Italia

DAISY: CASO CHIUSO! E’ stata una GOLIARDATA. SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE nel passato del padre!

Si è trattato, come qualunque persona sana di mente aveva ben visto, di semplice GOLIARDATA non di RAZZISMO.

E grandissima sorpresa per la feccia SINISTROIDA: uno della “banda” è figlio di un consigliere PD!!

A seguire abbiamo dato spazio al presunto passato della famiglia OSAKUE macchiato dello SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE ma anche truffe, estorsioni e addirittura tentati omicidi!! 

Oramai siamo arrivati al punto che ogni qualvolta una persona, NON ITALIANA, è vittima di uno scherzo, di un incidente ecc… la FOGNA SINISTROIDA è pronta ad URLARE RAZZISMO! RAZZISMO!

Matteo Salvini

PAZZESCO L’informazione “ufficiale” ha occupato pagine di giornali e ore di telegiornali per denunciare l’emergenza RAZZISMO, alimentata da quel cattivone di Salvini e dai razzisti della Lega. E invece…
Grazie alle indagini dei Carabinieri, a cui vanno i miei complimenti, sono stati presi i lanciatori di uova, che erano mossi non da razzismo ma da stupidità.

?P.s. Vi aggiungo un dettaglio che ancora non troverete: pare che uno dei “lanciatori” sia figlio di un consigliere comunale PD!
Avete capito bene!!!?
Scommettiamo che i tigí taceranno?
Per fortuna c’è la rete, che è libera, e per fortuna gli italiani non sono scemi. FAI GIRARE!

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Caso Daisy Osakue, identificati i lanciatori di uova. Uno è figlio di un consigliere Pd

Adesso potete ritornare a nascondervi nelle fogne idioti di merda!

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Fonte

Interessante post dell’amico Mostafa Milani Amin.

Il padre di Daisy a quanto pare nel lontano 2002, a Moncalieri, è stato arrestato per sfruttamento della prostituzione insieme alla convivente Lovely Albert che è la madre di Daisy che ha ben pensato di cambiarsi il nome in Magdalyne!!

Smascherata grazie al web l’ennesima FAKE NEWS!

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  1. Notizia del 31 luglio 2018:
    “Il padre di #Daisy_Osakue [aggredita con lanci di uova domenica scorsa a #MONCALIERI], aspetta con il numero in mano, deve recuperare l’appuntamento per la prossima visita della figlia. Domani le diranno quando può togliere la benda. Lei si allena spesso a occhi chiusi, per sentire le sensazioni, ascoltare il proprio fisico, ma sa che per due giorni deve stare completamente ferma e sa anche il 9 agosto, al mattino, ci sono le qualificazioni del lancio del disco, la sua gara, quella che tutta la famiglia si è segnata sul calendario, «adesso dobbiamo controllare prima altre date». Daisy è infuriata, il padre provato: «Non credevo che mia figlia si trovasse ad affrontare una situazione così». Torino, folle gesto da un’auto in corsa. Un uovo nell’occhio all’atleta di colore IREDIA OSAKUE fa il  ….La Stampa
  2. Notizia del 17 gennaio 2002:
    “A MONCALIERI i militari hanno arrestato due «maman» nigeriane, Odion Obadeyi, 28 e Lovely ALBERT, 30 anni, il convivente di quest’ ultima,#IREDIA_OSAKUE, 29 anni, tutti e tre clandestini e Silvano Gallo, 50 anni, di Nichelino che aveva formato una gang specializzata nello sfruttamento di decine di prostitute di colore il cui ingresso clandestino in Italia era favorito da un «phone center» di San Salvario”.

Sette persone arrestate, altre 110 denunciate a piede libero e oltre duecento prostitute identificate. È il bilancio de «La grande retata», un’ offensiva del Comando provinciale dei carabinieri di Torino contro la prostituzione. Nel corso dell’ operazione che ha impegnato 170 militari sono state controllate 1327 persone. Tra le 128 giovani prostitute bloccate sui marciapiedi 110 sono risultate clandestine: 19 erano russe, 11 ucraine, 13 albanesi, 16 bulgare, 7 moldave, 2 cinesi e 61 nigeriane. In manette è finita una «maman», Lucy Ibginosa, 39 anni, che torturava una nigeriana di 20 anni fatta arrivare in Italia con la promessa di un lavoro da baby sitter. La giovane è stata liberata dai carabinieri del Nucleo Radiomobile che hanno fatto irruzione nell’alloggio di corso Regina Margherita dove era tenuta prigioniera. A Ivrea un operaio di 37 anni di Aosta e una nigeriana di 23 anni sono stati denunciati per atti osceni. I carabinieri di Avigliana invece hanno arrestato un quattordicenne e affidato ai genitori due tredicenni che avevano appena rapinato una prostituta che aveva rifiutato di appartarsi con loro. A Moncalieri i militari hanno arrestato due «maman» nigeriane, Odion Obadeyi, 28 e Lovely Albert, 30 anni, il convivente di quest’ ultima, Iredia Osakue, 29 anni, tutti e tre clandestini e Silvano Gallo, 50 anni, di Nichelino che aveva formato una gang specializzata nello sfruttamento di decine di prostitute di colore il cui ingresso clandestino in Italia era favorito da un «phone center» di San Salvario.

Retata dell’ Arma sette arresti

3. A pagina 44 potete vedere la foto di Daisy Osakue da piccola con papà (IREDIA) e con mamma (Magdalyne ALBERT):

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PDF

Il link che segue ricostruisce la pagliacciata montata dai media di regime

La banda dell’uovo di Moncalieri e la bufala sinistroida del RAZZISMO!!

Hai capito perché parlava di razzismo il padre con precedenti penali pesanti Iredia Osakue?

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Lavora presso una cooperativa sociale come mediatore culturale. Con i precedenti penali pesanti, riportati di seguito, gli fanno fare il mediatore culturale? 

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…. la sentenza di primo grado del 9 ottobre 2007, emessa dal gup Cristina Palmesino al termine di un processo con il rito abbreviato, è che Iredia Osakue è stato condannato a 5 anni e 4 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso, tentata rapina e spaccio di droga. L’uomo sarebbe stato a capo di un’organizzazione, chiamata «Eiye», che ha base in Nigeria ma molte ramificazioni in Europa. Al centro del processo la lotta con l’organizzazione rivale «Black Axe» con cui si contendeva il controllo del Torinese. Al gruppo venivano attribuiti diversi reati: truffa, intimidazioni, tentati omicidi, lesioni, estorsioni ed esercitava la violenza fisica «con armi bianche e da sparo», con «frustate attraverso lo strumento africano detto kobu-kobu al fine di costringere connazionali ad affiliarsi o di punire chi sgarrava».

In un articolo di Repubblica datato 2002 si parla di una retata dei carabinieri di Moncalieri in cui furono arrestati per «sfruttamento della prostituzione Odion Obadeyi, 28, Lovely Albert, 30 anni, il convivente di quest’ultima, Iredia Osakue, 29 anni, tutti e tre clandestini, e Silvano Gallo, 50 anni, di Nichelino, che aveva formato una gang specializzata nello sfruttamento di decine di prostitute di colore il cui ingresso clandestino in Italia era favorito da un phone center di San Salvario». I carabinieri di Moncalieri confermano che l’uomo arrestato per sfruttamento della prostituzione nel 2002 è lo stesso Iredia Osakue, padre della discobola azzurra Daisy, e Lovely Albert, altro non sarebbe che la madre della giovane, che oggi avrebbe cambiato nome in Magdeline. Oggi l’uomo è il titolare di un centro pratiche per immigrati, la Daad Agency di Moncalieri, che gestisce dai permessi di soggiorno ai ricongiungimenti familiari, nonché mediatore culturale in una cooperativa che gestisce l’accoglienza, la cooperativa sociale Sanitalia service che gestisce 15 strutture in Piemonte.

E i vigili urbani di Torino avrebbero riarrestato, nel 2006, un Iredia Osakue per una vicenda legata alla tratta delle ragazze nigeriane.

Il papà di Daisy minaccia: “Noi via dall’Italia” Ma ora spuntano due arresti e una condanna

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Coraggioso il padre a recitare sta parte…

Siamo arrivati dalla Nigeria 24 anni fa, è capitato di essere vittime di episodi razzisti verbali, ma non ci faccio caso. Le persone parlano, non bisogna darci troppo peso». Così Iredia Osakue, il papà di Daisy, la giovane atleta della Nazionale italiana di atletica leggera colpita dal lancio di uova a Moncalieri. Addirittura ha dichiarato che vorrebbe «andarsene dall’Italia», nonostante le indagini che hanno portato all’identificazione degli aggressori, come è stato più volte sottolineato dagli inquirenti, hanno del tutto escluso l’aggravante razzista invocata dalla stessa ragazza e dal padre nelle interviste a stampa e tv in quanto dello stesso tipo di violenza sono state vittime anche tre signore non di colore all’uscita del ristorante e un pensionato che ha visto imbrattato il muro esterno della propria abitazione.

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