Gli Stati dell’UE danno licenza di mentire!

menzogna

di Marco Fontana Censura: gli Stati dell’UE danno licenza di mentire

Il direttore del telegiornale di LA7 Enrico Mentana ha commentato così sulla sua pagina Facebook l’ennesimo attentato di questa angosciosa estate, avvenuto ad Ansbach.

La situazione si deteriora, ma qualcuno continua a darne una lettura minimalista, quasi surreale. A leggere alcuni commenti sembra che la causa prima degli attentati più che lo Stato Islamico sia lo Stato Depressivo. Vogliono sconfiggere il terrorismo col Prozac.

Queste parole confermano ciò che ho denunciato nel mio ultimo articolo: è in atto un tentativo ormai palese di depistare l’opinione pubblica sugli ultimi fatti di sangue attraverso un silenziamento della Rete. Adesso poco importa stabilire se i governi lo stiano facendo per evitare che la paura vinca, per scansare il giudizio sul proprio operato o magari per coprire operazioni dei servizi segreti: il problema è che nessuno vuole raccontare la verità ai cittadini.

A testimonianza di tale stato di cose c’è anche Sandra Bertin, la poliziotta responsabile dei Sistemi di Videosorveglianza del Comune di Nizza, che ha al Journal du Dimanche ha dichiarato: Il giorno dopo gli attentati, il Gabinetto del ministro dell’Interno ha inviato un commissario al Centro di sorveglianza urbana che mi ha messo in contatto con Place Beauvau (Ministero dell’Interno, N.d.A.). Ho quindi avuto a che fare con una persona frettolosa che mi ha chiesto un rapporto indicante i punti di presenza della Polizia municipale, le barriere, e che, nel dispositivo di sicurezza, si vede anche la Polizia di Stato in due punti. Gli ho risposto che avrei scritto solo quello che avevo visto. O che forse c’era la Polizia di Stato, ma non mi è apparsa nei video. Quella persona mi ha quindi chiesto di inviare per posta elettronica una versione modificabile del rapporto per “non ribattere tutto”. Sono stata tormentata per un’ora, mi hanno ordinato di indicare delle posizioni specifiche della Polizia di Stato, che non avevo visto sullo schermo. A tal punto che ho dovuto rispedire fisicamente l’emissario del ministero dal Csu! Alla fine, ho inviato per email una versione Pdf non modificabile e una modificabile. Poi, qualche giorno dopo, la sottodirezione antiterrorismo mi ha chiesto di cancellare i nastri di sei videocamere menzionate nel mio rapporto, quelle relative alla strage. Ci hanno richiesto, in quanto necessario per l’indagine, di estrarre otto giorni di registrazione di 180 videocamere. E ora bisognerebbe cancellarne alcune per impedirne la diffusione al pubblico… Eppure, il Csu esiste da sei anni senza avere mai subito la benché minima fuga di immagini.

Sono parole scioccanti: consegnano l’immagine di uno Stato che dà la licenza di mentire ai propri funzionari al fine di non rispondere di fronte ai cittadini.

Viene spontaneo domandarsi allora a cosa siano servite le misure straordinarie adottate dal Governo francese all’indomani dell’attentato contro la redazione Charlie Hebdo e poi rafforzate dopo quello di Parigi. Ricordiamo che secondo quelle stesse misure gli agenti di polizia d’Oltralpe possono usare le loro armi anche fuori servizio o senza i giubbotti antiproiettile, indossando solo una fascia di identificazione al braccio. Si attiveranno controlli sistematici delle frontiere e verranno favorite le procedure burocratiche per le perquisizioni, la confisca delle armi, l’assegnazione degli arresti domiciliari, la chiusura di locali pubblici ed eventuali blocchi del traffico. Attraverso questa legislazione d’emergenza peraltro è possibile ordinare il coprifuoco ed è istituito un archivio europeo dei passeggeri aerei, per monitorare imovimenti di chi è andato all’estero. Si potrà negare la cittadinanza a chi possiede la doppia nazionalità. Sono misure che comprimono in maniera evidente la libertà dei cittadini e che permettono agli apparati governativi di controllarli senza alcun tipo di autorizzazione formale. Sinceramente — dopo aver apprezzato anche l’inefficienza sul campo di queste azioni — viene il dubbio che non siano utilizzate per fini diversi da quello che si mascherano dietro la parola antiterrorismo.

In quest’ottica diventa molto interessante il disegno di legge presentato recentemente in Gran Bretagna, che amplia i poteri di sorveglianza del Governo sulle attività online effettuate dai britannici: ogni loro accesso al Web verrà conservato per un anno da provider e sarà fruibile dalla polizia senza la necessità di alcun mandato. Stiamo parlando di tutti i siti e servizi Internet visitati online da tutti gli utenti britannici! se non è questo il Grande Fratello di Orwell…

Si rafforza così in molti cittadini l’idea che l’Europa sia composta di tanti governi e governetti autoritari che schedano le opinioni dei cittadini per neutralizzare i nemici del pensiero unico. Per favore, non voglio sentire la parola “complottismo”: questa è solo l’amara constatazione della piega che sta prendendo l’Occidente.

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