Il Crepuscolo di una città… il collasso di un sistema insostenibile!!

marcello

Pubblichiamo lo sfogo, assolutamente condivisibile, del nostro caro amico Marcello Anzil

IL CREPUSCOLO DI UNA CITTA’

Anche a Pordenone, come ovunque, negli ultimi due anni si è registrato un significativo calo dei consumi. Tutto assolutamente logico, naturale e previsto quando manca liquidità in circolazione. Le paghe sono da fame e la disoccupazione dilaga. La mia paga per esempio è ferma al 2008, anzi se faccio il confronto questo mese ho preso trenta euro in meno rispetto allo stesso mese di otto anni fa. Una vera vergogna anche il mercato del lavoro dove si pretende che un giovane vada a lavorare per 800-900 euro/mese quando per un mini in affitto te ne chiedono 500. E’ logico che chi può rimane a vivere coi genitori sino a quaranta e più anni. Non passa giorno che i gangsters al governo non ci infilino qualche aumento nelle bollette di acqua, luce, gas, assicurazioni, telefono e in tutto ciò che ci è indispensabile in questa dannata società dei consumi per sopravvivere. Andare a fare la spesa ormai non conviene quasi più, sicuramente non conviene a chi vive solo. I generi alimentari sono sempre più cari e fanno sempre più schifo. Il cibo, la frutta, la verdura non sanno di nulla e costano sempre più cari. Ti gonfiano come un pallone senza nutrirti, perché tutto è ormai adulterato e proviene da chissà dove. Costa molta meno fatica e denaro fare un bel pasto al giorno fuori di casa, magari la sera. Si risparmia tempo, luce, gas, detersivo e acqua calda per lavare i piatti. I consumi sono calati anche perché ti rubano il tempo della vita. Non esistono più le famiglie dove la mamma va a fare la spesa e può preparare da mangiare a i bambini. Una volta un padre manteneva dignitosamente la famiglia, oggi nell’era dell’emancipazione femminile la donna deve lavorare. Bella conquista. Non esistono più orari di lavoro, né giornate di riposo, neppure nel pubblico impiego. Ormai si va a lavorare quando ti chiamano e secondo il vezzo del direttore o del dirigente di turno. Con le UTI a pieno regime nella nostra Regione sarà anche peggio. Cari commercianti superstiti preparatevi a chiudere e a pagare più tasse, perché assisteremo a un’ ulteriore calo dei consumi  anche grazie ai licenziamenti previsti. I soldi che potrebbero essere impiegati per aiutare le famiglie Italiane in difficoltà vengono sprecati dai “vigliacchi istituzionali” per mantenere gli invasori che le nostre navi vanno a prendere nei mari stranieri. Costoro, una volta qui, anche se hanno più soldi di noi non spendono nei nostri negozi. Sono fondamentalmente cragnosi di detto e di fatto. Perciò l’economia è tutta da ricostruire, altrimenti si chiuderà bottega per sempre e si brucherà l’erba dei prati. Nonostante le serate del Blues, le movide, le notti bianche, i pockemon-go.