Vaccini e dintorni

VACCINI: morto bimbo di 5 mesi a Strona. I media parlano di SIDS omettendo che era stato vaccinato poche ore prima!

Un’altra vittima innocente. La chiamano SIDS, morte in culla, perché è più facile. A quanto pare poche ore prima era stato vaccinato. La disgustosa propaganda dei media che ci nasconde la verità su ogni cosa continua in maniera sempre più violenta!!

La scorsa notte una tragedia ha sconvolto la vita di una famiglia di Strona (Biella). Un piccolo angioletto di 5 mesi è morto nel sonno… Tutti gli organi di comunicazione si sono affrettati a parlare di probabile morte in culla. Fino a stasera, quando a parlare attraverso un post su Facebook è stata la nonna del bambino.

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Barbara Nardella

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In Giappone le morti cosiddette in culla si sono quasi azzerate nel momento in cui hanno posticipato il calendario di inizio vaccinazioni dai 3 mesi ai 2 anni. 

Chi ha detto che non ci sono prove che consiglino un utilizzo meno invasivo e più responsabile dei vaccini? Il Giappone ha cambiato il calendario di inizio per la vaccinazione spostandolo dai tre mesi a due anni e subito il loro tasso di Sids (Sindrome della morte improvvisa del lattante) è crollato. Come mai? Il ritardo della vaccinazione «trivalente» DPT (Difterite-Pertosse-Tetano) dopo i 2 anni di età in Giappone, ha portato ad un drastico calo di effetti collaterali. Nel periodo 1970-1974, quando la vaccinazione DPT veniva effettuata dai 3 a 5 mesi di età, il sistema di compensazione nazionale giapponese erogò indennizzi per ben 57 casi gravi danneggiati da vaccino (danni permanenti) e 37 morti. Durante il periodo 1975-1980, quando le iniezioni di DPT venivano effettuate in ritardo, le gravi reazioni al vaccino sono state ridotte a un totale di tre morti. Ciò rappresenta una riduzione dall’85 al 90 per cento nei casi più gravi di danni e la morte. Nel 1988 il governo giapponese raccomandò la non vaccinazione fino a due anni di età. La Sids è tornata in Giappone da quando il governo è tornato a raccomandare le vaccinazioni a tre mesi. (Raymond Obomsawin, MD. Ottobre 2007 New England Journal of Medicine. Tratto da uno studio condotto dal Dr. Viera Scheibner).

Così in Giappone hanno ridotto gli effetti collaterali

 

AGGIORNAMENTO 28.11.2018

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il piccolo Samuel è morto poche ore dopo aver ricevuto il vaccino Bexsero Antimeningococco di tipo B il vaccino sottoposto a monitoraggio addizionale

Vaccini, Biella: il piccolo Samuel è morto poche ore dopo aver ricevuto il vaccino Bexsero Antimeningococco di tipo B il vaccino sottoposto a monitoraggio addizionale

AGGIORNAMENTO 21.11.2019

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Vi ricordate il messaggio di questa nonna un anno fa ? Io sì !!!! E come se me lo ricordo 😭😭.
Per chi ha la memoria corta ci penso io a ricordarglielo 👇

” Tutti i giornali hanno scritto morte in culla ma nessuno ha scritto che il mio adorato angelo aveva fatto il vaccino poche ore prima ” !!!!

Ebbene, oggi la nonna scrive : hanno constatato dopo la seconda autopsia , richiesta da me perché se no tutto sarebbe finito con la morte in culla , che il mio adorato nipotino è mancato per colpa di quel maledettissimo vaccino ” .

Non serve dire altro. Solo SILENZIO 🙏🙏🙏🙏🙏.

Samuel ucciso dal vaccino.

Tutti MUTI adesso 😡😡😡😡😡😡 state solo ZITTI.

Fonte

Morte del piccolo Samuel – La nonna: “Vogliamo sapere”.
«Vogliamo soltanto che siano fatte tutte le verifiche possibili per capire cos’è successo».
A Barbara Nardella trema la voce. E ancora di più trema la mano, quando stringe la nostra; una mano che racconta di giorni disperati e notti insonni. È la nonna del piccolo Samuel Di Martino, improvvisamente scomparso poco prima dell’alba di martedì, a soli cinque mesi. (leggi qui quanto successo) A portarselo via sarebbe stata la Sids, la sindrome della morte in culla, secondo le prime valutazioni. Ma per avere risposte più precise bisognerà attendere l’esito del riscontro diagnostico, eseguito internamente dagli specialisti dell’ospedale “Degli Infermi”, e dell’autopsia, che molto probabilmente sarà disposta dalla procura. Nella giornata di ieri, infatti, i familiari hanno presentato un esposto per chiedere che anche la magistratura faccia le proprie verifiche su quanto successo. Per questa ragione il funerale del piccolo Samuel non è stato celebrato – come inizialmente previsto – nella mattinata di ieri a Strona. La cerimonia dovrà attendere il nulla osta del magistrato.
A far discutere, nei giorni scorsi, è stato però un post pubblicato sul profilo Facebook proprio dalla nonna del piccolo. “Tutti i giornali hanno scritto morte in culla, ma nessuno ha scritto che il mio adorato angelo aveva fatto il vaccino poche ore prima”, è stato il suo sfogo. Un messaggio che in poco tempo è stato condiviso centinaia di volte e ha scatenato il popolo dei no-vax. È la donna stessa però, a questo proposito, a voler chiarire la vicenda e a smorzare sul nascere le polemiche: «Non ho mai detto che il bambino è morto per il vaccino – ribadisce -, ho solo scritto che lo aveva fatto proprio lunedì e che tutti i giornali hanno parlato di morte in culla senza nemmeno citare questa cosa. Noi non accusiamo nessuno né tantomeno pensiamo sia morto per il vaccino. Chiediamo solo che vengano fatti tutti gli accertamenti necessari per capire perché Samuel non c’è più”.
Il vaccino del quale si parla è il Bexsero Antimeningococco B, un vaccino che non rientra tra quelli obbligatori, ma che è caldamente consigliato perché protegge da gravi malattie batteriche – potenzialmente letali -, come la meningite. Ad oggi non esiste alcun caso accertato di decesso correlato alla sua somministrazione. L’inoculazione del farmaco può provocare reazioni allergiche, le più comuni sono indolenzimento ed eritema in sede di iniezione, febbre e irritabilità. I sintomi in genere si manifestano entro pochi minuti, massimo un’ora.
Il fatto che il piccolo sia mancato dopo essere stato vaccinato, dunque, al momento va considerato come una tragica coincidenza temporale.
L’ipotesi più probabile rimane quella della morte in culla, ma potrà essere confermata solo quando si avranno tutti i risultati degli esami eseguiti in questi giorni.
Le polemiche e gli allarmismi non hanno fatto piacere nemmeno alla famiglia, distrutta da un dolore impossibile da esprimere a parole. Un dolore che non ha impedito a nonna Barbara di aprire la porta e accoglierci in casa sua, per spiegare e fare chiarezza: «Quello su Facebook è solo lo sfogo di una persona che sta male e non riesce a farsene una ragione. Non mi interessano le polemiche. La verità è che ci è crollato il mondo addosso, che non ci sono parole per descrivere l’incredibile sofferenza che stiamo provando».

Morte del piccolo Samuel – La nonna: “Vogliamo sapere”