Un documentario che tutti dovrebbero guardare: Agricoltura Moderna – La necessità di un cambiamento!

agricoltura moderna

Un documentario davvero incredibile, che tutti, e dico TUTTI, dovrebbero guardare. Dedica due ore del tuo tempo, rilassato/a, ma attento/a, sul tuo divano per capire come e perché è cambiata non solo l’agricoltura, ma la società intera, dal dopoguerra in poi e le conseguenze devastanti che oggi stiamo pagando a caro prezzo. Comprendere il meccanismo e il sistema che ci sta strangolando sempre più deve essere la priorità di ognuno di noi per poter agire immediatamente per garantirsi un futuro, non solo migliore. Il collasso del nostro sistema è alle porte e dobbiamo essere tutti pronti alle conseguenze devastanti che porterà. Ci hanno fatto scappare dalle campagne per rinchiuderci nelle città, allontanandoci dalle nostre radici, dal contatto con la natura e dal conseguente benessere psicofisico e dall’accesso diretto al cibo. Nelle città siamo sempre più controllati, insicuri e impauriti. La tecnologia è il nostro male. Senza un’agricoltura sana e rispettosa della vita non ci potrà essere vita. Ci hanno inculcato che lavorare la terra è sinonimo di vergogna. Cose da plebaglia. Ed invece credo sia uno dei lavori più nobili che possa esistere perché lavori e raccogli il cibo necessario per il tuo sostentamento, rendendoti autosufficiente. Mentre lavorare negli uffici, tutti incravattati e splendidi, ma rinchiusi in veri e propri lager per la maggior parte della giornata, porta a ricevere solo carta straccia o numeri virtuali, il denaro, che non si può certo mangiare. E in caso di collasso del sistema, sarà il caos!

Ecco alcune dichiarazioni degli esperti intervenuti in questo documentario. Guardatelo per intero!

Dominique Guillet fondatore di Kokopelli, un’associazione che sviluppa e distribuisce semi con patrimonio biologico.

In effetti cos’è stata la Prima Guerra Mondiale? Era l’eradicazione dei piccoli contadini franco-tedeschi, che si sono massacrati al fronte. Milioni di contadini morti. E questa “de-contadinizazione” per così dire, è stata completata con la Seconda Guerra Mondiale. Prima di tutto è arrivato lo sviluppo di ammoniaca, per fare le bombe, che ha aperto la strada ai fertilizzanti chimici. E’ seguita l’invenzione del “gas mostarda”nella Prima Guerra Mondiale , che darà luogo agli insetticidi, che sono gas in tempo di guerra. Con il piano Marshall del 1947 gli Stati Uniti portano ai trattori una logica estensione dei carri armati. Così di fatto l’agricoltura occidentale è un’agricoltura di guerra. 

La Rivoluzione Verde è detta verde per il colore del dollaro! Un’altra cosa, loro fanno molti dollari con la Rivoluzione Verde, ma per la gente che vive nel terzo mondo è stata terrificante, perché la Rivoluzione Verde ha distrutto il suolo, ha distrutto l’acqua, ha distrutto l’aria. Ha distrutto la biodiversità. In India per esempio esistevano 200.000 varietà di riso prima della Rivoluzione Verde. Dopo 40 anni di Rivoluzione Verde ne sono rimaste solo 50! Ha distrutto il tessuto sociale dell’India perché l’agricoltura era agricoltura femminile, è diventata agricoltura maschile, con raccolti che hanno valore regionale, nazionale o internazionale, mentre prima lo scopo dell’agricoltura indiana femminile era provvedere all’alimentazione della famiglia.

Vandana Shiva, fisica dottore in filosofia della Scienza Premio Nobel Alternativo nel 1993, fondatrice di Navdania, associazione che protegge i piccoli contadini indiani.

I pesticidi sono derivati dalla guerra, i fertilizzanti sono derivati dalla guerra, la concezione dell’agricoltura come guerra contro il pianeta. E’ uscita dalla guerra. Tutto questo deve essere respinto, come un’aberrazione del ultimo secolo. Noi dobbiamo cominciare il secolo ritrovando l’antica saggezza che ci ha insegnato come vivere con la terra.

La Rivoluzione Verde ha ricevuto il premio “Nobel per la Pace” col pretesto che le nuove tecnologie della chimica portano una nuova prosperità che la prosperità porterà una nuova pace. E’ stato chiamata Rivoluzione Verde in alternativa alla Rivoluzione Rossa che si sta diffondendo in Cina. E gli americani realmente pensano che diffondere sostanze chimiche è una nuova alternativa al comunismo. C’è letteralmente la loro immagine, i prodotti chimici contro il comunismo.

Ana Primavesi, Dottore in Agronomia

Tutta questa agricoltura convenzionale è un patto, un accordo tra due parti. L’accordo era tra l’agricoltura e l’industria che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, aveva enormi scorte di veleni per le mani che avrebbero dovuto uccidere il nemico. Ma una volta finita la guerra, non c’erano più nemici da uccidere. Così il professor Bulloch ha avuto una grande idea: ha detto che l’agricoltura non acquistava quasi niente dall’industria, di tanto in tanto un piccolo trattore. Nient’altro che quello. Niente, no? Quindi lo faremo in questo modo raggiungeremo un accordo: l’agricoltura compra macchine pesanti, fertilizzanti chimici, pesticidi dall’industria. L’industria avrà dei profitti, l’agricoltura andrà in negativo ma  il governo gli devolverà una parte delle imposte per l’agricoltura. Questo è quello che hanno fatto. Queste sono le famose sovvenzioni. Ciò naturalmente funzionò nel Primo Mondo, che era il padrone delle industrie. Qui, non funzionò, è chiaro no, perché non abbiamo le industrie! Quindi abbiamo dovuto importare macchinari e prodotti chimici pagare i crediti per poter importare al 20-25% d’interesse. Era praticamente un’arteria aperta da cui tutta la ricchezza dei paesi del Terzo Mondo andava al Primo Mondo. Non era affatto un miglioramento per noi. Per loro si. Perché l’America per esempio, negli ultimi anni era in negativo in tutta la sua economia ma vive molto bene a causa di tutto il Terzo Mondo, che deve pagare, pagare, pagare per lei!

Philippe Desbrosses, agricoltore, dottore in Scienze Ambientali, presidente della Commissione Nazionale Agricoltura Biologica, al ministero dell’Agricoltura fino al 2007

Dopo la guerra, dal ’45 al ’47, nessuno è in grado di sapere la quantità di letame che è stato messo nel terreno perché essendo una sostanza che va direttamente dalla stalla alla terra, e non comporta scambio commerciale, non figura nei conti della nazione. Dove abbiamo trovato le informazioni? Nei calcoli della Shell Petroleum , che ha cercato, dopo la guerra, di riciclare il suo  nitrato , il nitrato esplosivo, nei nitrati agricoli. La Shell dunque voleva conoscere la potenzialità e la fetta di mercato. E così ha saputo che la Francia metteva ogni anno 120 milioni di tonnellate di letame nel terreno. Al giorno d’oggi sono appena 30 milioni. Nessuno s’interroga sulle conseguenze di questa perdita dell’elemento che nutre il terreno, che nutre tutta la batteriologia del suolo e permette alle piante di crescere senza fertilizzanti, pesticidi ecc…

Pierre Rabhi, fondatore del Colibris, Movimento per la terra e l’Umanesimo

Sono diventato un lavoratore agricolo per imparare il mestiere e scoprire le pratiche agricole partendo dal concetto che producono e distruggono.  Nelle Cévennes c’era un prodotto chiamato metasystox, che era la causa di una quantità di morti e problemi di salute. Persone erano morte a causa dei pesticidi, altre avevano una sequela di paralisi, altre divennero cieche, ecc… per cui il danno è stato evidente. Quando avevamo finito il trattamento, vedevamo quantità di insetti morti. Gli utili come i meno utili. Dunque stavamo conducendo un massacro generale. E’ partito da là che ho iniziato la mia rivolta. Se quella era l’agricoltura, non volevo essere un agricoltore.

Joao Pedro Stedile, Brasile, Coordinatore Nazionale del MS, Movimento dei Lavoratori Senzaterra,

La nostra generazione sta vivendo un dilemma molto grande, perché il capitalismo ora nella sua fase di dominazione con i capitali finanziari e con le grandi multinazionali sta imponendo un modo di produrre nell’agricoltura che in realtà non è produrre alimenti. Vuole soltanto produrre merci per guadagnare soldi. Sono diventati predoni della natura. Dissanguano la natura per fare profitto, per sfruttare l’acqua e il suolo. Applicano all’agricoltura le tecniche dell’industria produttivista con scopo principale di vendere agli agricoltori quantità industriali di fertilizzanti e pesticidi, e macchine ogni giorno più grandi che eliminano la manodopera mentre saccheggiano fondi di acqua potabile per irrigazione massiva. Questa Rivoluzione Verde che è un effetto del capitalismo industriale applicato all’agricoltura, non ha futuro. In più mette in pericolo la vita del pianeta distruggendo la microbiologia del terreno e avvelenando gli alimenti. Il peggio è che questi veleni sono indistruttibili. Loro vanno dentro il terreno, vanno dentro l’acqua, dentro il vostro stomaco. Proprio come la monocultura imposta dalle multinazionali e dai grandi latifondisti distruggono la biodiversità