Champions: I tifosi del Celtic hanno sventolato bandiere palestinesi nel match contro gli israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva! Addirittura rischio sanzioni!

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I tifosi della squadra scozzese, che ha affrontato la squadra israeliana per il preliminare di qualificazione finale alla prossima Champions League, hanno riempito le gradinate del Celtic Park con  centinaia di bandiere della Palestina, offrendo uno spettacolo davvero suggestivo.

Però il 9 Agosto scorso l’UEFA e israele hanno ammonito i tifosi del Celic nel non esporre bandiere della Palestina. Quindi anche nello sport c’è un’influenza molto pesante da parte dei sionisti! 

L’UEFA e Israele ammoniscono i tifosi del Celtic: “No alle bandiere della Palestina”

Ma il problema principale, per le massime autorità israeliane e, di rimando, anche per l’UEFA, sembra sia essere, al momento, la vicinanza della tifoseria del Celtic alla causa palestinese, manifestata semplicemente con l’esposizione di alcune bandiere o di semplici striscioni di solidarietà. La società scozzese, tra l’altro, già in passato aveva subito delle pesanti sanzioni, comminate dai vertici del calcio europeo, a causa di una coreografia organizzata dalla Green Brigade, il gruppo ultras principale del Celtic di Glasgow, nel corso della sfida di Champions League contro la squadra islandese del KR Reykjavik. In quell’occasione, nel settembre del 2014, a pochi giorni dal termine del violento conflitto tra Hamas e le forze Israeliane, la tifoseria del Celtic aveva esposto, nel proprio settore, numerose bandiere della Palestina. L’UEFA intervenne qualche giorno più tardi e multò la società scozzese in base all’articolo del regolamento disciplinare della UEFA già citato poc’anzi e ritenendo ed identificando la bandiera palestinese come un simbolo politico a tutti gli effetti.

Le perplessità però permangono ulteriormente quando si è costretti anche a dover constatare una sorta “di due pesi e due misure” adottati per episodi simili. Come ad esempio nel caso della tifoseria dell’Ajax, anch’essa, come quella del Tottenham, dichiaratamente filo-israeliana e che non ha mai nascosto questa sua vicinanza ideologica e politica, sfoggiando molto spesso vessilli e simboli in tal senso o addirittura realizzando delle vere e proprie coreografie con un’enorme bandiera israeliana al centro della stessa. E la società olandese, per altro, non ha mai subito alcun tipo di sanzione per questo genere di iniziative. Come sottolineato anche da Christian Visser, un noto avvocato olandese specializzato nell’ambito prettamente calcistico e sportivo, che tramite Twitter ha criticato aspramente e pubblicamente determinate pene della UEFA evidenziando, per l’appunto, di come i sostenitori dell’Ajax siano noti per la loro identificazione a favore di Israele e della consueta esposizione, da parte loro, della bandiera israeliana durante le partite: “E ‘sorprendente che la UEFA imponga una multa per l’esposizione di una bandiera di un paese membro della FIFA e della Confederazione calcistica asiatica. La motivazione basata sul fatto che la Palestina è coinvolta in un conflitto con Israele è assurda. Se si seguisse lo stesso metro di giudizio della UEFA per tutti,  allora anche l’esposizione di bandiere di paesi come la Russia e Israele dovrebbe anche essere sanzionata.

Quindi se esponi una bandiera sionista non succede nulla, nessuno si scandalizza. Se esponi una bandiera Palestinese l’UEFA e israele s’indignano. Come mai? Perché mai? Come mai nessuno s’indigna sui disastri, sulle violenze, sui morti che israele sta causano da 70 anni?

Nel 2012 la Lazio è stata sanzionata perché in curva è stato esposto lo striscione “FREE PALESTINE”. Mentre quando la tifoseria dell’Ajax espose una gigantesca bandiera con la stella di davide in curva, non successe nulla. 

Israele, tramite i suoi portavoce, ha inteso inoltre ricordare che l’articolo 16, comma 2, del regolamento disciplinare della UEFA prevede  espressamente che “tutte le associazioni e i club sono responsabili per il seguente comportamento inadeguato da parte dei loro sostenitori […] l’uso di gesti, parole, oggetti o qualsiasi altro mezzo per trasmettere qualsiasi messaggio che non è idoneo per un evento sportivo, in particolare i messaggi che sono di natura politica, ideologica, religiosa, offensivi o provocatori .”

Come mai i sionisti non hanno ricordato questo articolo pure ai tifosi dell’Ajax o a quelli del Tottenham? Due pesi due misure, chiaramente sempre a svantaggio dei più deboli. Vomitevole questa giustizia, non trovi?

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