Vaccini e dintorni

“PRESA DIRETTA” contro la vita e la libertà di scelta. Chi causa più morti la natura o la medicina tradizionale?

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Normalmente ci asteniamo nel guardare la fogna propagandata in TV, ma sabato scorso, 3 marzo 2018, ci siamo imbattuti nella trasmissione “Presa Diretta” condotto da Riccardo Iacona, dal titolo “L’omeopatia serve?”. 

Quelle poche volte che abbiamo seguito questa trasmissione abbiamo trovato qualcosa di interessante. Ma sabato scorso ha fatto davvero VOMITARE!.

Sin dall’inizio era evidente che la puntata era schierata, per di più dalla parte sbagliata, e dove sarebbero arrivati. Ai vaccini! Son partiti dall’omeopatia per chiudere con i vaccini. 

Montagne di menzogne, senza alcun contraddittorio e interviste di parte privi di serietà atte a denigrare l’omeopatia e chi si cura in maniera naturale.

Ciliegina sulla torta è stato, in fase di chiusura, l’intervento del direttore dell’Istituto Superiore della Sanità Walter Ricciardi, accusato già in precedenza di conflitto d’interessi, visti i suoi intrecci con l’industria farmaceutica, che non poteva certo difendere l’omeopatia e le cure naturali.

Ecco il ministero della verità orwelliano. 

Non siamo a favore dell’omeopatia, ma siamo a favore della libertà di scelta. Ognuno ha il sacrosanto diritto di curarsi come meglio crede. Invece oggi chi si cura naturalmente viene criminalizzato mentre chi si cura con la chimica distruttiva viene santificato. Ovvio, visto i profitti che portano all’industria criminale farmaceutica…

Una cosa è certa ha fatto più danni e morti la medicina tradizionale che l’omeopatia. Quindi perché tutta questa violenza? Stiamo davvero attraversando momenti davvero bui.

Ricordiamo che tra le maggiori cause di morte nel mondo occidentale c’è la medicina! Ecco qualche dato seppur vecchiotto! 

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Principali cause di morte nel mondo occidentale

Da tenere in considerazione che i dati sopra riportati sono oramai vecchi. Crediamo che oggi la situazione sia peggiorata ancor di più perché sempre più persone e sempre più giovani si ammalano e quindi si rivolgono alla medicina tradizionale.

Segnalo che diverse persone, anche care, sono entrate in ospedale con le proprie gambe e sono uscite orizzontali. Ossia MORTE! Di questo nessuno ne parla, vero?

Vedi anche Guerra contro la vita: Il triste business del cancro!  

Per chi volesse riguardare la puntata di seguito il link. 

“Presa Diretta” 03/03/2018: L’Omeopatia serve?

Riccardo Iacona ci guida in un viaggio per scoprire cosa c’è davvero nei granuli con cui si curano 8 milioni di italiani e con 20 mila medici che li prescrivono, soprattutto pediatri. L’omeopatia la si usa per l’influenza, per le allergie, per l’asma e per numerose altre patologie. Ma cosa resta delle molecole che compongono il principio attivo, dopo le diluizioni infinitesimali cui vengono sottoposti i granuli omeopatici? E cosa c’è di comprovato nel principio alla base dell’omeopatia, “il simile si cura con il simile”? E nel concetto della “memoria dell’acqua”, sostenuto anche dal Premio Nobel per la medicina Luc Montagnier e cioè della presunta proprietà dell’acqua di mantenere “la memoria” della sostanza con cui è venuta in contatto?

Fabio Farello

L’OMEOPATIA SERVE ? UN PROGRAMMA DI RAI TRE
Ho assitito su richiesta al programma di Rai 3 ” Presa Diretta” sull’ omeopatia. Premetto di non essere un consumatore abituale di programmi televisivi e di avere notevoli pregiudizi sulla possibilità dei media di informare chi ne fruisce.
La trasmissione inizia con i presupposti di voler esaminare la questione omeopatia consentendo di comprendere il suo funzionamento e il profondo dissenso che causa nel mondo della medicina basata sui farmaci. I miei pregiudizi sui media si sono purtroppo solo che confermati, perché nello svolgimento della trasmissione sono state omesse informazioni importanti necessarie a comprendere il fenomeno omeopatia e l’ostilità che ingenera.

1) L’omeopatia a livello economico è un concorrente della medicina basata sui farmaci. Coloro che si curano omeopaticamente sottraggono al mondo dei farmaci fette rilevanti di business. Questo fatto che non favorisce una disposizione imparziale nella esposizione degli argomenti.

2) La validazione scientifica dell’omeopatia è impossibile perché i centri di ricerca scientifici sono controllati dai finanziamenti che ricevono e questi provengono prevalentemente dal mondo dei farmaci chimici o dai governi che esprimono talvolta gli interessi connessi. Chiedere al concorrente del metodo di cura omeopatico di validare l’omeopatia è un percorso della trasmissione televisiva a dir poco curioso.

3) Il metodo di verifica chimica dell’ azione di un rimedio è utile a comprendere un farmaco, ma risulta totalemente inadeguato a comprendere un rimedio omeopatico. Ripetere che un omeopatico non contiene molecole chimiche assomiglia più ad una ossessione delle mente che ad una rivelazione giornalistica. Se si volesse veramente comprendere cosa è omeopatia bisognerebbe percorrere altre strade, quelle che sono regolmente “ostruite”.

4) L trasmissione si è solo brevemente soffermata sul fatto che il mondo dei farmaci chimici,ha immesso nella terapia una percentuale indicata dal conduttore tra il 50% e il 70% di farmaci totalmente inutili. Questi farmaci a rigore di logica dovrebbero aver una mancanza di validazione scientifica almeno quanto l’omeopatia. Al contrario dell’ omeopatia, un farmaco è però portatore di effetti collaterali dannosi. Il buon senso vorrebbe che il metodo che ha consentito la diffusione di molti farmaci inutili e dannosi sia rivisto al fine di evitare le falle che ha mostrato di avere, invece di essere adottato per confutare l’omeopatia.

5) La trasmissione si è a lungo soffermata su comportamenti evidentemene scorretti di alcuni medici omeopatici che hanno causato il danno ai loro pazienti. L’argomentazione che un medico che sbaglia nell’ applicare l’omeopatia invalida l’omeopatia stessa è però totalmente incomprensibile. A rigor di logica gli errori nell’ utilizzo di farmaci chimici che hanno determinato un danno nei loro pazienti dovrebbero comportare il divieto ad utilizzare farmaci. Gli errori nell’ utilizzo di una terapia non invalidano il metodo, ma solo colui che male lo usa. Ovviamente l’equivoco è tendenzioso e finalizzato ad influenzae il telespettatore in una precisa direzione.

6) La spiegazione che l’omeopatia sfrutta l’effetto suggestivo e il desiderio dei malati di credere in qualcosa è forse l’unica parte accettabile della trasmissione. Manca però la correttezza nel conduttore di spiegare bene che tale meccanismo di guarigione è presente altrettanto nell’ effetto indotto da farmaci.

7) Le conclusioni della trasmissione sono state prevedibilmente pessime per l’ omeopatia. Senza contradditorio alcuno al rappresentante del mondo dei farmaci è stata data l’opportunità di sottolineare che l’omeopatia non è una pratica medica riconosciuta e coloro che ci si affidando sono poverelli e\o ignoranti.

La contestazione dell’ establishment medico nei confronti dell’ omeopatia è iniziata già alla fine del 1700.Per sfuggire ai comportamenti vessatori degli antagonisti del metodo ,il fondatore dell’omeopatia dovette scappare in Francia dove esercitò con successo fino alla fine dei suoi giorni. Da allora nulla è cambiato. Le argomentazioni dei detrattori dell’ omoepatia non sono evolute. Anche l’esercito di medici ignoranti che praticano l’omeopatia e dei pazienti che scioccamente li seguono sono sempre li. Si attende con molta pazienza una elevazione di qualità umana che consenta una maggiore collaborazione tra metodi che dovrebbero solo che integrarsi per ampliare i benefici raggiungibili nei pazienti.

Di seguito riportiamo il comunicato delle Associazioni di Omeopatia a seguito della volgarissima trasmissione andata in onda. 

Comunicato delle Associazioni di Omeopatia in merito alla trasmissione ‘Presa Diretta’ del 3 marzo

Alla c.a. Dott. Riccardo Iacona – “Presa Diretta”
c/o RAI Radiotelevisione Italiana,
Viale Mazzini, 14 – 00195, Roma

p.c. Direttore Generale RAI, Dott. Mario Orfeo
c/o RAI Radiotelevisione Italiana,
Viale Mazzini, 14 – 00195, Roma

p.c. Direttore RAI 3, Dott. Stefano Coletta
c/o RAI Radiotelevisione Italiana,
Viale Mazzini, 14 – 00195, Roma

p.c. Presidente della Commissione parlamentare Bicamerale
per l’indirizzo generale e la vigilanza dei Servizi radiotelevisivi
Palazzo San Macuto – Via del Seminario, 70, 00186 – Roma

p.c. Presidente XII Commissione Permanente
“Igiene e Sanità”, Senato della Repubblica
Piazza Madama – 00186, Roma

p.c. Presidente XII Commissione Affari Sociali
della Camera dei Deputati
Palazzo Montecitorio – Piazza Montecitorio, 00186 – Roma

p.c. Presidente Federazione Nazionale Ordini dei Medici, Chiururghi e Odontoiatri
Dott. Filippo Anelli
Via Ferdinando di Savoia, 1 – 00196, Roma

p.c. Presidente Ordine Nazionale dei Giornalisti
Dott. Carlo Verna
V. Sommacampagna, 19 – 00185 Roma

Oggetto: trasmissione “Presa Diretta” – puntata del 03/03/2018

 

Egregio Dott. Iacona,

abbiamo avuto modo di visionare la puntata di sabato sera, da Voi dedicata all’omeopatia, e La ringraziamo per lo spazio garantito ai medici iscritti all’Albo ed esperti in medicina omeopatica, e all’esperienza degli Ospedali di medicina integrata della Regione Toscana. Pur tuttavia, siamo sconcertati da quanto segue:

1) l’intera puntata è stata obiettivamente improntata a sostenere una posizione evidentemente preconcetta rispetto all’omeopatia, disciplina che la stessa FNOMCeO qualifica invece come “atto medico“;

2) deontologicamente non commentabile dal punto di vista giornalistico la scelta di ospitare in studio come unico ospite una personalità di indubbio profilo istituzionale come il Dott. Ricciardi il quale tuttavia non ha mai fatto mistero dei suoi pregiudizi verso la medicina omeopatica. Sarebbe stato ben più corretto affiancare al Dott. Ricciardi una personalità di analoga caratura ma tale da poter garantire quel contraddittorio che dovrebbe essere proprio di ogni trasmissione giornalistica e televisiva degna di questo nome;

3) palese è stato lo squilibrio informativo, con oltre 3/4 del minutaggio della trasmissione impegnato a tentare di censurare una pratica medica alla quale si rivolgono, come voi stessi avete sottolineato, milioni di cittadini italiani – circa 100 milioni in Europa – che troviamo discutibile derubricare tutti indistintamente a stupidi, “creduloni” e ignoranti;

4) non commentabile è stata anche la voce di chi ha tentato di classificare come cialtroni, truffatori o “praticanti” al pari degli “astrologi” decine di migliaia di medici iscritti all’Albo che questo paradigma medico lo praticano quotidianamente, affermazioni da Voi avvallate e che avete condiviso e amplificato in studio, e che vanno ben oltre il diritto di cronaca, costituendo a nostro avviso i presupposti per il reato di diffamazione;

5) discutibile poi dare spazio, sempre senza contradditorio, a sedicenti esperti pronti a condannare il presunto “spreco di risorse” causato dall’omeopatia senza citare alcuna ricerca scientifica di farmaco-economia a sostegno di questa affermazione – perché si sa, le evidenze si citano solo quando servono a confermare tesi precostituite… – e ben guardandosi dal ricordare invece l’effetto positivo per le casse del Servizio Sanitario Nazionale derivante dall’uso di farmaci, quelli omeopatici, che permettono un’efficace presa in carico del paziente senza gravare appunto sul SSN;

6) sconcertante anche la pubblicizzazione dello “studio Australiano” che avrebbe “decretato la fine dell’omeopatia” (l’hanno decretata già in molti, in passato, ma sempre vanamente…), “studio” che studio non è, in quanto mai pubblicato su alcuna rivista scientifica, firmato dalla NHMRC Australiana, ente che si trova attualmente denunciato e sotto indagine da parte dell’Ombudsman del Commonwealth proprio per il gran numero di irregolarità con cui è stata condotta quella revisione, ignorando per contro – ad esempio – i lavori della Commissione pubblica Svizzera, che pochi mesi fa ha raggiunto conclusioni esattamente opposte, cosa della quale eravate stati messi al corrente durante le interviste, ma che vi siete ben guardati dal ricordare ai telespettatori, a conferma dell’esistenza di un teorema giornalistico preordinato;

7) è stato anche intellettualmente disonesto non dare atto delle evidenze scientifiche che un onorato socio e decano di una delle sigle associative firmatarie della presente lettera, il Prof. Leonello Milani, sappiamo per certo ha consegnato a vostre mani durante una delle interviste realizzate per il servizio. E da parte Vostra non genuino – per non usare termini più espliciti – affermare che le raccolte di detti studi si limiterebbero lavori pubblicati “su riviste di settore omeopatico” – a meno di non voler considerare “Biomedical Pharmacotherapy“, “British Journal of Clinical Pharmacology“, “European Journal of Pharmacology“, “International Journal of Neurosciences“, “Pulmonary Pharmacology & Therapeutics“, e molte altre, come “riviste omeopatiche” – e affermare inoltre che dette ricerche siano finanziate da aziende farmaceutiche di settore, che, al contrario di quanto da voi sostenuto, da quanto ci risulta nella maggior parte dei casi ne curano solo la “raccolta”. Troviamo anche ridicolo il dileggiare il ruolo delle industrie del settore omeopatico nel sostenere le ricerche scientifiche sull’efficacia di questi farmaci, come se nel settore allopatico non fossero le industrie farmaceutiche a finanziare la quasi totalità delle ricerche (salvo poi, com’è notissimo, molte volte non pubblicare quelle con esito negativo).

Avete criticato la carenza di un numero adeguato di ricerche scientifiche in omeopatia, per poi contemporaneamente insistere nel dileggiare le ricerche in corso, fino ridicolizzare l’attività di un Premio Nobel per la Medicina, sottostimando i progressi nelle ricerche sulle proprietà biofisiche dell’acqua e ignorando il fatto che le diluizioni dei principi attivi utilizzati in omeopatia possono anche essere della medesima massa di quelle correntemente utilizzate dal corpo umano per auto-regolarsi, e che diversi lavori scientifici in vitro e in vivo – quali quelli del Prof Bellavite dell’Università di Verona o del Prof. Dei dell’Università di Firenze – confermano attività biologica di “molecole messaggere” in diluizioni omeopatiche che sono dello stesso peso delle medesime molecole presenti in natura, risultati questi di straordinario interesse, che dovrebbero stimolare nuove ambiziose sfide per la ricerca scientifica. Voi invece avete dato l’impressione di voler chiudere definitivamente il dibattito secondo un “principio di autorità” degno del peggior periodo dell’inquisizione, invece che improntare le vostre analisi su criteri aperti al confronto, dal quale solo – nel tentativo di rispondere agli interrogativi che il progresso incessantemente ci pone dinnanzi – può nascere “buona scienza”.

Concludendo, non siamo colti da alcun moto di disapprovazione circa il fatto che si dia voce anche con chiarezza a chi non condivide l’approccio medico omeopatico, e rispettiamo totalmente la libertà di stampa Vostra e dei vostri colleghi, ma non riteniamo degno della televisione che Voi rappresentate, nell’esercizio delle vostre funzioni di cronisti, il cui servizio tra l’altro è pagato in buona parte da fondi pubblici, basare parte degli assunti alla base della vostra inchiesta su affermazioni non genuine, omissioni dolose, faziosità e dichiarazioni offensive e insultanti della professionalità di una parte dei Medici e dei ricercatori italiani.

La Vostra inchiesta, per tutto quanto sopra esposto, ancorchè apprezzabile in astratto per la dichiarata volontà di fare chiarezza su un tema d’interesse per la pubblica opinione, si è nella pratica tradotta in un elogio al “pre-giudizio”, che – come qualunque uomo di scienza ben dovrebbe sapere – è il più anti-scientifico degli atteggiamenti.

Inviamo quindi questa nostra lettera sia con l’intento – in quanto cittadini – di richiamare Voi dipendenti del servizio pubblico a un rispetto più puntuale degli obblighi deontologici, del principio di contraddittorio e del necessario equilibrio informativo in corso di trasmissione, sia nel contempo per richiedere – in quanto medici – uno spazio adeguato nel Vostro programma per garantire alla cittadinanza un’informazione degna di questo nome su tematiche così delicate quali sono quelle della salute e della prevenzione e cura delle malattie.

Distinti ossequi,

FIAMO – Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati

SIOMI – Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata

SIMA – Società Italiana di Medicina Antroposofica

SMB – Società Medica Bioterapica Italiana

AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia

OMEOMEFAR – Associazione Medici e Farmacisti Omeopati

LUIMO – Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica “Samuel Hahnemann”

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