Estero

Attentato di Berlino: ennesimo falso di stato?

Riportiamo dei videos utili per capirci qualcosa in più sui fatti di Berlino. 

Chi ha ancora il coraggio di credere ai criminali di stato? E alle merde che vendono l’anima per quattro spicci si può mai dare alcuna credibilità? Attendiamo una nuova Norimberga dove i pesci piccoli pagheranno per primi.

False flag di Berlino: un film già visto

Un T.I.R. che impatta sul paletto, ma lo lascia in piedi

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L’attentato di Berlino e la strana morte di Anis Amri

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Sui giornali una “fake news” colossale . E ora che si fa, cari censori, li chiudiamo?

…. Tutti ricordiamo gli epici titoli sull’autista del Tir che avrebbe lottato fino all’ultimo per impedire la strage. Ne ho già accennato in un post ma val la pena di riprendere la notizia. Scegliete voi la fonte: Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, Rai, Mediaset, Sky…. Non fa differenza. Tutti i media ripresero con grande evidenza la notizia della Bild   Zeitung che, citando fonti investigative tedesche , scrisse che l’autista, seppur ferito, aveva tentato eroicamente di impedire che il Tir si schiantasse sul mercatino, lottando furiosamente con il terrorista a bordo.

Dopo qualche ora, questa dichiarazione fu avallata  dal ministro degli Interni del Land di Berlino Andreas Geisel, sebbene fosse doveroso dubitare della sua attendibilità, come rilevato da chi scrive e da altri osservatori: come faceva il terrorista a lottare furiosamente con un autista di 120 chili, riuscendo al contempo a guidare un Tir ed evitare che sbandasse? Roba da film di Hollywwod, senza peraltro riscontri oggettivi, perché nessuno ha visto il Tir “zigzagare”prima dello schianto. Anzi, nell’unico filmato lo si vede procedere dritto a tutta velocità.

Com’è andata a finire? Ora ci viene detto, ed è ancora una volta la Bild Zeitung ad informarci, che secondo i primi risultati dell’autopsia, l’autista sarebbe stato colpito dai proiettili tre ore prima dell’attentato, tre ore durante le quali ha perso molto sangue. Forse era già morto al momento dell’attentato, in ogni caso era incosciente e di certo non era in grado “di aggrapparsi al volante”.

 

 

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