Indiretta ammissione della geoingegneria clandestina per opera del vertice della C.I.A.

 

Il direttore della C.I.A., John O. Brennan, in un suo recente intervento ad una riunione del famigerato Council for foreign relations, nell’ambito di una digressione sulla geoingegneria, si è soffermato sulla Stratospheric aerosol injection (S.A.I.), ossia sulla dispersione nella stratosfera di solfuri con lo scopo ufficiale di ridurre il cosiddetto global warming. Il riferimento va letto, al pari di ogni riferimento istituzionale, come un’obliqua ammissione, comunque rilevante, della geoingegneria clandestina-scie chimiche, sebbene il tema sia presentato in maniera ridimensionata e forviante, attraverso una tra le foglie di fico (in questo caso la S.A.I.) usate per nascondere la verità. 

E’ ovvio che Brennan non può riconoscere che il complesso militare-industriale, con la fondamentale cooperazione delle compagnie civili, sta distruggendo ed alterando, spesso in maniera deliberata, la biosfera. E’ ovvio che Brennan non può asserire che le operazioni sono in corso da decenni. Infatti colui colloca le attività chimiche in un quadro progettuale, ma, quando indica con precisione i costi, i danni ambientali e gli squilibri politici che l’ingegneria del clima “potrebbe” causare, è evidente che si riferisce ad una situazione di fatto.