Ordinaria quotidianità

Le conseguenze nascoste della parità dei sessi secondo Virginia Woolf.

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Interessante passaggio della scrittrice inglese e femminista, Virginia Woolf, tratto da “Una stanza tutta per sé“, pubblicato il 29 ottobre 1929, sulla condizione della donna, che da una parte era esclusa dalle attività ma dall’altra godeva di protezione.

La parità dei sessi, come possiamo ben vedere oggi, ha delle conseguenze negative sulla nostra società e non faranno altro che aumentare sempre più. La condizione della donna, sotto molti aspetti, è peggiorato perché si è allineata a quella dell’uomo piuttosto che trovare il punto d’equilibrio tra i due.  

Ad esempio l’autrice ricorda che le donne, insieme ai giardinieri e ai preti, erano le categorie più longeve.

Con il passare degli anni, e con l’allineamento agli uomini, le donne perderanno questo vantaggio legato allo stile di vita più sobrio e meno pesante.    

Fra cento anni, d’altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà una macchina. Ogni presupposto sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio l’idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliere questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinai, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: “oggi ho visto una donna”, come si diceva “oggi ho visto un aereo”. Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cessa di essere un’occupazione protetta.

 

 

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