Vaccini e dintorni

COVID19: Perchè il governo italiano non ascolta i veri esperti?

 

Altra importante e illuminante intervista a Stefano Montanari che dice la sua sul coronavirus. PRONTAMENTE RIMOSSA DA YOUTUBE

 

Intervista a Loretta Bolgan

ULTIMO REPORT SUI MORTI IN ITALIA CON COVID-19
Marcello Pamio II

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REPORTO COVID-19 ISS

Anche l’ultimo Report sui pazienti deceduti positivi a Covid-19 in Italia (dati aggiornati al 17 marzo 2020 su 2003 pazienti), conferma la tendenza precedente: le persone che muoiono hanno una certa età e presentano diverse patologie pregresse!

ETA’ MEDIA DEI DECEDUTI E’ 79,5 ANNI, CON UNA MEDIA DI 80,5.

Le donne rappresentano il 30% del totale con 601 casi, e mediamente hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 83,7 – uomini 79,5).

NUMERO DECESSI PER ETA’
30-39 anni → 5 morti
40-49 anni → 12 morti
50-59 anni → 56 morti
60-69 anni → 173 morti
70-79 anni → 707 morti
80-89 anni → 852 morti
> 90 anni → 198 morti

La fascia di età che presenta il maggior numero di morti è quella tra 80 e 89 anni, seguita a ruota da quella tra 70 e 79 anni. Normalmente persone straimbottite di farmaci e vaccini anti-influenzali.

NUMERO PATOLOGIE PRE-ESISTENTI
Le patologie pregresse sono state studiate su un campione di 355 persone. Analizzare la cartelli cliniche impiega molto tempo.
Il numero medio di patologie osservate è di 2,7, quindi le persone morte avevano mediamente quasi 3 patologie!

Nr. 3 persone non avevano patologie (0,8%)
Nr. 89 persone presentavano 1 patologia (25,1%)
Nr. 91 persone presentavano 2 patologie (25,6%)
Nr. 172 persone presentavano 3 o più patologie (48,5%).

SOLO 3 PAZIENTI NON AVEVANO PATOLOGIE (note) PREGRESSE!

DECESSI DI ETA’ INFERIORE AI 50 ANNI
Nel rapporto dell’ISS compaiono 17 pazienti deceduti di età inferiore ai 50 anni, e di questi 5 addirittura sotto i 40 anni. Sembra che l’età media si sta abbassando.
Ma leggendo i dati viene fuori che i 5 con meno di 40 anni erano tutte persone di sesso maschile CON GRAVI PATOLOGIE PRE-ESISTENTI (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità)…

Alla 10ma settimana di quest’anno i casi dell’influenza continuano a diminuire, arrivando ad un totale di 6.953.000.

INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana

Di seguito il REPORT della settimana 10, di quest’anno, della mortalità giornaliera. I dati non sono allarmanti, visto che la maggioranza dei decessi sono in linea con l’atteso, come evidenziato nel report del SISTEMA DI SORVEGLIANZA DELLA MORTALITA’ GIORNALIERA POPOLAZIONE ULTRASESSANTACINQUENNE.

INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana 01INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana 02INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana 03INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana 04INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana 05INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana 06

Ingrandiamo l’ultimo grafico dove possiamo evidenziare che il trend mortalità 65+ è inferiore alla linea base… 

INFLUENZA 2019-2020 - Dati 10 settimana 06b

SIMG 2020

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AGGIORNAMENTO 21.03.2020

coronavirus - ricciardi

Coronavirus, Walter Ricciardi: “Perché così tanti morti in Italia? Solo per una minoranza il virus è la vera causa”

Ma non solo perché il nostro Paese vanta (si fa per dire) un tasso di letalità elevato. “Per questo ci sono due spiegazioni. La prima – prosegue – è l’età della nostra popolazione: l’età media dei pazienti ricoverati a Wuhan era di 46 anni, la nostra è superiore ai 63 anni, e quando hai in ospedale pazienti più anziani hai conseguenze più pericolose dal punto di vista della prognosi”. La seconda spiegazione, invece, non è da mettere a confronto con la Cina, bensì con gli altri Paesi europei. Si tratta della “codifica delle morti”, che si effettua su base regionale ed è molto generosa nell’attribuire al virus la causa diretta di mortalità. “Come dimostrano le procedure di verifica dell’Istituto Superiore di Sanità – conclude l’esperto – solo per una minoranza di casi il virus è stata la causa diretta della morte, anche se ha certamente infettato e ha scatenato un peggioramento di condizioni”. Malattie pregresse e età non hanno agevolato la guarigione dunque.