Appello di Lorenzo Gentile da Londra: SVEGLIA TRIESTINIIII, la città sta morendo sotto i vostri occhi!

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Parlare con il CUORE IN MANO non è da tutti. Ascoltiamo Lorenzo Gentile che ci dimostra la mole di lavoro nel porto di Londra, dove si trova attualmente, mentre la sua città NATIA, Trieste, Territorio Libero di Trieste, sta morendo nonostante sia una ZONA FRANCA. Una città-stato come Hong Kong, che a causa dell’illegalità italiana, sta per essere spazzata via. Negli ultimi 25 anni sono stati persi 27.000 ABITANTI.

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Trieste sta morendo a causa dell’invasione italiana che non fa altro che agire contro la città stessa. Con un PORTO FRANCO qualunque nazione sfrutterebbe tale zona per dar lavoro a migliaia e migliaia di persone. Ed invece l’invasore Italia, ha fatto l’esatto contrario in barba ai TRATTATI INTERNAZIONALI sottoscritti nel secondo dopo guerra che lasciava Trieste, e non solo, zona NEUTRALE tra l’Italia e la ex Yugoslavia. Ci sono imprese che lavorano all’interno del Porto Franco, che in passato si sono blindati sottoscrivendo accordi per sfruttare l’extraterritorialità ed evitare la pressione fiscale italiana, ma solo pochi lo sanno. Triestini bisogna agire al più presto. Non solo la città-stato si spopola sempre più, ma diventa sempre più vecchia. Un triestino su tre è OVER 65 e ci sono sempre meno opportunità lavorative. Fa davvero molta tristezza vedere una classe imprenditoriale inerme dinnanzi alle opportunità che offre Trieste semplicemente rispettando i TRATTATI INTERNAZIONALI. Tutti quanti ne beneficerebbero e Trieste tornerebbe il punto nevralgico dell’Europa centro-orientale!!  

Riportiamo anche lo sfogo di Mario Comuzzi noto attivista dei diritti umani del Territorio Libero di Trieste

La cancellazione di un popolo europeo. Genocidio della popolazione di Trieste in tre fasi.
Prima fase.
Pulizia etnica iniziata immediatamente con l’occupazione del 1918, costringendo a emigrare decine di migliaia di cittadini del nostro territorio, sostituiti da decine di migliaia di italiani, prevalentemente meridionali.
Seconda fase.
Dal 1954 (inizio della seconda occupazione italiana) agli anni settanta: operazione Frankenstein a livello di massa. Emigrano quasi 70.000 triestini di antica tradizione familiare indipendentista, operai e specialisti della navalmeccanica; in cambio arrivano a Trieste 60.000 italiani, pescatori e contadini, che abbandonano l’Istria e la Jugoslavia.
Terza fase.
Il sabotaggio del Porto Franco, la migrazione di molte industrie, la camicia di forza di una regione estranea, l’isolamento dalla rete europea dei trasporti, l’impoverimento culturale e la conseguente continua riduzione di posti di lavoro: tutte condizioni che fanno emigrare i giovani di Trieste come una irrefrenabile emorragia.
Programmato e perseguito con cinico accanimento da tutti i governi dell’Italia democratica che si sono avvicendati dal 1954 in poi, ancora qualche anno e il genocidio sarà compiuto.

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