Estero

Mostafa Milani Amin invita gli occidentali a protestare contro i propri governanti per l’alto rischio di conflitto globale!

I criminali di Washington non si danno pace e lanciano l’ennesima minaccia contro il legittimo governo siriano inventandosi che Bashar Al-Assad sta preparando un ulteriore attacco chimico contro il popolo siriano, facendo leva su civili inermi, tra cui molti bambini e anziani. Le solite imbarazzanti falsità cui gli americani, e tutto l’occidente, ci stanno deliziando da troppo tempo.

Ci chiediamo: ma c’è davvero qualcuno che crede a queste STRONZATE?

Piuttosto i popoli occidentali, come chiede l’amico Mostafa Milani Amin, dovrebbero attivarsi e protestare contro i propri psicopatici governanti prima che sia troppo tardi.

Un’altra domanda banalissima: gli Stati Uniti, e la cosiddetta coalizione internazionale, non sta combattendo contro l’ISIS e il terrorismo?  E poi cosa ci fanno in territorio Siriano senza l’autorizzazione del legittimo governo e dell’ONU? Nessuno ha il coraggio di porsi questa stupida domanda? O procediamo con il solito DUE PESI DUE MISURE?

Intanto dura reazione da parte della Federazione Russa che ha lanciato un segnale molto chiaro alla NATO, e a tutta la FOGNA OCCIDENTALE, testando con successo un BULAVA.

Da non confondere con l’orologio BULOVA perché stiamo parlando di un missile balistico con gittata massima fino a 10.000 CHILOMETRI.   

 

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Il Cremlino ha definito come “inammissibili” le minacce proferite ultimamente dagli USA contro la Siria, con il pretesto di presunti preparativi di Damasco per realizzare un “attacco chimico”.
“Consideriamo di sicuro inammissibili le minacce di questo tipo contro il Governo legittimo della Siria”, ha denunciato questo Martedì il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dopo che la Casa Bianca aveva accusato il Governo siriano di avere in preparazione un “nuovo”attacco chimico ed aveva minacciato che, in caso di attuazione, “le autorità siriane avrebbero pagato un caro prezzo”, aveva detto Donald Trump.

Un evidente tentativo da parte USA di imbastire una nuova “false flag” per avere un pretesto utile per bombardare la Siria.

La Russia lancia un messaggio alla NATO con il lancio di un missile balistico Bulava

Il 26 Giugno, dal sottomarino strategico russo Yuri Dolgoruki, è stato lanciato un missile balistico intercontinentale con capacità nucleare che ha colpito gli obiettivi prestabiliti nella zona del polígono de Kurá, nella penisola di Kamchatka., all’estremo est della Siberia. Il missile ha una capacità di gittata che varia fra gli 8.000 ed i 10.000 Kilometri e costituisce una delle armi più temibili della Marina Russa. Il missile è stato lanciato mentre il sottomarino si trovava in stato di immersione.

Mosca reagisce alle minacce di Trump sulla Siria definendo queste “inammissibili”

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#USA#UK #FRA minacciano #SY#RUS #IRI. Dal momento che noi non abbiamo intenzione di arrenderci, per evitare un conflitto mondiale, consiglio a tutta l’umanità di protestare e manifestare contro questi immondi tiranni occidentali, diversamente, nessuna capitale sarà più al sicuro, soprattutto quelle europee ed occidentali…

Mostafa Milani Amin

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#USA: L’avvertimento a #Damasco è anche un avvertimento a #Iran #Russia.

Mostafa Milani Amin

AGGIORNAMENTO 29.06.2017

Gli Stati Uniti dovrebbero astenersi dal creare pretesti per nuovi attacchi contro le forze del governo siriano, sulla base di alcuni dati di intelligence segreti, ha dichiarato, ieri, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una conferenza stampa a Krasnodar.


“Mi aspetto che questa volta, gli Stati Uniti prenderanno in considerazione la necessità di garantire effettivamente la non proliferazione delle armi chimiche e si astengano dal fare speculazioni su alcuni dati di intelligence, che sono segreti e in modo che nessuno possa vederli, al fine di provocare altri e creare pretesti per nuovi attacchi alle truppe del governo siriano che combattono contro i terroristi”, ha sottolineato il diplomatico russo in alcune dichiarazioni riprese dall’agenzia TASS.

Lavrov: La Russia avrà una reazione proporzionata alle provocazioni degli USA in Siria

 

 

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