e il contrario di tutto e le informazioni essenziali latitavano. Solo superficialità!

Fatta una cernita, forzatamente alla bell’e buona, ci siamo focalizzati sul Venezuela. In particolare su Isla Margarita. Isola al largo delle coste nord-orientali venezuelane.

Destinazione per i più pericolosissima, perché il Sud America, e in particolar modo il Venezuela, risulta essere la destinazione più pericolosa al mondo. Ma si sa che la stampa mainstream criminalizza in ogni modo i paesi fuori dal giro imperialista. Chi è fuori dall’influenza nord-americana viene ritenuto un pericolo mondiale. E il Venezuela, che si è ripreso la sovranità circa 17 anni con la salita al potere del Comandante Hugo Chavez, oggi defunto e il cui potere è passato nelle mani del suo delfino Nicolas Maudro, votato democraticamente dal popolo VENEZOLANO, nei mesi scorsi è stato addirittura definito pericolo per la sicurezza nazionale statunitense solo perché gli americani non possono RI-mettere le mani sulle sue ricchissime riserve petrolifere, tra le più vaste del globo terracqueo!

Non nascondiamo che la nostra scelta sia ricaduta sul Venezuela anche perché trattasi appunto di un paese SOCIALISTA, anti-capitalista e soprattutto anti-imperialista!!

Ci siamo focalizzati su Isla Margarita anche perchè essendo un’Isola risulta essere una meta, almeno sulla carta, più sicura rispetto alla terra ferma. Poi chiaramente la sfortuna la si può avere nel territorio più sicuro della galassia.

Scelta la destinazione abbiamo provato a cercare in maniera ancora più appronfondita tutto il materiale e le testimonianze possibili e ci siamo messi in contatto, a malincuore, con alcuni italiani che vivono sull’isola. Praticamente abbiamo contattato coloro, che hanno un tour operator sull’isola, quelli più “famosi” grazie alle loro testimonianze pubblicate su siti rinomati, ai loro gruppi facebook e canali youtube.

Anche a seguito di questi contatti diretti non eravamo del tutto soddisfatti delle risposte e delle “non risposte” ricevute. Siamo stati per lo più tranquillizzati. Come dicevamo supercialità! Nonostante tutto decidiamo di affidarci ad uno di questi “tour operator”, solo per quanto riguarda il volo nazionale, Caracas-Porlamar (Isla Margarita), e un’appartamento.

Non dimentichiamo che le testimonianze hanno un valore molto relativo perché sono soggettive. Ognuno vede le cose in base alla propria cultura, visione, apertura mentale, appartenenza politica e  soprattutto in base agli interessi economici. Difatti chiedere delucidazioni a chi lavora con il turismo si può mai avere un giudizio obiettivo sulla reale situazione del paese e dell’isola? Impossibile! Perché il 90% delle persone mette al primo posto il denaro. Come è improponibile credere a ciò che scrive una venezuelana che vive in italia sul proprio blog. Si percepisce in maniera decisamente pesante che prova odio verso il Venezuela, semplicemente perché il CHAVISMO non ha permesso alla sua famiglia di continuare a fare montagne di soldi. E s’inventa assalti, sparatorie, furti, tentativi di stupri guarda caso accaduti a lei in prima persona, a familiari e suoi conoscenti. Ne racconta di cotte e di crude. Cose chiaramente impossibile da verificare. Ma il solo fatto che disprezza il paese perché il popolo ha deciso democraticamente un cambio di rotta, è solo da starne alla larga da questi blog e da questa gentaglia.

Le forze per continuare sulla strada intrapresa cominciavano a mancare. Non ci mancava nulla e ce la passavamo relativamente bene grazie soprattutto al nostro stile di vita alternativo, fatto anche di tante battaglie e di scelte importanti, che ci hanno dato tante soddisfazioni ma anche tante delusioni. Però eravamo arrivati al capolinea! Sentivamo il dovere di andar via da tutto lo schifo che ci circondava in Italia. Tre o sei mesi trascorsi in un’altra nazione e in un’altro continente non poteva certamente essere una esperienza negativa, ma poteva semplicemente arricchirci ancor di più. Alla fine dei conti non avevamo molto da perdere, se non un lavoro che ci teneva imprigionati 8/10 ore al giorno e che ci limitava molto di deciare ancor più tempo a noi stessi.

Quindi decidiamo di andare a vedere di persona la situazione a Isla Margarita e trascorrere qualche mese in un paese diverso dal nostro, anche se, purtroppo, pieno di italiani.

L’italiano non è per niente apprezzabile già nel nostro ex bel paese, figuriamoci all’estero, dove è ritenuto inaffidabile! Da qui il nostro scarsissimo entusiasmo per l’appoggio trovato, ma d’altro canto eravamo coscienti che sarebbe stato solo per un brevissimo tempo.

Terminiamo questo post dicendo che proprio a seguito dell’assenza d’informazioni importanti ed essenziali abbiamo deciso di aprire questo blog. Nonostante il paese e l’isola siano praticamente colonizzati dagli italiani, in rete non siamo riusciti a trovare approfondimenti che permettano di far capire, a chi non ci è mai stato, un minimo la situazione. Come detto i nostri contatti si son limitati a fornire risposte molto brevi e vaghe, e “non risposte” che chiaramente non ci hanno permesso di comprendere bene il tutto. Forse è una loro strategia far perdere i clienti nella loro superficialità e nelle belle parole. Chiaramente noi non ci siamo fatti incantare!

Raccomandiamo di non farsi imbambolare dai giudizi stra-positivi che si trovano in rete, dai video, dalle testimonianze, dalle interviste ecc… Pian piano daremo spiegazioni il più esaustive possibili. Non bisogna dimenticare che SIAMO CLIENTI e chi parla di amicizia, di rapporti UMANI, sicuramente non sa manco cosa stia dicendo. Garantito al 100%!!! Questo per quanto riguarda l’approccio con i nostri connazionali!