Scie chimiche e dintorni

Greta? Un prodotto per BOCCALONI!

Oggigiorno credere che una ragazzina che soffre di disturbi della personalità sia riuscita, esponendo un banalissimo cartello contro i cambiamenti climatici, a tirare le orecchie ai potenti del pianeta è roba da BOCCALONI.

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Ascoltare poi il suo discorso lanciato da tutti i media mondiali dove recita in malo modo un copione scritto chissà da chi è stato davvero imbarazzante. Quanti attivisti nel mondo denunciano da decenni i motivi del cambiamento climatico ma vengono perseguitati, torturati o addirittura uccisi?

di Federico Pieraccini

Greta, ragazza di 16 anni, viene celebrata come un’eroina globale per averci comunicato che l’inquinamento sta rovinando il pianeta.

Assange, un editore di fama mondiale, viene tacciato di essere un egocentrico al soldo dei Russi per aver svelato (tra le decine d’inchieste sensazionale) i crimini di guerra degli Stati Uniti in giro per il mondo.

Snowden, uno dei più importanti whistleblower della storia, è considerato un traditore da processare e condannare a morte per aver divulgato i numerosi crimini commessi dagli Stati Uniti in termini di violazione della privacy globale.

Il problema non è quello che Greta, Snowden o Assange raccontano (notizie peraltro già note), ma la reazione che provocano le loro parole nell’élite globale economica e finanziaria.

La battaglia personale di Greta è accompagnata dalle fanfare mediatiche e viene trionfalmente invitata in ogni angolo del pianeta per divulgare il proprio punto di vista.

Assange viene rinchiuso nella Guantanamo Inglese, sottoposto a torture psicologiche inaudite, per aver fatto il proprio lavoro di editore e giornalista.

Snowden vive con la paura costante di essere assassinato, rapito o estradato negli Stati Uniti (fintanto che vive in Russia la vedo dura) per aver spiegato al mondo che le paranoie su Echelon e NSA erano reali e concrete.

In un mondo (occidentale) che incentiva l’omicidio di decine di migliaia di civili in Yemen solo per poter vendere ulteriori armi ai loro carnefici (Arabia Saudita), incarcera editori e tenta di assassinare Whistleblowers, permettetemi di essere abbastanza scettico sull’autenticità di ‘fenomeni’ come Greta.

Il parallelo da tracciare riguarda espressioni delle élite come “portare la democrazia”, che abbiamo scoperto negli anni essere il paravento linguistico utilizzato per bombardare e distruggere le vite di milioni di persone.

Per quale motivo dovremmo credere che questo top 0,1% intende finalmente risolvere i tanti problemi che hanno creato, appositamente, per trarne profitto ?

Il capitalismo e le sue derivazioni come l’imperialismo nordamericano (US Military) sono il principale fattore inquinante nel mondo, ma questo ovviamente non viene mai menzionato da Greta, aumentando i dubbi sull’intera operazione (non sulla natura scientifica di tali affermazioni) climate-change.

Questo post non è contro Greta o la battaglia che porta avanti.

Questo post è contro l’ipocrisia delle élite militari e finanziarie che pensano di poter abbindolare l’intera popolazione (occidentale) globale in nome di un buonismo che non gli appartiene.

Chi imprigiona editori e whistleblower (per nascondere i propri crimini orrendi) non ha alcuna legittimità morale per spiegare come dovremmo comportarci.

Cominciamo dalle basi: smetterla di sterminare civili innocenti e mettere in galera chi racconta questi crimini.

Poi, per tutto il resto, c’è tempo.

Permettetemi ma questa non sa un beato cazzo! Recita e quando si trova in difficoltà interviene lo staff a salvarla. Guardate:

 

 

 

 

 

Come si fa a credere che ai potenti interessi davvero il bene del pianeta? Si parla solo di crescita, di PIL. Si producono oggetti usa e getta. Siamo sommersi da montagne gigantesche di spazzatura, di inquinanti e oggi arriva una ragazzina disturbata a salvare il pianeta imponendo ulteriori tasse?  Oltretutto innumerevoli scienziati da anni denunciano la truffa dei cambiamenti climatici.

 

 

 

Una delle Organizzazioni collegate al fenomeno Greta è la One.org che tra i suoi finanziatori vede: GOOGLE – COCA COLA – OPEN SOCIETY – BILL & MELINDA GATES – BONO VOX.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella relazione fatta da Arizona Wilder ma anche Cathy O’Brien determinati personaggi che nascono in condizioni precise in “certe” famiglie nascono proprio per svolgere la funzione rituale e di abuso, cosa molto dura da digerire. Ora la famiglia di Greta non pare affatto il manifesto della trasparenza e della normalità E questo lo dico per il “giochino” delle foto che fanno tutte molto occulte, piena di simboli poco raccomandabili oltre ad analizzare il loro percorso, veicolano il messaggio e la sua vibrazione. 

Solo oggi circola lo spot “satanista” della Pizza della madre di Greta con personaggi appena usciti dalla festa Roschild pensata da Salvator Dali o dall’ultimissimo film di Kubrick.

Ce ne sarebbero di cose da dire. Probabilmente disturbata sin da quando era nella condizione fetale, soggetta a traumi e probabilmente nata maschietto secondo l’agenda transumanista. Ora lei vittima è di un Sistema e non l’autrice. E questo sarebbe il vero argomento. Chi è Greta, cosa canalizza, perche tutta la battaglia sul Clima che per altro ha origini cosmiche e molto più profonde, è tutta impostata in questo modo.

Dovremmo chiedere al Club di Roma, ad Al Gore, al Sierra Club e a tutte quelle organizzazioni molto meno note che costruiscono la grande “distruzione” di massa.

 

Greta Tremonti

Giulio Tremonti su Greta Thunberg: “Non è mica Giovanna D’Arco, c’è dietro un investimento di capitali straordinario”

Giulio Tremonti: “Il cambio climatico c’è sempre stato. Se uno pensa che Greta Thunberg sia un fatto spontaneo e naturale, forse non ha idea di quale macchina politica e mediatica sta dietro Greta, con un investimento di capitali straordinario alle spalle”.

 

 

 

 

Il metodo Stanislavskij è uno stile di insegnamento della recitazione messo a punto da Konstantin Sergeevič Stanislavskij (che solitamente lo chiama psicotecnica) nei primi anni del ‘900.

Il metodo si basa sull’approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell’attore. Si basa sulla esternazione delle emozioni interiori attraverso la loro interpretazione e rielaborazione a livello intimo. Per ottenere la credibilità scenica, il maestro Stanislavskij creò esercizi che stimolassero le emozioni da provare sulla scena, dopo aver analizzato in modo profondo gli atteggiamenti non verbali e il sottotesto del messaggio da trasmettere.

Greta 05

Scienziati contro la ‘bufala’ green di Greta: petizione al Presidente della Repubblica

Diverse decine di scienziati, con una Petizione indirizzata ai Presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati e del Consiglio dei Ministri, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché, posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per l’approvvigionamento energetico dell’umanità, non si aderisca a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera, con l’illusoria pretesa di governare il clima. Tra i firmatari il prof. Antonino Zichichi, il prof. Renato Ricci (già presidente delle Società di Fisica italiana ed europea) e molti geologi, geofisici e studiosi del clima.

Roma, 17 Giugno 2019

COMITATO PROMOTORE
1. Uberto Crescenti, Professore Emerito di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti Pescara, già Magnifico Rettore e Presidente della Società Geologica Italiana.
2. Giuliano Panza, Professore di Sismologia, Università di Trieste, Accademico dei Lincei e dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, Premio Internazionale 2018 dell’American Geophysical Union.
3. Alberto Prestininzi, Professore di Geologia Applicata, Università La Sapienza, Roma, già Scientific Editor in Chief della rivista internazionale IJEGE e Direttore del Centro di Ricerca Previsione e Controllo Rischi Geologici.
4. Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera, Università di Ferrara.
5. Franco Battaglia, Professore di Chimica Fisica, Università di Modena; Movimento Galileo 2001.
6. Mario Giaccio, Professore di Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara, già Preside della Facoltà di Economia.
7. Enrico Miccadei, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara

8. Nicola Scafetta, Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia, Università Federico II, Napoli.

FIRMATARI
1. Antonino Zichichi, Professore Emerito di Fisica, Università di Bologna, Fondatore e Presidente del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice.
2. Renato Angelo Ricci, Professore Emerito di Fisica, Università di Padova, già Presidente della Società Italiana di Fisica e della Società Europea di Fisica; Movimento Galileo 2001.
3. Aurelio Misiti, Professore di Ingegneria Sanitaria-Ambientale, Univesità la Sapienza, Roma.
4. Antonio Brambati, Professore di Sedimentologia, Università di Trieste, Responsabile Progetto Paleoclima-mare del PNRA, già Presidente Commissione Nazionale di Oceanografia.
5. Cesare Barbieri, Professore Emerito di Astronomia, Università di Padova.
6. Sergio Bartalucci, Fisico, Presidente Associazione Scienziati e Tecnolgi per la Ricerca Italiana.

7. Antonio Bianchini, Professore di Astronomia, Università di Padova.
8. Paolo Bonifazi, già Direttore Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, Istituto Nazionale Astrofisica.
9. Francesca Bozzano, Professore di Geologia Applicata, Università Sapienza di Roma, Direttore del Centro di Ricerca CERI.
10. Marcello Buccolini, Professore di Geomorfologia, Università Università G. D’Annunzio, ChietiPescara.
11. Paolo Budetta, Professore di Geologia Applicata, UniPUBBLICITÀ

12. Monia Calista, Ricercatore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
13. Giovanni Carboni, Professore di Fisica, Università Tor Vergata, Roma; Movimento Galileo 2001.
14. Franco Casali, Professore di Fisica, Università di Bologna e Accademia delle Scienze di Bologna.
15. Giuliano Ceradelli, Ingegnere e climatologo, ALDAI.
16. Domenico Corradini, Professore di Geologia Storica, Università di Modena.
17. Fulvio Crisciani, Professore di Fluidodinamica Geofisica, Università di Trieste e Istituto Scienze Marine, Cnr, Trieste.
18. Carlo Esposito, Professore di Telerilevamento, Università La Sapienza, Roma

19. Mario Floris, Professore di Telerilevamento, Università di Padova.
20. Gianni Fochi, Chimico, Scuola Normale Superiore di Pisa; giornalista scientifico.
21. Mario Gaeta, Professore di Vulcanologia, Università La Sapienza, Roma.
22. Giuseppe Gambolati, Fellow della American Geophysica Union, Professore di Metodi Numerici, Università di Padova.
23. Rinaldo Genevois, Professore di Geologia Applicata, Università di Padova.
24. Carlo Lombardi, Professore di Impianti nucleari, Politecnico di Milano.
25. Luigi Marino, Geologo, Centro Ricerca Previsione e Controllo Rischi Geologici, Università La Sapienza, Roma.
26. Salvatore Martino, Professore di Microzonazione sismica, Università La Sapienza, Roma.

27. Paolo Mazzanti, Professore di Interferometria satellitare, Università La Sapienza, Roma.
28. Adriano Mazzarella, Professore di Meteorologia e Climatologia, Università di Napoli.
29. Carlo Merli, Professore di Tecnologie Ambientali, Università La Sapienza, Roma.

30. Alberto Mirandola, Professore di Energetica Applicata e Presidente Dottorato di Ricerca in Energetica, Università di Padova.
31. Renzo Mosetti, Professore di Oceanografia, Università di Trieste, già Direttore del Dipartimento di Oceanografia, Istituto OGS, Trieste.
32. Daniela Novembre, Ricercatore in Georisorse Minerarie e Applicazioni Mineralogichepetrografiche, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
33. Sergio Ortolani, Professore di Astronomia e Astrofisica, Università di Padova.
34. Antonio Pasculli, Ricercatore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.

35. Ernesto Pedrocchi, Professore Emerito di Energetica, Politecnico di Milano.
36. Tommaso Piacentini, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
37. Guido Possa, Ingegnere nucleare, già Vice Ministro Miur.
38. Mario Luigi Rainone, Professore di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara.
39. Francesca Quercia, Geologo, Dirigente di ricerca, Ispra.
40. Giancarlo Ruocco, Professore di Struttura della Materia, Università La Sapienza, Roma.
41. Sergio Rusi, Professore di Idrogeologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
42. Massimo Salleolini, Professore di Idrogeologia Applicata e Idrologia Ambientale, Università di Siena.
43. Emanuele Scalcione, Responsabile Servizio Agrometeorologico Regionale Alsia, Basilicata.
44 Nicola Sciarra, Professore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
45. Leonello Serva, Geologo, Direttore Servizi Geologici d’Italia; Movimento Galileo 2001.
46. Luigi Stedile, Geologo, Centro Ricerca Revisione e Controllo Rischi Geologici, Università La Sapienza, Roma.

47. Giorgio Trenta, Fisico e Medico, Presidente Emerito dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica; Movimento Galileo 2001.
48. Gianluca Valenzise, Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma.

49. Corrado Venturini, Professore di Geologia Strutturale, Università di Bologna.
50. Franco Zavatti, Ricercatore di Astronomia, Univesità di Bologna.
51. Achille Balduzzi, Geologo, Agip-Eni.
52. Claudio Borri, Professore di Scienze delle Costruzioni, Università di Firenze, Coordinatore del Dottorato Internazionale in Ingegneria Civile.
53. Pino Cippitelli, Geologo Agip-Eni.
54. Franco Di Cesare, Dirigente, Agip-Eni.

55. Serena Doria, Ricercatore di Probabilità e Statistica Matematica, Università G. D’Annunzio, Chieti Pescara.
56. Enzo Siviero, Professore di Ponti, Università di Venezia, Rettore dell’Università e- Campus.

57. Pietro Agostini, Ingegnere, Associazione Scienziati e Tecnolgi per la Ricerca Italiana.
58. Donato Barone, Ingegnere.
59. Roberto Bonucchi, Insegnante.
60. Gianfranco Brignoli, Geologo.
61. Alessandro Chiaudani, Ph.D. agronomo, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
62. Antonio Clemente, Ricercatore di Urbanistica, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
63. Luigi Fressoia, Architetto urbanista, Perugia.
64. Sabino Gallo, Ingegnere nucleare.
65. Daniela Giannessi, Primo Ricercatore, Ipcf-Cnr, Pisa.
66. Roberto Grassi, Ingegnere, Amministratore G&G, Roma.

67. Alberto Lagi, Ingegnere, Presidente di Società Ripristino Impianti Complessi Danneggiati.
68. Luciano Lepori, Ricercatore Ipcf-Cnr, Pisa.
69. Roberto Madrigali, Metereologo.
70. Ludovica Manusardi, Fisico nucleare e Giornalista scientifico, Ugis.
71. Maria Massullo, Tecnologa, Enea-Casaccia, Roma.
72. Enrico Matteoli, Primo Ricercatore, Ipcf-Cnr, Pisa.
73. Gabriella Mincione, Professore di Scienze e Tecniche di Medicina di Laboratorio, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
74. Massimo Pallotta, Primo Tecnologo, Istituto Nazionale Fisica Nucleare.
75. Enzo Pennetta, Professore di Scienze naturali e divulgatore scientifico.
76. Nunzia Radatti, Chimico, Sogin.
77. Vincenzo Romanello, Ingegnere nucleare, Centro Ricerca, Rez, Repubblica Ceca.
78. Alberto Rota, Ingegnere, Ricercatore presso Cise e Enel.
79. Massimo Sepielli, Direttore di Ricerca, Enea, Roma.
80. Ugo Spezia, Ingegnere, Responsabile Sicurezza Industriale, Sogin; Movimento Galileo 2001.
81. Emilio Stefani, Professore di Patologia vegetale, Università di Modena.
82. Umberto Tirelli, Visiting Senior Scientist, Istituto Tumori d’Aviano; Movimento Galileo 2001.
83. Roberto Vacca, Ingegnere e scrittore scientifico.

Fonte: Scienziati contro la ‘bufala’ green di Greta: petizione al Presidente della Repubblica

 

 

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LA GENERAZIONE SPRECONA

Eccellente risposta di un giornalista di SkyNews Australia ai giovani che hanno recentemente manifestato per il clima:

Voi siete la prima generazione che ha preteso l’aria condizionata in ogni sala d’aula; le vostre lezioni sono tutte fatte al computer; avete un televisore in ogni stanza; passate tutta la giornata a usare mezzi elettronici; invece di camminare a scuola prendete una flotta di mezzi privati che intasano le vie pubbliche; siete i maggiori consumatori di beni di consumo di tutta la storia, comperando in continuazione i più costosi capi di abbigliamento per essere ‘trendy’; la vostra protesta è pubblicizzata con mezzi digitali e elettronici.
“Ragazzi, prima di protestare, spegnete l’aria condizionata, andate a scuola a piedi, spegnete i vostri telefonini e leggete un libro, fattevi un panino invece di acquistare cibo confezionato.
“Niente di ciò accadrà, perché siete egoisti, mal educati, manipolati da persone che vi usano, proclamando di avere una causa nobile mentre vi trastullate nel lusso occidentale più sfrenato. Svegliatevi, maturate e chiudete la bocca. Informatevi dei fatti prima di protestare”.

 

La “coach” di Greta e` una operativa di Soros e Bill Gates

L’opportunista climatica di 16 anni Greta Thunberg viene spinta dall’establishment mondiale dopo aver parlato davanti al Congresso, alle Nazioni Unite, aver incontrato il Papa ed essendo il volto delle proteste climatiche di questo fine settimana.

In che modo questa ragazza adolescente è diventata una figura così dominante nella questione della protezione del clima?

Si scopre che ci sono potenti forze dietro l’improvvisa crescita dell’adolescente svedese, tra cui alcuni dei soliti sospetti.

Una donna che accompagna la Thunberg alla maggior parte degli eventi pubblici è l’attivista climatica tedesca Luisa-Marie Neubauer.

EuropeReloaded.com ha riferito: “Anche la Thunberg ha la sua coach, una nota attivista climatica tedesca di nome Luisa-Marie Neubauer (nella foto). Qual è la probabilità che una giovane ragazza inizi uno sciopero scolastico fuori del parlamento svedese, facendo in modo che gli studenti di tutto il mondo si uniscano alla sua causa e combattano i cambiamenti climatici? E quale la probabilità che un sedicenne abbia il suo coach personale? ”

Si scopre che Neubauer è l ‘”Ambasciatrice della gioventù” della fondazione “ONE”, un’organizzazione di lobbying internazionale finanziata da George Soros, Bill e Melinda Gates, Bono e altri.

In un tweet del 2018, la Neubauer ha scritto: “I vantaggi di essere un ONE Youth Ambassador: puoi incontrare fantastici attivisti ONE in tutto il mondo”.

Secondo il sito web “ONE”, “ONE è nato nelle conversazioni tra Bill Gates e Bono nei primi anni 2000 circa la necessità di informare meglio gli americani sull’estrema povertà nel mondo”.

Insieme a Melinda Gates, Bobby Shriver, George Soros, Ed Scott, Bob Geldof e Jamie Drummond, hanno creato un’organizzazione di difesa contro la povertà chiamata DATA che si è concentrata nel diffondere i propri messaggi tramite celebrità e altre persone influenti per sollecitare i leader mondiali ad agire su specifici problemi di sviluppo”

Come l’attivista anti-armi David Hogg, l’establishment globalista sta mettendo Thunberg sotto i riflettori del pubblico per promuovere la sua agenda, anche se questo significa approfittare di un adolescente con l’Asperger. 

Fonte: Neovitruvian’s Blog

 

Greta Thunberg: un’ignorante seguita da milioni di ignoranti come lei, mentre i furbi, servendosi di loro, finanziano la “distrazione di massa” con argomenti senza fondamento sul clima per nascondere i loro crimini

di Andrea Guenna – Nella viva speranza che Greta Thunberg la smetta di pronunciare discorsi deliranti, privi di contenuti scientifici e del tutto fuori luogo, in consessi che si possono criticare fin che si vuole ma che sono certamente degni di rispetto come l’Onu, e in attesa che i suoi genitori la smettano di sfruttarla in modo miserabile per vendere i loro libri illeggibili o canzoni inascoltabili, o per ricevere mezzi e danaro dagli sponsor, facciamo notare, come ricorda correttamente il Premio Nobel Carlo Rubbia (guardare il video), che il clima è sempre cambiato e, per questo, non è mai morto nessuno. Al tempo dei Romani la temperatura era molto più elevata rispetto ad oggi, altrimenti non si spiegherebbe come abbia fatto Annibale nel III secolo a.C. a valicare le Alpi con molti elefanti: evidentemente non c’era la neve perché la temperatura era più alta di circa 2 gradi e i mastodonti hanno potuto scendere in Italia. Inoltre si viene a sapere che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra è diminuita di 0,2 gradi centigradi.
Non basta perché, tenendo conto del fatto che l’anidride carbonica è indispensabile alla vita della Terra in quanto è, fra l’altro, cibo per le piante, ci assale il sospetto che Greta (poverina, ne stanno approfittando in molti; se ne accorgerà più avanti negli anni e non oso prevedere cosa possa accadere nella sua già debole mente) e tutti quegli idioti, ignoranti e presuntuosi che le vanno dietro, siano un pericoloso strumento di chi usa “mezzi di distrazioni di massa” per nascondere la verità, cioè le porcate che fanno i petrolieri, i fabbricanti di armi, i grandi speculatori edilizi, i gruppi di potere finanziario che si stanno divorando – loro sì – un’umanità resa negli anni artatamente ignorante e purtuttavia piena di sé, convinta di aver trovato, con Greta, la risposta ai problemi del Mondo.
A questo proposito lasciamo volentieri il testimone al professor Giusto Buroni che cerca da sempre di portare alla luce la verità, così come, molto più modestamente, cerchiamo di fare noi della redazione.

di Giusto Buroni – Un tempo non lontano (io c’ero e non ho neanche 80 anni) bastava dire “Piove. Governo ladro!” e tutto finiva lì, fino al successivo acquazzone. A Milano già usciva il Seveso (oggi si direbbe “esondava”) e allagava qualche scantinato, ma ci si era abituati e si provvedeva in pochi minuti. Oggi se piove si dice sempre che è un “evento estremo” e subito si accusano le “attività antropiche”, il che implica, o una vasta cultura, almeno linguistica o, in alternativa, una grande fede in un certo tipo di informazione. Peccato che la prima non l’abbia nessuno, per propria scelta di vita, e la seconda sia l’arma più disonesta inventata dopo che è scoppiata la pace (in Italia nel 1946). A proposito: il Seveso a Milano esonda ancora, ma solo nei fine-settimana, quando gli addetti alla manovra delle chiuse, disponibili da oltre 20 anni, godono del meritato riposo e non sono sostituiti, magari dai famosi “volontari”. Di automatizzare la manovra non si è mai sentito parlare e intanto il governo milanese chiede ogni anno al governo regionale e italiano il giusto compenso per “studiare”, e mai realizzare, nuove soluzioni. Questo è il tipo di cambiamento che, mutatis mutandis, si è verificato più o meno in tutti i vecchi paesi della vecchissima Europa. Ma vuoi mettere quanto è più austero ed efficace chiamare “globale” e “climatico” il cambiamento, e “Ecologici” e “Sostenibili” i provvedimenti-fantasma adottati per contrastarlo?

I cambiamenti climatici ci sono e ce li teniamo da sempre, ma non sono un problema
Allora possiamo negare i “cambiamenti climatici”? Se rispondessi Sì i miei 60 lettori mi mostrerebbero subito centinaia di filmati “virali” che mostrano i ghiacciai della Groenlandia che crollano, i ghiacci artici che si sciolgono, i ghiacciai alpini che scompaiono (alla vigilia del summit di New York sull’ambiente tutti si affrettavano a mostrare uno sconosciuto ghiacciaio svizzero che aveva perso la qualifica di ghiacciaio perché si era ridotto a misurare “quanto un campo di calcio”: un’unità misura molto gradita agli scienziati da strapazzo, che poi non la possono certo usare nei modelli matematici).
Allora i cambiamenti climatici ci sono, ma non ne sappiamo né la causa, né la tendenza; ci sono e ce li teniamo, perché dipendono da noi solo in minima parte, almeno fino a prova contraria, che finora non c’è, che lo dicano o no Greta, o il Papa, o Luca Mercalli.
E così non dobbiamo fare niente? Come avremmo dovuto fare da sempre, dobbiamo cercare le risorse energetiche, studiare come usarle al meglio (cercando la massima efficienza, cioè il minimo spreco) e contemporaneamente proteggerci dai capricci del clima, senza illuderci che il solo utilizzo prudente delle risorse energetiche possa permetterci di controllare il clima.

Regna la più grande confusione
In effetti da quando la sensibilizzazione a questi problemi è diventata “globale” c’è una grande confusione tra Risorse Energetiche e Clima, che solo artificiosamente e negli ultimi anni si sono voluti collegare fra loro per mezzo di un comunissimo gas: l’anidride carbonica, che ha simbolo CO2 (e non CO), non è velenosa, ma non permette la respirazione, come fosse un sacchetto di plastica, ma non ce n’è neanche il 5% nella miscela di gas che respiriamo (meno di tre quarti azoto N2, meno di un quarto ossigeno O2, il resto CO2, vapore acqueo H2O, metano CH4 e minime parti di altri gas più o meno salubri). L’ossigeno che brucia il carbonio (della cellulosa, per esempio, ma anche del carbon fossile o della torba) forma anidride carbonica. L’anidride carbonica contribuisce a quello che si chiama “effetto serra”, per il quale i raggi solari che raggiungono la superficie terrestre e ne sono riflessi faticano a uscirne. Per questo è utile la notte, che ci regala qualche ora senza raggi solari che col buio possono svignarsela prima dell’alba. In questo modo, scaldandosi di giorno, ma raffreddandosi di notte, la temperatura “media” della superficie della terra raggiunge un certo equilibrio che permette alle specie viventi animali e vegetali di sopravvivere nelle varie regioni della Terra e nel mare (Ambiente).

Temperatura e non solo
Allora se per avere energia si brucia più carbonio, l’effetto serra aumenta e la temperatura media della Terra si alza, rendendo la vita più agevole ad alcuni e meno agevole ad altri esseri viventi. Ma anche il clima, che dipende molto dalla temperatura delle masse d’aria in circolazione può diventare più o meno turbolento a seconda del riscaldamento o del raffreddamento che si verifica in ambienti differenti. Ecco quindi come si spiega in breve che i problemi di Clima e Ambiente abbiano come elemento critico comune l’anidride carbonica. Ma questa comunanza non significa che Clima e Ambiente abbiano problemi identici. Soprattutto, Vita e Ambiente non sono solo Temperatura, ma un sacco di altre cose, come pulizia dell’aria, malattie, eccetera, mentre il Clima dipende prevalentemente dalla temperatura nelle diverse zone della Terra. L’errore fondamentale della pseudoscienza attuale è quello di essere partiti dal riconoscere i problemi ambientali, ma di essersi poi concentrati su quelli climatici, illudendosi di risolvere tutto controllando il solo livello di anidride carbonica nell’atmosfera (e questo è ciò che intendono dire i nostri scienziati firmatari della Petizione, che credo che non sia piaciuta a nessuno dei destinatari, nonché a Mercalli).
Può essere interessante ricostruire le (numerose) fasi con cui si è passati dal semplice “piove; governo ladro!” all’allarme per le catastrofi che un “cambiamento climatico globale” potrebbe comportare fra dieci, trenta o cinquant’anni; anche qui si consiglia di dire “per i nostri figli e nipoti”, senza sbilanciarsi troppo su una data, specialmente dopo che in più di mezzo secolo non si è azzeccata una sola previsione, né si è spiegato con sicurezza un solo fenomeno atmosferico o geologico “anomalo” (forse perché anomalo non lo è, ma è troppo tardi perché gli “scienziati” se lo rimangino).

La vera catastrofe è Greta Thunberg
Ci fu un tempo in cui non era così chiaro a tutti, scienziati in testa, che il nemico mortale da combattere fosse il Cambiamento-Climatico-Generato-dalle-Attività-Antropiche. C’era molta confusione, ma un senso di disagio per l’imminente fine del mondo aumentava sempre più con l’avvicinarsi della fatidica scadenza dell’Anno 2000. Da che mondo è mondo gli “studiosi”, spontaneamente o piuttosto (spesso) su commissione, hanno individuato un certo numero di Minacce alla Salute Umana e all’Ambiente in cui l’Umanità vive; spesso gli studiosi non ne accertano le cause, ma ne incolpano certe classi di “umani”; ancora più spesso, fortunatamente, sbagliano le funeste previsioni. Però da quando Greta Thunberg, classe 2003, non va a scuola al venerdì e pontifica coi “grandi” (dal 2018 a tutt’oggi 23/9/2019), la “Catastrofe Planetaria” è associata in tutto il Mondo (dai 150 ai 200 Stati, a seconda delle fonti e del numero variabile di dissidenti) ai soli Cambiamenti Climatici. Nel corso di mezzo secolo si è arrivati gradualmente all’allarme unico e generale attuale, proclamato dalla giovane profetessa svedese, passando per molti stadi, con livelli crescenti di gravità: “crisi petrolifera” (o dei carburanti fossili), “emergenza energetica”, “buco nell’ozono”, “inquinamento chimico o da traffico (privato)”, “riscaldamento (o raffreddamento) globale”, “estinzione di specie viventi animali e vegetali” (una su otto, secondo gli ultimi “calcoli” degli scienziati del 2019), “effetto serra maligno” (di quello “benigno” e indispensabile alla vita di ogni genere non si parla più). E la catastrofe, che ognuno di questi stadi comporta, culmina con la “giusta” estinzione dell’Umanità, che inizialmente si riteneva solo vittima inconsapevole di una Natura che si difende alla cieca da un nemico ignoto, mentre ora è Carnefice di se stessa; anzi Luca Mercalli individua i carnefici diretti negli “scienziati negazionisti” e aizza i “giovani che lottano per il futuro” a fargliela pagare, visto che si sono fatti conoscere con nome, cognome e qualifica.

Criminali attività antropiche senza movente
Da notare che si incominciò dalla “preoccupazione per la perdita” del petrolio fino ad arrivare alla sua attuale definitiva condanna, al pari del carbone; ce ne fosse anche mille volte la quantità conosciuta, sia maledetto chi ne usa, perché sconvolge il Clima; ricordo ancora quando quasi piangendo Mario Tozzi e Luca Mercalli mostravano in TV con un cerino in mano quanto velocemente si consumi il petrolio che “aveva impiegato migliaia di anni a formarsi”.
Prima di procedere a questa esecuzione capitale, all’Umanità giudicata colpevole era stato generosamente lasciato il beneficio del dubbio per mancanza di movente, perché anche a un osservatore distratto sarebbe invece apparsa come la più danneggiata dalle sue proprie azioni, essendo la meno “resiliente” fra gli attori in gioco. Fatto sta che l’ONU nel 1988 ha storicamente istituito l’Intergovernmental Panel for Climate Change (IPCC), facendo convergere in un unico delitto tutti gli stadi intermedi di bullismo verso l’Ambiente sopra elencati, pronunciando l’inappellabile verdetto di “criminali attività antropiche svolte ai danni di Ambiente e Clima”. Il verdetto implica, molto biblicamente, che l’Uomo, che si è creduto da sempre, ma soprattutto negli ultimi due secoli (inizio dell’”Era Industriale”), padrone della Terra e dell’Universo intero, deve ora rassegnarsi a subire la meritata punizione, ovvero l’estinzione della specie. La magnanimità dei Potenti, di cui Greta inconsapevolmente e stupidamente si fa portavoce nonostante le sue invocazioni e accuse siano proprio rivolte a loro (che astutamente la lasciano fare), concede all’Umanità una ventina d’anni per redimersi e rimediare; e la magnanimità si spinge ad estendere ogni tanto la scadenza per altri vent’anni, rincarando però la dose di patimenti da subire nell’attesa.

La catastrofe finale
Per esempio, si farà a tempo a vedere tutte le specie ittiche soffocare nella plastica, che pure è stata una manna dal cielo dagli anni ’60, ma rientra indubbiamente fra le invenzioni umane (e di chi se no?) ed è quindi da condannare al rogo in base alle nuove Religioni Ambientaliste. C’è da chiedersi quando arriverà il turno di computer, cellulare, carte di credito e… Aspirina, finora sfuggiti alla “caccia alle streghe”; ma lo decideranno i soliti Potenti quando vedranno che i proventi da tali prodotti non saranno più adeguati alla loro ingordigia.
Intanto la Natura non cessa di manifestarsi con le sue minacce indipendenti dalle attività umane. Risale al 19 maggio scorso la notizia dell’ennesimo terremoto in Giappone di livello 7-8 della scala Richter, ma questa volta, a differenza che nel 2011 (“catastrofe di Fukushima”, perché furono coinvolti i reattori nucleari di quella regione), non c’è “tsunami”, e quindi non c’è da preoccuparsi delle due centrali nucleari a fissione interessate (ma non le avevano spente? No, ma, guarda caso, sono ferme per manutenzione), il che permette al Mondo di dormire sonni tranquilli, o almeno, scagionando Madre Natura, di continuare a pensare ai cambiamenti climatici, ma solo se di “origine antropica”. Vale la pena ricordare qui la famosa eruzione vulcanica, del tutto “naturale”, del 1815, che fu la causa dell’”anno senza estate” del 1816. che ebbe effetti climatici imprevisti e davvero catastrofici, in forma di carestie e perfino di epidemie (colera), in tutto il mondo civilizzato, ben prima che una scolaretta di 15 anni pretendesse di salvare l’Ambiente marinando la scuola e stringendo la mano al Papa.

Quei “fenomeni” dell’IPCC
Nonostante questi eventi rari ma veramente catastrofici, a cui potrebbe aggiungersi entro questo mese (settembre 2019) la collisione con un piccolo ma micidiale asteroide di 30 m di lunghezza, la lotta contro le attività del normale consumatore si va sempre meglio delineando, sotto la guida dei 2000 “esperti” dell’ONU (IPCC) e dei loro fanatici discepoli sparpagliati in quasi 200 Paesi, che hanno firmato nel 2015 a Parigi (e dove se no?) farneticanti impegni (non mantenibili, ma di grande effetto mediatico) per limitare la crescita delle “temperature medie del Mondo a meno di 2° C sopra quelle dell’Era Preindustriale”. Quali siano in sostanza questi valori non ci è dato sapere; ci hanno informato tuttavia il 19 giugno che senza alcun dubbio l’aumento di temperatura supererà i 5° C a fine secolo e quindi la fine è inevitabile.

Quelli che hanno capito tutto
Il grande convegno sul Clima si sta svolgendo a New York in questi giorni, presieduto da António Guterres segretario generale dell’ONU, ma con la piccola Greta seduta accanto a lui, a “controllare” che tutti si comportino bene e confermino, come ha già fatto Mattarella mandando Conte e addirittura Di Maio al Congresso (chissà le risate dei 200 Stati), gli impegni presi a Parigi. Fortunatamente in un impulso di onestà intellettuale non si sono presentati i responsabili di USA, Giappone e Australia (e anche Brasile, se non sbaglio), ma pare che Guterres e gli altri si consolino con la presenza di Cina e India, che a Parigi non avevano preso impegni, ma potrebbero essersi ravveduti (così avevano annunciato nei mesi scorsi).
La speranza dell’ONU è che si riesca a chiudere il vetusto Protocollo di Kyoto sostituendolo con la conferma degli impegni presi provvisoriamente a Parigi. Greta e i suoi bambini prodigio, che dicono di avere capito tutto, avvertono che abbiamo solo 10 anni di tempo per scongiurare la fine mettendo in pratica gli impegni di Parigi; i quali impegni non contemplavano il “che cosa fare”, ma solo gli obiettivi di ciò che ciascuno avrebbe fatto (e non ha ancora cominciato a fare, nonostante Italia e Germania, per esempio, pretendano di avere “quasi finito”: l’Italia poi dice che finirà nel 2030 invece che nel 2050).

Non si sa niente ma si conosce un obiettivo che non c’è
Gli obiettivi di Parigi erano misurati in “percentuale di emissione di gas serra (o meglio di CO2) da ridurre, senza che ancora si sappia:

  1. quale frazione di CO2 totale sia di origine antropica

  2. quale influsso sull’aumento di temperatura globale abbiano gli altri principali gas serra, come vapore acqueo (H2O) e metano (CH4)

  3. quale sia l’algoritmo da usare per il calcolo della temperatura media globale (ammesso che siano disponibili valori massimi e minimi di tutti i luoghi significativi, compresi oceani e grandi catene montuose, per questa valutazione)

  4. la previsione di fenomeni termici endogeni (eruzioni da vulcani attivi, emissioni di gas in seguito a fratture da eventi sismici di superficie e sottomarini)

  5. l’influsso di attività solari prevedibili e soprattutto imprevedibili

  6. non ultimi: i prossimi effetti dei poco noti ma importantissimi El Nino e La Nina

  7. una gran quantità di altri fenomeni (naturali) mai studiati a fondo.

E le guerre dove le mettiamo?
Personalmente poi aggiungerei come sempre fra le “cause antropiche”, mai prese in considerazione, gli eventi bellici, che riscaldano l’atmosfera e le acque, durante l’evento in sé ma soprattutto con la fabbricazione di armamenti e di sistemi difensivi e offensivi, anche spaziali, ricordando che tali attività sono intensissime nei Paesi Industrializzati anche in tempo di pace.
E infine a chi protesta contro gli allevamenti intensivi di animali da macello (che “bevono troppa acqua”) ricorderei di calcolare l’impatto che hanno sull’ambiente e sul clima gli animali inutili che “fanno compagnia” a sette miliardi di persone.

Fonte: Alessandria Oggi

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COSA AVREBBE DOVUTO DIRE #GRETA

“Per ridurre l’inquinamento…”

“Limitiamo la circolazione di merci e servizi, produciamo localmente ciò che oggi importiamo. Chiediamo agli stati massicci investimenti sulla piccola e media impresa facendo si che possano nascere nuove attività utili a tale scopo e potenziare quelle già in essere, tassiamo le multinazionali avverse a tale scopo.”

“Limitiamo la circolazione delle persone, consentendo loro di lavorare a due passi da casa, vicino ai propri cari. Chiediamo agli stati massicci investimenti sul trasporto pubblico ecosostenibile così da consentire al cittadino di muoversi all’interno della sua città a costo e impatto ambientale zero.”

“Limitiamo la libera circolazione dei capitali, evitando così di sottoporre a ricatto quanto chiesto in precedenza. Chiediamo agli stati di reprimere la finanza che da troppo tempo specula sulla vita dei popoli che lavorano e producono ricchezza reale, considerandola un ristretto circolo di giocatori d’azzardo.”

…una Greta così, non sarebbe mai potuta esistere.

AGGIORNAMENTO

 

UNA PEDINA MANOVRATA CHE NECESSITA CURE

Greta che scende in piazza. Greta che parla all’Onu. Greta che raduna le folle. Ormai l’attivista svedese è diventata un simbolo della protesta contro i cambiamenti climatici, ma c’è chi sta iniziando a nutrire qualche preoccupazione per le sorti della ragazzina che potrebbe andare incontro a devastanti conseguenze psicologiche.

A esprimere preoccupazione per la salute mentale di Greta è Michael Carr-Gregg, uno psicologo australiano, convinto che la ragazzina sia solo “una pedina manovrata che necessita di cure”, paragonandola a una stellina della tv per bambini che potrebbe “bruciarsi” dopo essere stata messa sotto i riflettori: «Temo che diventi come una star della TV per i bambini che si esauriscono finendo per dover fare i conti con un esito psicologico disastroso.

Non sono un negazionista del cambiamento climatico. In realtà penso che dobbiamo fare di più per salvare il pianeta, ma sono preoccupato dal fatto che usiamo un bambino che probabilmente dovrebbe essere curato: ha detto di aver avuto l’anoressia, ha detto di avere l’Asperger e ha detto di aver combattuto la depressione. Come genitore, se fosse mia figlia, non sono sicuro che la metterei sul palcoscenico mondiale».

Il dottor Carr-Gregg ha affermato di essere preoccupato per il futuro di Greta, per la sua attuale salute psicologica e per l’impatto che avrà sugli altri giovani. «Invia un messaggio ad altri adolescenti dicendo che possono parlare agli adulti in questo modo molto sprezzante. Sembra essere coinvolta in uno scenario del giorno del giudizio in cui sta ingigantendo enormemente le minacce poste dai cambiamenti climatici.

Provoca tutta questa ansia esistenziale nei nostri bambini. Penso che i bimbi dovrebbero andare a scuola, ma invece si stanno radunando perché sono stati convinti che la fine del mondo sia vicina. Ora si è messa al centro del mondo, c’è una Greta-fobia o una Greta-mania e non credo che una ragazza di 16 anni dovrebbe essere al centro di questa questione».

Il dottor Carr-Gregg ha affermato di non pensare che i bambini debbano essere usati come “oggetti sulla scena politica”. «La mia critica non è tanto su di lei, ma sui suoi genitori e sugli attivisti dei cambiamenti climatici che la usano spudoratamente e penso che la sinistra si stia comportando  in modo ipocrita». Carr-Gregg ha affermato che il resto del mondo deve fare pressione sulla Cina e sull’India, i maggiori inquinatori: «Penso che si stia preparando per una grande delusione.

È il resto del mondo che deve fare pressione su quei paesi, non una sola ragazza di 16 anni». Infine lo psicologo pone anche un’altra questione: l’impossibilità di criticare Greta perché si tratta di una ragazzina di 16 anni: «A nessuno è permesso discutere delle sue opinioni. Dobbiamo solo stare zitti e accettarle».

27.09.2019 Aspettiamoci pure che faccia una brutta fine questa ragazzina che ha già combattuto la depressione, è instabile dal punto di vista della personalità e soffre di Asperger ecc…

E dire che ci sono pure degli imbecilli che hanno avuto il coraggio di dire che chi critica Greta è semplicemente invidioso del suo successo. Gente di una certa età per di più!!  

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