Vaccini e dintorni

VACCINI: Bari. BIOLOGI vs. RICCIARDI. “Procurato allarme dei media!” per i primi, “allarmante!” per il secondo.

Chissà cosa dicono gli psicopatici che attaccano chi è per la libertà di scelta. Siete delusi della BUFALA che vi siete bevuti? Venite manipolati dalla propaganda farmaceutica sburionana e non ve ne rendete conto che i criminali gongolano con i vostri commenti di apprezzamento e con la vostra cattiveria e violenza contro chi vuole avere la possibilità di scegliere.

A Bari, dopo i titoloni sui media di regime “ALLARME EPIDEMIA causata da una NO VAX”, anche l’Ordine Nazionale dei Biologi non ha potuto fare a meno di ammettere che era tutta una gran cazzata. D’altronde anche se fossero stati veri gli otto casi di morbillo si può parlare mai di EPIDEMIA? E perché mai puntare il dito subito contro un bambino non vaccinato? Solo degli imbecilli possono belare dietro alle cazzate della propaganda farmaceutica sburionana. Ormai siamo arrivati al punto che chi non è vaccinato è UN MALATO TERMINALE CONTAGIOSO. Ma vi rendete conto dell’infimo livello che avete raggiunto? 

Vivete forse nel mondo dei sogni? Non vedete che cercano di dividerci sempre più e state facendo il loro gioco sporco? Non vedete che dei vostri figli e di voi non interessa un cazzo a nessuno? Pensate davvero che i 10 vaccini siano fatti per il loro bene? L’umanità è andata avanti per millenni e millenni senza vaccini, e adesso sono indispensabili? 

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Interessante comunicato stampa dell’Ordine Nazionale dei Biologi che smonta la bufala mediatica e il terrorismo sul morbillo messo in opera da CRIMINALI SENZA SCRUPOLI che il pecorume denominato “SI VAX” osanna!!!

Il morbillo (dal latino medievale morbillus, vale a dire piccola malattia) è una patologia infettiva assai comune, normalmente benigna, superabile senza alcuna conseguenza deleteria e, anzi, conseguendone un’immunità a vita”.

Morbillo a Bari, l’Ordine Nazionale dei Biologi: “Procurato allarme… a mezzo stampa”

Appare evidente come sia gli articoli dei quotidiani sia i servizi della televisione di stato tendano a procurare un allarme presso la popolazione a dir poco privo di un qualunque fondamento”. Lo afferma l’Ordine Nazionale dei Biologi in un articolo in cui commenta la notizia diffusa da “La Gazzetta del Mezzogiorno” e da altri organi di stampa di una “epidemia di morbillo” comunicando che ci sarebbero 8 casi già accertati nell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari. Nei vari servizi viene ribadito che il “contagio” potrebbe essere stato innescato da una bambina non vaccinata figlia di genitori “no-vax”.

A stretto giro, tuttavia, è arrivata la precisazione di Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia, secondo cui non ci sarebbe “nessun allarme epidemia di morbillo in Puglia”. “Basta il ricovero di un bambino, come accaduto in questo caso, per innescare una normale catena di contagio tra i non vaccinati perché il morbillo è una patologia altamente contagiosa” ha proseguito assicurando che “la situazione non è preoccupante”.

L’Ordine Nazionale dei Biologi chiarisce dunque il significato del termine “epidemia” e le caratteristiche del morbillo.

Con il termine epidemia, dal greco epi dêmos, letteralmente ‘sopra il popolo’, s’intende una malattia che colpisce un numero di individui significativamente superiore rispetto all’atteso, in una determinata popolazione e in un determinato lasso di tempo. L’endemia è la condizione di una malattia costantemente presente nelle condizioni di cui sopra. Il morbillo (dal latino medievale morbillus, vale a dire piccola malattia) è una patologia infettiva assai comune, normalmente benigna, superabile senza alcuna conseguenza deleteria e, anzi, conseguendone un’immunità a vita”.

L’Istituto Superiore di Sanità spiega in proposito: “Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita”. La sua presenza costante nella popolazione rientra a buon diritto nella condizione di endemia. La sua morbilità segue l’andamento comune delle malattie infettive (vedi grafico relativo alla morbilità e alla mortalità per morbillo in USA) e, dunque, è estremamente altalenante.

Nel 2017 – riferisce l’Ordine Nazionale dei Biologi – i casi registrati in Italia sono stati circa 4.000, cioè, in maniera approssimativa, un caso ogni 150.000 abitanti. Negli anni Novanta si sono raggiunti anche i 30.000 casi/anno (considerando la popolazione di allora, un caso oltre meno di 20.000 abitanti) senza che questo costituisse allarme e, anzi, rientrando nella più assoluta normalità”.

“Le fonti d’informazione citate – sottolinea l’Ordine Nazionale dei Biologi – hanno omesso di comunicare, comunque, se i casi registrati a Bari siano stati a carico di soggetti trattati da vaccino, se i soggetti colpiti fossero affetti da altre patologie e, soprattutto nel caso del TG2, hanno fatto passare l’idea che il morbillo comporti necessariamente effetti gravissimi, quando l’Istituto Superiore di Sanità pubblica ‘Il morbillo non ha sintomi gravi’ e ‘Le complicazioni sono relativamente rare'”.

“Insomma – continua l’Onb – se ciò che comunica l’Istituto di Sanità è credibile, è impossibile non domandarsi quali e quanti effetti gravi ci si possano attendere da 8 casi. In definitiva, appare evidente come sia gli articoli dei quotidiani sia i servizi della televisione di stato tendano a procurare un allarme presso la popolazione a dir poco privo di un qualunque fondamento”.

Morbillo a Bari, l’Ordine Nazionale dei Biologi: “Procurato allarme… a mezzo stampa”

A seguire l’allarmismo del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità che si scontra con le dichiarazioni dell’Ordine Nazionale dei Biologi sopra riportato. 

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità commenta i recenti casi di morbillo al Giovanni XXIII : “Come volevasi dimostrare la situazione del morbillo non è assolutamente sotto controllo è allarmante”. E poi ribadisce la posizione già espressa in audizione in Senato: “In questa fase allentare l’obbligo vaccinale è pericoloso anche perché darebbe segnale disimpegno”. E poi rilancia: “Ora prevedere obbligo per operatori sanitari”.

12 NOV – I casi di morbillo a Bari “ci devono preoccupare perché come volevasi dimostrare la situazione del morbillo non è assolutamente sotto controllo è allarmante. Si è creata in Italia dal 1999, da quando il Parlamento ha abrogato l’obbligo di iscrizione a scuola con il certificato di vaccinazione, una vera e propria bomba microbiologica. Voi pensate che i bambini che non si sono vaccinati nel 1999 oggi hanno 18-19 anni e sono decine di migliaia; vivono e si muovono e il morbillo è un virus tra i più contagiosi che esistono”. È quanto afferma il presidente dell’Iss, Walter Ricciardi commentando i casi di morbillo riscontrati all’ospedale Giovanni XXIII di Bari.

Ricciardi in questo senso ribadisce anche la posizione già espressa la scorsa settimana in audizione al Senato sul Ddl vaccini: “In questa fase allentare l’obbligo vaccinale è pericoloso anche perché darebbe segnale disimpegno”.
“Pensate – ha poi approfondito – che in Usa il morbillo non esiste più, non ci sono più casi autoctoni. Come si è determinata questa situazione? Con la collaborazione di tutte le componenti della società: la scienza che ha messo a disposizione i vaccini e in alcuni stati l’introduzione dell’obbligo. Scelte che servono per proteggere la popolazione e i bambini come quello di 11 mesi che a Bari è gravissimo perché non si poteva vaccinare. E in Italia questi bambini che non si possono vaccinare, perché ancora piccoli o perché hanno problemi di immunodepressi, sono migliaia: Abbiamo più di mille oncologici e più di 10 mila immunodepressi. Se il Paese non si rende conto che questa battaglia va fatta in maniera convinta, fenomeni di questo tipo ne continueremo a vedere tanti.”

Ma il presidente rilancia anche l’idea di estendere l’obbligo vaccinali agli operatori sanitari. “È arrivato il momento di prevedere l’obbligo vaccinale anche per gli operatori sanitari. Per tanti anni abbiamo esercitato una attività di persuasione e formazione ma se non si supera il 15-20% di vaccinati è chiaro che serve l’obbligo. Alcune regioni come l’Emilia Romagna, che si è mossa in questo senso l’hanno fatto, ma credo che ora tocchi al Paese”.

I professionisti della sanità e quelli della scuola non vivono la vaccinazione come dovrebbero, come un obbligo morale, ma come una costrizione per cui non abbiamo più del 10-15% di persone che in questi mondi si vaccinano – aggiunge Ricciardi – E queste sono persone che possono prendere la malattia, in media vanno in ospedale nel 40-50% dei casi e quando uno si prende il morbillo in età avanzata è una patologia complicata e lo trasmette. Quello che si è verificato a Bari è emblematico”.

Morbillo a Bari. Ricciardi (Iss): “Casi che ci devono preoccupare. Allentare ora obbligo darebbe segnale di disimpegno” (da quotidianosanita.it del 12 novembre 2018)