Appello a CINA e RUSSIA: aiutate il VENEZUELA!!

APPELLO ALLA CINA E ALLA RUSSIA: PER FAVORE NON LASCIATE CHE IL VENEZUELA CADA

APPELLO ALLA CINA E ALLA RUSSIA: PER FAVORE NON LASCIATE CHE IL VENEZUELA CADA

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI XI JINPING E VLADIMIR PUTIN di Andre Vltchek

Caro Presidente Xi Jinping,

Caro Presidente Vladimir Putin,

Il riemergere dello spettro della catastrofe nucleare sta nuovamente infestando il mondo.

L’occidente sta cercando di isolare e provocare due grandi, orgogliosi, potenti e sovrani Paesi; Cina e Russia. Sembra che il desiderio patologico di guadagnare (o più precisamente, riguadagnare), il pieno controllo dell’intero mondo impedisca a tutti coloro che sono rimasti  con un minimo di razionalità e umanità nelle  ‘élites’  economiche e politiche a Washington e Londra di prendere voce in capitolo.

Il pericolo è reale. E’ sufficiente guardare per un momento la mappa del mondo ad inizio del XX° Secolo per realizzare che l’Occidente è capace di schiavizzare quasi l’intero Pianeta, attraverso i suoi disegni coloniali e imperialisti. 

L’imperialismo occidentale ha già sterminato centinaia di milioni di esseri umani, in tutti gli angoli della Terra. E anche ora, in questo momento, sta sterminando milioni di persone, direttamente o indirettamente.

Entrambe, la Cina e la Russia conoscono direttamente gli orrori delle invasioni occidentali. In molte occasioni, entrambi i Paesi sono stati costretti a prendere le armi, per resistere e sopravvivere. Entrambi questi Paesi, inoltre, ancora una volta, a testa alta, orgogliosamente affrontano coloro che cercano di fermarli e costringerli alla sottomissione.

Sta divenendo chiaro che Cina e Russia non indietreggeranno. Sia perché chiedono, più di ogni altra cosa, pace e giustizia per questo mondo. Sia perché conoscono direttamente sulla propria pelle le invasioni e le guerre. Conoscono quanto sia alto il prezzo della libertà e dell’indipendenza. Ma se attaccati, non indietreggeranno. Combatteranno, non importa quale sia il costo da pagare. Combatteranno per difendere le proprie popolazioni e per difendere l’umanità, come hanno già fatto in tante occasioni, perdendo milioni di vita, ma alla fine hanno sconfitto il male!

Cina e Russia non sono sole! Hanno alleati in tutti il mondo. Alcuni alleati sono solo persone comuni oppresse nei loro Paesi; altri sono interi Paesi da differenti parti del mondo, come Sud Africa, Iran, Siria e Cuba.

Fino a poco tempo fa, quasi l’intera America Latina era con la Cina e Russia, e vice-versa. Grandi cambiamenti stanno avvenendo in Venezuela, Ecuador, Brasile, Argentina, Bolivia e altrove. Politicamente e economicamente, molti paesi dell’America del Sud avevano iniziato ad avvicinarsi a Pechino e Mosca. La guerra contro l’imperialismo aveva trovato il suo nuovo fronte.

Tentativi di destabilizzare le rivoluzioni dell’America Latina emersero immediatamente: l’occidente iniziò ad “organizzare e poi supportare i movimenti d’opposizione”, finanziando le ONG ostili, pianificando e finanziando colpi di stato, demonizzando attraverso la propaganda e campagne di indottrinamento i nuovi governi.

Elite di traditori moralmente corrotti locali molto velocemente si unirono con 

Washington; la loro fedeltà è stata, per secoli, riservata all’Europa e ora con il Nord America, oltre che alle multinazionali.

Ho lavorato e vissuto in America Latina per molti anni. Conosco alcuni dei principali pensatori del continente e i più grandi rivoluzionari, ma anche i loro oligarchi e feudatari. Le elite sudamericane non hanno alcuna pietà per le persone comuni. Non possono essere definiti “nazionalisti”. Così come gli imperialisti occidentali, sacrificherebbero all’istante milioni di innocenti “non persone” (prendendo a prestito la definizione di Orwell) per mantenere i loro privilegi. 

Così come in Cile prima del colpo di stato voluto dagli Usa nel 1973 contro il Presidente socialista Salvador Allende, le élite locali sono ancora una volta determinati a rovinare le economie locali dell’America del Sud, “creando carenze”, organizzando e mobilitizzando l’estrema destra, facendo fuoriuscire dal paese miliardi di dollari dal loro Paese. Per loro non si tratta di Affari o di profitti (hanno miliardi al sicuro all’estero), ma di riprendere il controllo dei loro Paesi, spesso per conto dell’Occidente. 

Recentemente, il socialismo argentino è collassato e il neo-fascista Presidente Macri ha preso il potere; in Brasile è stato attuato un colpo di stato, che ha dato al governo corrotto, evangelico di destra e filo occidentale il controllo del Paese. Sia l’Argentina che il Brasile hanno iniziato a smantellare le loro politiche sociali, firmando luridi accordi con l’Occidente, incluso quelli che presto permetteranno agli Stati Uniti di insediare basi militari nella Terra del Fuoco e altrove.

L’occidente sta raggiungendo il suo obiettivo; silurare i BRICS, indebolire l’alleanza globale anti-imperialista e screditare il modello dell’America Latina attraverso i suoi canali istituzionali. 

Praticamente all’improvviso, Venezuela, Ecuador, Bolivia e Cuba hanno perso due dei loro principali alleati economici nella regione.

E l’occidente non si fermerà. Venezuela è il prossimo nella lista stile mafiosa. E poi sarà il turno dell’Ecuador. Infine, la Bolivia. 

Sono appena tornato dal Sud America. L’Argentina si sta svegliando da un orribile incubo. Le persone in Brasile sentono che sono state depredate, prese in giro. Ci sono proteste ovunque in Argentina e Brasile. Ma molti si sentono senza speranza, di fronte a quell’operazione machiavellica e perfettamente organizzata dall’occidente e dall’elites locali.

Ho anche lavorato, recentemente, in Ecuador, dove mi sono convinto che l’occidente non si arrenderà mai nel tentare di destabilizzare e distruggere tutti i governi progressiti e riprendere il pieno controllo di quello che crede il suo “giardino di casa”.

Le tattiche che sono state utilizzate per destabilizzare interi paesi sono gli stessi ovunque. Da molti anni sto viaggiando in praticamente ogni angolo del mondo, ovunque l’Impero cerchi di spezzare la volontà delle popolazioni: dall’Ucraina alla Cina, Zimbabwe, Eritrea, Iran, Sud Africa, Corea del Nord, Venezuela, Cuba per menzionare solo i più noti casi. Il mio ultimo libro: “Exposing Lies Of The Empire”, è composto da 800 pagine in cui spiego   come queste tecniche “pesanti” vengano usate in ogni angolo del mondo.

Ma in America del Sud, l’occidente sta ora attaccando l’intera regione e lo fa apertamente senza alcuna vergogna.

Difendere l’indipendenza e la sovranità di questo continente – il Sud America – è essenziale per la sopravvivenza dell’umanità.

Si tratta del fronte prioritario oggi! Ma è il fronte dove una nazione dopo l’altra sta collassando, sotto la terribile pressione delle forze (principalmente straniere) distruttive.  E’ inutile dire che se l’Impero vince qui, non perderà certo l’occasione: si sposterà immediatamente in un’altra parte del mondo che ancora resiste. Il lavoro di distruzione proseguirà (mentre centinaia di milioni di vite saranno rovinate) fino alla vittoria finale dell’Impero o fino al giorno in cui verrà affrontato e sconfitto!

A Caracas, Quito e La Paz siamo ora testimoni di una battaglia epica per l’intero continente, ma indirettamente anche per Mosca, Pechino e tutti quei paesi  nel mondo che cercano una via indipendente.

E’ per questo che la battaglia è essenziale per la sopravvivenza dei principi basici dell’umanità, della solidarietà e della dignità. E’ una battaglia contro il più cinico e oppressivo dei regimi sulla Terra! In poche parole è la battaglia contro l’”imperialismo” che è sinonimo di “fascismo”!

Venezuela è ancora in piedi, ma sta gridando, sofferente e terribilmente ferita. 

Non può resistere a lungo; non può sopravvivere a lungo da sola!

O riceve aiuto sostanziale o alla fine collasserà.

I depredatori economici sono giù pronti in cerchio sul corpo indebolito; anche speculando e scommettendo sul suo debito estero. L’”opposizione” è così sicura della sua macabra vittoria ormai prossima che sta già allocando i suoi membri per i futuri governi.

Il Venezuela non si può difendere da solo, non più. Per anni è stato in cima alla lista dell’Impero. Per anni nessuno sforzo ha avuto successo: colpi di stato, assassini, ricatti economi e guerra mediatica! 

E ancora, da molti anni, il Venezuela sta mostrando grande solidarietà con il resto del mondo. E’ ancora al centro della lotta contro l’imperialismo. Invia aiuti esteri e diffonde (via TeleSUR) le voci ottimiste e ispirazionali della rivoluzione dell’America Latina in tutti gli angoli del Pianeta. (Ho fatto diversi documentari per TeleSur, in molte zone del mondo, nelle circostanze più impossibili; si tratta di qualche cosa che mi rende immensamente orgoglioso).

Come Cina e Russia, Venezuela rifiuta di arrendersi anche sotto tremenda pressione. 

Ha iniziato a creare un nuovo, grande e unito Sud America, facendo tornare l’ottimismo e la speranza delle persone del continente. Un continente che per secoli era stato stuprato e tormentato dal Nord/Occidente. 

Non tutto è stato fatto “perfettamente”, ma nulla in questo mondo lo è o dovrebbe presumere di esserlo. La rivoluzione venezuelana bolivariana è chiamata il processo; si tratta di un viaggio lungo e complesso; ma un viaggio mozzafiato tuttavia – dalla schiavitù alla libertà, all’internazionalismo e l’uguaglianza sociale.

La popolazione venezuelana sta ora pagando un prezzo immenso per non abbandonare i suoi principi. Sta subendo le punizioni senza pietà dell’Impero per difendere le sue scelte, per difendere la sua libertà e per rifiutarsi di tornare alla sottomissione. Ma, soprattutto, viene punita per aver dato speranza ad altri, per ispirare altri, milioni di altri, in tutto il mondo!

La speranza è ciò che l’Impero cerca di strangolare, senza pietà. 

Il Venezuela mostra chiaramente che un altro mondo è possibile, che la solidarietà è ancora viva e che le rivoluzioni possono servire i popoli.

Se il Venezuela muore, almeno lo farà a testa alta.

 Senza sottomissione. 

Qui, nessuno si arrende”. Queste erano le parole di Hugo Chavez, stampate su un post elettorale poco prima della sua morte.  Qui Chavez, già gravemente malato, con il suo viso segnato dalle sofferenze, non si arrendeva.

Quando il poster è apparso, ero a Caracas. Mi sono fermato ad osservarlo, per almeno un’ora, al centro della Piazza, impossibilitato nel muovermi. Ho pensato, come molti probabilmente avranno fatto: “Un vero rivoluzionario deve andare fino in fondo! Se egli non osa, dovrebbe rimanere dove si trova e non andare da nessuna parte.”

Chavez è andato fino in fondo e il Venezuela lo seguirà – un vero rivoluzionario e la sua straordinaria patria bolivariana. 

Si, se arriverà il momento della resa, il Venezuela morirà, ma in piedi. Ma non dovrebbe mai essere permesso che debba perire!

Ho sia sangue russo che cinese nelle mie vene. Sono nato in Russia. Ho passato molti anni in America Latina, scrivendo, filmando, riprendendo guerre e rivoluzioni. Sempre seguite poi, dalle sovversioni occidentali!

Per me un’alleanza, e anche alcuna sorta di unità tra Cina, Russia e America del Sud è essenziale per la sopravvivenza dell’umanità.  

L’occidente sa che quest’alleanza romperebbe il suo monopolio di potere; che tutti e tre i modelli stanno ispirando milioni di persone in tutto il mondo. Questi modelli possono essere differenti, ma il punto di rottura è quasi sempre lo stesso: mettere il popolo al centro, combattendo ogni forza neo-coloniale ed imperialista.

Se questa linea dovesse prevalere, significherebbe  la fine di un periodo sanguinario di dittatura globale occidentale. E’ semplice!

L’occidente è disposto ad uccidere milioni di persone piuttosto che accettare una sconfitta. Perché la “sconfitta” significa che dovrebbe accettare alla fine di comportarsi come eguali con il resto del mondo, qualcosa che culturalmente e psicologicamente è inaccettabile per molti nord-americani e Europei. 

Il mondo deve difendere se stesso. Deve difendere la sua popolazione. Troppe vite si sono perse, troppe nazioni devastate e rovinate. Ora i paesi sotto attacco dovrebbero unirsi, aiutarsi e non permettere che solo una cada più.

La macchina di propaganda occidentale si sta diffondendo con una serie di sinistre ma efficace bugie che “tutti i paesi sono gli stessi e che hanno identiche tendenze imperialiste”.

Il solo modo di contraddire queste menzogne è di offrire concreti e intelligenti esempi del contrario. 

Il mondo sta sprofondando nel cinismo e nichilismo amministrato dall’Impero. Per uscire dalla depressione, per erigere grandi bandiere della resistenza ancora, i popoli hanno bisogno di dosi sostanziali di emozioni, ottimismo, poesia e calore umano. Hanno anche bisogno di vera leadership.

Hanno bisogno di paesi grandi e potenti come Cina e Russia che mostrino la via. 

Per ispirare il mondo, non è sufficiente “andare bene economicamente” o essere “forti” (anche se chiaramente sono pre-condizioni essenziali per il progresso e anche per la sopravvivenza). Quello che le persone in giro per il mondo stanno aspettando, sono solidarietà, impegno sociale e internazionalismo.

Entrambi Russia e Cina stanno offrendo proprio questo e lo stanno facendo già da decenni. Ma il tutto è fatto spesso in un modo modesto e sottomesso. E quindi, per i lacché dei media di massa occidentali, che ancora controllano il flusso di informazioni nella maggior parte del mondo, è ancora semplice omettere e anche negare la verità.

Per salvare il Venezuela, bisogna mandare un messaggio potente all’Impero e al resto del mondo.

Deve essere un messaggio veramente positivo, pieno di ottimismo, dignità ed orgoglio. 

In Russia, un paese che ha sofferto immensamente l’invasione straniera – c’è un importante parola – “наши” (“nostri”), Il mondo è chiaramente diviso tra i “nostri” (i nostri amati, i nostri compagni, compatrioti, fratelli ed alleati) e i nemici. 

Per natura, il popolo russo è fedele a coloro che hanno accettato come loro alleati, come i “nostri”. Sono fedeli ai loro alleati al punto che morirebbero, senza neanche esitare, per difenderli o dare loro la loro ultima maglietta o un pezzo di pane. Non c’è limite alla generosità che il popolo russo verso coloro che ama.

E la solidarietà cinese è leggendaria allo stesso modo. D’altro canto, come avrebbe potuto quest’immenso paese sradicare tutta la sua popolazione dalla povertà?

Se il Venezuela è difeso e salvato, il messaggio all’Impero e al mondo sarebbe potente e chiaro: “Non toccate i nostri fratelli e sorelle! Se li attaccate, avrete una risposta”. 

In Russia, in passato,  il grido di battaglia, la chiamata alla battaglia era spesso “stanno attaccando la nostra gente!” Il Venezuela, la nostra bella e orgogliosa sorella, la nostra compagna, la nostra alleata viene torturata, umiliata e devastata.

E’ ora di alzarci. Non permettiamo che il Venezuela venga violata.

Ho perso tutta la mia speranza per la “sinistra” ipocrita e sdentata occidentale. Con alcune rare e brillanti eccezioni, non farà nulla, assolutamente nulla di pratico per aiutare! Come non ha mai fatto nulla per salvare Cuba, quando Cuba sanguinava. E’ stata la Cina, dopo tutto, che ha esteso la sua potenza oltreoceano all’Avana e salvato la rivoluzione!

E ora, ancora una volta, solo Mosca e Pechino sono in grado di un gesto epico che serve in questo momento.

Come è stato dimostrato quando la Cina ha salvato Cuba, e come viene mostrato laddove la Russia sta combattendo per la Siria, queste due grandi e coraggiose nazioni non si tirano indietro quando il tempo è maturo, e quindi sono in grado di salvare il Venezuela!

Presidente Xi Jinping, Presidente Vladimir Putin, sto scrivendo questa lettera nel massimo rispetto per entrambe le vostre persone, e con profonda ammirazione per i vostri paesi. In molti modi io appartengo sia alla Russia che alla Cina, nonostante il mio determinato internazionalismo e la mia perpetua mancanza di casa.

Scrivo questa lettera anche con molta speranza. 

Non so come risolvere la questione praticamente – come salvare il Venezuela in un modo sensibile ma anche determinato. Non posso offrire nessun consiglio politico pratico a nessuno di voi due – grandi leader di enormi paesi.

Ho meramente sottolineato la situazione globale, la virata omicida dell’Impero e la piaga dell’America Latina, il continente, che è così profondamente caro al mio cuore. 

E sto affermando l’ovvio: ora sono solo Cina e Russia che possono salvare il Venezuela. E sto ripetendo quello che già sapete, in America del Sud, in Cina e Russia: “Solo se uniti, non saremo mai sconfitti”.

Con grande rispetto,

Andre Vltchek

 
Andre Vltchek è un filosofo, romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Ha seguito guerre e conflitti in dozzine di paesi. I suoi libri più recenti sono “Exposing Lies of the Empire”  [Smascheramento delle menzogne dell’Impero] e “Fighting Against Western Imperialism[Lotta contro l’imperialismo occidentale]. La sua discussione con Noam Chomsky “On Western Terrorism[Sul terrorismo occidentale]. Point of No Return [Punto di non ritorno] è il suo romanzo politico acclamato dalla critica. Oceania – un libro sull’imperialismo occidentale nel Pacifico meridionale. Il suo libro provocatorio sull’Indonesia: “Indonesia – The Archipelago of Fear[Indonesia, l’arcipelago della paura]. Andre realizza documentari per teleSUR e Press TV. Dopo aver vissuto per molti anni in America Latina e in Oceania, Vltchek attualmente risiede e lavora in Asia Orientale e in Medio Oriente. Può essere raggiunto sul suo sito web o su Twitter