VENEZUELA: si è DITTATURA! …orwellianamente parlando!

 

Re-Blog un’esperienza diretta della “DITTATURA” VENEZUELANA

Racconto molto lungo, ma molto chiaro!

VENEZUELA: si è DITTATURA! …orwellianamente parlando!

Per anni abbiamo seguito le vicende dei governi socialisti sudamericani, provando grandissima ammirazione verso quei governi e quei popoli che hanno avuto il coraggio di liberarsi dallo strangolamento capitalista americano e mettere al primo posto l’essere umano e non il capitale come è usanza nei paesi capitalisti-guerrafondai filo-americani. Ecuador, Bolivia, Argentina, Venezuela che FORZA!!

Sempre più schifati dell’Italia e dell’Europa, abbiamo iniziato a progettare un’evacuazione dal vecchio continente per andare a trascorrere un periodo proprio in uno dei suddetti PAESI per tastare con mano e vedere con i propri occhi ciò che i media di regime NON raccontano e mostrano!

Dopo tante ricerche e valutazioni, abbiamo optato per il Venezuela, nonostante dalle nostre parti se ne parli in maniera drammatica e allarmistica, e addirittura viene definita DITTATURA SPIETATISSIMA!

Senza tanti giri di parole, andiamo ad analizzare la vita nella DITTATURA Venezuelana. Il tutto raccontato in maniera amatoriale, a tratti anche banale, ma con l’intento di far rendere al meglio la realtà venezuelana.

  • Per entrare in Venezuela non occorre richiedere con mesi e mesi di anticipo alcun VISTO. Basta semplicemente possedere un regolare passaporto con almeno 6 mesi di validità!

  • Una volta arrivati all’aeroporto, coda velocissima all’immigrazione, ZERO DOMANDE, ZERO STRESS e ZERO ANSIA e un caloroso “BIENVENIDOS in VENEZUELA” da parte del poliziotto e timbro di ingresso con tanto di sorriso. Quindi via per la destinazione prescelta!

  • Qui lavorano tutti. Nei negozi e locali di ristoro abbiamo notato tantissimi dipendenti. Se da noi in un piccolo locale di ristoro, in un centro commerciale, ci sono uno/due persone, qui ce ne sono otto. Nei negozi più grandi si vedono decine di commessi! E spesso nelle vetrine dei negozi si trova il cartello “Se solecita personal”.

  • Chi ha necessità di guadagnare lo può fare come meglio crede. Ad esempio si può improvvisare un banchetto, e armati di pentolone ed olio, si possono friggere e vendere empanadas (specialità locale, simili ai nostri calzoni). Oppure si possono vendere acqua e bibite varie, papelon (bibita locale), con o senza limon, preparato a casa, dolcetti a base di cocco, di cioccolato sempre preparati in casa. Si può fare il tassista, basta applicare sul parabrezza la scritta TAXI. Diversi italiani per arrotondare lo fanno. Si possono vendere degli oggetti auto-prodotti. Si possono affittare ombrelloni e sdraio e vendere gelati in spiaggia. In poche parole si può fare di tutto di più, con la SICUREZZA CHE LO STATO NON TI PERSEGUITA!

  • Sui beni di prima necessità, come farina, burro, pasta, detersivo, uova, latte, pannolini, carta igienica ecc… il governo impone il prezzo per poter dare la possibilità, anche alle fasce più deboli, di accedervi. Il prezzo calmierato è per tutti, ricchi, poveri e addirittura stranieri!

  • I trasporti pubblici urbani, seppur vecchissimi, costano pochissimo, 25 bsf, ossia 0,02 €, da pagarsi alla discesa. Se non si hanno i soldi l’autista non dice nulla. Non ci sono i maledetti criminali controllori. Teniamo a precisare l’estrema correttezza dei passeggeri che praticamente pagano tutti la corsa. Alla peggio danno quello che hanno. Gli autobus di nuova generazione, attrezzati di aria condizionata, che collegano, invece, le varie città, costano ancora meno, 15 bsf, ossia 0,01 €. E si paga alla salita. Cosa fantastica è che le fermate sono a preferenza. Nel senso che si scende dove si vuole, e si sale con un semplice cenno della mano! Prima di salire sulla “camioneta”, bisogna attendere chi deve scendere. E lo si fa con estrema pazienza ed educazione. Quando si sale si saluta! Donne con bambini e incinte e anziani hanno sempre la precedenza sui posti a sedere! Vedere la rapidità con la quale ci si alza per lasciare il posto alle persone “disagiate”, vedere bambini sedersi accanto o addirittura sopra a persone sconosciute, è davvero stucchevole ed emozionante! Ribadiamo la SBALORDITIVA educazione ed umanità in generale!

  • Non esistono le multe!

  • Non esistono i punti sulla patente!

  • Non esiste il bollo sull’auto e sulle moto!

  • Non esiste il bollo sull’aria condizionata!

  • Non esistono telelaser e autovelox!

  • Non esistono le strisce blu e i parcheggi a pagamento!

  • Non esiste alcuna tassa sui rifiuti! (per sentito dire)

  • Non esiste alcuna tassa sulla casa! (per sentito dire)

  • Non esistono le accise sui carburanti!

  • Non esiste alcuna tassa sulla televisione!

  • L’RCA con assistenza stradale e qualche altra garanzia, costa 5.000 bsf (5,00 € circa)!

  • Il prezzo del carburante è il più basso al mondo! Fino a qualche settimana fa si faceva il pieno con 5 bolivares (0,005 €), oggi, con le nuove misure adottate contro la crisi, ce ne vogliono 50 (0,05 €). Da noi per fare un pieno ci vogliono 85,00 €. Ossia 1/13 di uno stipendio di un operaio/commesso (rif. 1.100 €). Qui in Venezuela il rapporto è 1/400 del reddito minimo (11.500 + voucher statali= 20.000 bsf)!

  • La bolletta dell’energia elettrica costa la bellezza di 270 bsf al mese (0,27 €). In Italia costa non meno di 30,00 € al mese!

  • Andando a pescare si ha la certezza di ritornare con i secchi pieni di pesce. Nei nostri mari, quando si va a pesca, sono più le volte che si torna con il secchio vuoto che quelle con il secchio pieno. Difatti c’è grande richiesta di pesca-turismo. Il mare è molto ricco di pesce grazie alle restrizioni adottate dal Gobierno Bolivariano de Venezuela sulla pesca a strascico che devasta i fondali ed ha fatto morire il nostro mare. Dall’aereo stesso, e anche stando sulla spiaggia, si vedono banchi di pesci saltare. Da noi il mare è praticamente MORTO! Il pesce appena pescato lo vendono a 400 bsf, ossia 0,40 €/kg. Da noi quello fresco, di congelatore, lo vendono a 35,00 €/kg.

  • Al cinema prima dei films vengono trasmessi cortometraggi e messaggi socialmente utili, come ad esempio per il risparmio energetico. Pubblicità ZERO!

  • Tanti prodotti alimentari nazionali, non contengono schifezze come conservanti, coloranti, addensanti, OGM e altre merdate!

  • Modificare la data di un biglietto aereo già prenotato con una compagnia nazionale non costa assolutamente nulla, e lo si può fare anche nell’agenzia della compagnia!

  • Visitare castelli e parchi nazionali è completamente GRATUITO!

  • Baracche praticamente non esistono!

  • Persone che elemosinano per strada non se ne vedono!

  • Persone che frugano tra i rifiuti manco a parlarne!

  • Abbiamo visto tanti centri medici pubblici anche nei quartieri “meno belli”!

  • Manifestare si può! Diverse volte abbiamo visto persone bloccare le strade in segno di protesta per la mancanza di acqua nella zona. Sono passate diverse pattuglie di polizia e nessuno era in assetto da guerra. Hanno fatto continuare tranquillamente la giusta protesta! Ciò che ci ha fatto riflettere è stata la presenza di una giornalista filo-capitalista armata di fotocamera che faceva mettere in posa i manifestanti. Sicuramente ne avrà fatto un uso denigratorio verso il governo accusandolo di lasciare senza acqua la gente. Ci scommettiamo i cosiddetti!

  • I media sono praticamente in mano all’opposizione capitalista e non fanno altro che denigrare l’operato del governo. In passato Chavez, per questo motivo, NON HA RINNOVATO la licenza a qualche emittente!

  • Farsi rinnovare il permesso di permanenza oltre i 3 mesi, e fino ai 6 mesi, risulta essere estremamente semplice. Dieci giorni prima della scadenza dei primi 3 mesi, si va al centro immigrazione, SAIME, con due fotocopie del passaporto e pagando solamente 2.655 bsf (ossia circa 2,60 €) il gioco è fatto. Il tutto in maniera AUTONOMA. Addirittura c’è anche la possibilità di restare nel paese più a lungo, con qualche accorgimento, e ottenere il documento d’identità nazionale, la cedula, che dopo tre anni dà diritto alla residenza!

  • La gente è sorridente e fin troppo rilassata!

Adesso snoccioliamo, dal punto di vista TECNICO, altre atrocità che la RIVOLUZIONE BOLIVARIANA ha commesso in questi 17/18 anni.

  • Ha adottato misure a favore dei piccoli agricoltori e dei pescatori. Per i primi ha espropriato enormi appezzamenti di terreni, lasciati incolti, in mano ai latifondisti, e dati in mano ai “campesinos”. Con la Gran Mision Agrovenezuela sono stati riscattati oltre 1,5 milioni di ettari di terra. Nel 1998 il 70% del terreno coltivabile e di buona qualità era nelle mani del 20% dei proprietari terrieri. La nuova legge agraria del 2001 sancisce che i latifondi possono essere espropriati se rimangono incolti per l’80%. Dal 1988 al 1998 la produzione agricola è aumentata appena dell’8%. Dal 1998 al 2010 la via socialista all’agricoltura ha determinato, invece, un incremento del 44%! Mentre per i secondi ha vietato semplicemente la pesca a strascico, che distrugge i fondali marini, fino a 6 miglia dalla costa!

  • Sotto l’influenza americana il 53% dei profitti andava alle multinazionali e il 47% allo Stato. Oggi il 94% va allo STATO e solo il 6% alle imprese!

  • Ha quasi debellato l’analfabetismo. Prima del 1998, circa 5 mila cittadini erano alfabetizzati ogni anno. Con la Rivoluzione Bolivariana la media annuale è salita a 137 mila!

  • Alla fine del 1998, quindi dopo i 40 anni di capitalismo, il 50,4% della popolazione viveva in condizioni di povertà e il 20,3 % viveva in miseria. Nel 2012 si è arrivati al 25,4 % in condizioni di povertà e al 7,1% in condizioni di estrema povertà. A seguito della morte di Hugo Chavez e quindi dei feroci attacchi del capitalismo, i valori, purtroppo, hanno iniziato a risalire di qualche punto percentuale!

  • Con al timone Hugo Chavez, il tasso di inflazione era sceso dal 100% al 20%. Oggi con gli attacchi dell’oligarchia è tornata a salire!

  • Secondo l’OMS la malnutrizione è diminuita del 57%!

  • Nel 1998 solo l’80% della popolazione aveva accesso all’acqua potabile. Oggi il 95%!

  • Tra il 1998 e il 2013 l’investimento nella sanità è aumentato di 59 volte! In 40 anni i governi di destra hanno costruito 5 mila centri sanitari. La Rivoluzione Bolivariana ha costruito quasi 10 mila sedi di assistenza medica! Anche il più piccolo quartiere disastrato ha almeno un presidio medico-sanitario. Tutto completamente gratuito. E a differenza della casta medica, nei barrios non si percepiscono stipendi faraonici, difatti cercano in tutti i modi di sabotare questi progetti! Grazie alla Mision Milagro, hanno ricevuto cure oculistiche 1,88 milioni di persone!

  • Dall’asilo all’Università, l’istruzione è stata resa completamente gratuita!

  • Sotto i governi di destra, nel 1998, i docenti registrati erano 71 mila. Nel 2011, 371 mila!

  • Ha regalato più di 4 milioni di computer. 7 alunni su 10 hanno ricevuto il proprio computer!

  • Esiste il salario minimo per legge che viene aggiornato continuamente! Nel 2011 il salario ammontava a 1.548 bolivar. Nel 2012 è passato a 2.047,52 bolivar. Grazie alle misure di emergenza prese dal governo proprio in questi giorni è passato da 9.649 a 11.578 bolivares che sommati ai voucher che lo Stato fornisce alle categorie più deboli, si raggiungono i 20.000 bolivares!

  • Dal 2011 ha consegnato oltre 1 milione di abitazioni alle fasce più deboli!E ne vengono costruite delle altre.

  • La mortalità infantile si è ridotta dal 25 per 1000 (1990) al 13 per 1000 (2010)!

  • Investe nel sociale il 62%, i governi di destra investivano il 37%!

  • Tutti gli articoli della Legge Organica di Prevenzione, Condizioni e Ambiente di Lavoro (LOPCYMAT), della Legge Organica del Lavoro (LOT) e qualunque legge governativa pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, vengono distribuiti gratuitamente in ogni angolo del paese. La partecipazione popolare alla vita politica è il fondamento della Rivoluzione Bolivariana!

  • L’articolo 303 della nuova Costituzione Bolivariana sancisce che per ragioni di SOVRANITÀ ECONOMICA, POLITICA E STRATEGIA NAZIONALE lo stato debba conservare la totalità delle azioni di PDVSA, la Petroleos de Venezuela SA. L’azienda statale produttrice di petrolio. Durante il mandato 1999-2004, se non ci fosse stata la vittoria del Socialismo Chavista, sarebbe stata privatizzata, in quanto la legge per la privatizzazione delle imprese statali obbligava lo stato a onorare il debito estero con i proventi delle privatizzazioni. Nella IV^ Repubblica, il petrolio dell’impresa PDVSA veniva svenduto ad imprese straniere a meno di 10 dollari e l’impresa ha sottratto denaro pubblico, finito nelle tasche dei tecnocrati e delle cricche di potere legate al grande capitale internazionale!

  • Sotto il dominio colonialista le imprese non hanno versato i contributi dei lavoratori e tante persone si son ritrovati senza risorse. Ma grazie alla Rivoluzione Bolivariana anche a chi non ha potuto dimostrare gli anni di lavoro, viene riconosciuta la pensione sociale equivalente al salario minimo.

  • L’età pensionabile è stata abbassata per le donne a 55 anni mentre per gli uomini a 60 anni!

  • Nelle settimane scorse, tra le misure prese dal governo contro la devastante crisi, c’è anche l’aumento del prezzo della benzina a 91 ottani, che rappresenta il 70% del parco veicoli in circolazione, a 1 bsf, e a 6 bsf quella a 95 ottani. Questo per mantenere gli investimenti nelle varie “misiones” del sociale, della salute, dell’educazione e della cultura, continuare a costruire case popolari e modernizzare le infrastrutture. E per non influenzare negativamente i trasporti pubblici, il prezzo del gasolio è rimasto invariato!

  • Nel 2012 il governo socialista ha finito di riportare in patria tutto l’oro!

  • Si effettuano elezioni democratiche sistematicamente. Le ultime, quelle del 6 dicembre 2015, sono state vinte dall’opposizione capitalista filo-imperialista!

  • Ha vietato le coltivazioni OGM;

  • Il Venezuela fa parte dell’ALBA (Alianza Bolivariana para America Latina y el Caribe), che grazie alla proposta di Hugo Chavez, impegna i paesi con più abitanti ad acquistare tutta, o quasi tutta, la produzione di un altro paese più piccolo per svincolarlo dai ricatti e dalla speculazione del commercio internazionale. E con la creazione di un fondo comune evita i paesi ad indebitarsi altrove.

  • Fa parte anche della CELAC, (Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribenos), che comprende tutti i paesi delle America a parte USA e Canada. Conta 550.018.000 abitanti, un’estensione di 20.446.902 kmq, il 60% d’acqua dolce e l’80% della biodiversità e le maggiori riserve di idrocarburi del pianeta, con un PIL nel 2011 pari a 6.451,341 miliardi di dollari. La terza potenza mondiale, il principale produttore di alimenti, il terzo produttore di energia elettrica e uno dei maggiori di energia fossile. Nel 2010 i paesi dell’America Latina avevano un pesante debito contratto con l’estero, di circa il 34% del PIL annuale.

Problemi

Chiaramente non sono tutte rose e fiori, perché anche il Venezuela ha i suoi problemi. Tanti problemi purtroppo! Eccone alcuni:

  1. Il principale chiaramente è il prezzo del greggio ai minimi storici, visto che il paese è fortemente dipendente dalle proprie ricche riserve d’oro nero;

  2. Ci sono difficoltà a reperire medicine, ricambi per gli autoveicoli e generi alimentari;

  3. La moneta nazionale, il bolivares, continua a subire attacchi speculativi che sta facendo affossare l’economia venezuelana. Continua a svalutarsi nei confronti di euro e dollaro. E approvvigionandosi all’estero comporta continuamente aumenti dei prezzi.

Considerazioni sui PROBLEMI

1. Prezzo del Greggio. Per quanto riguarda il prezzo del greggio, precisiamo che non viene deciso ed imposto dal governo Venezuelano, come tanti ignorantoni, di cui tanti italiani, continuano a blaterare, scaricando la responsabilità sul governo che è incapace di gestire le risorse. Giusto per farvi capire il livello di idiozia di questa marmaglia, c’è chi sostiene che grazie a Hugo Chavez il prezzo aveva raggiunto qualche anno fa i 150 $. Il prezzo del greggio viene deciso dall’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries). Difatti qualche settimana fa, è stato trovato l’accordo tra i produttori di abbassare la produzione per far risalire il prezzo, in quanto il livello è insostenibile per tutti! Non solo il Governo Bolivariano del Venezuela ha subito un durissimo colpo all’economia, ma anche l’Arabia Saudita, il maggior produttore di greggio, filo-americano, è entrata in crisi di liquidità, e negli Stati Uniti e Canada diverse imprese petrolifere, hanno dichiarato bancarotta.

Il crollo del prezzo del greggio è stato imposto dagli Stati Uniti agli inizi del 2015, che insieme ad altre sanzioni, miravano a distruggere l’economia Russa come risposta alla questione Ucraina/Crimea. Queste imposizioni hanno influenzato negativamente sull’economia russa, ma quella ad aver avuto la peggio è stata l’economia europea che ha subito gigantesche perdite e la chiusura di tante piccole-medie imprese che commerciavano con la Federazione Russa, che nel frattempo ha approfittato per sottoscrivere accordi commerciali con altre nazioni amiche. Quindi una decisione che avrà ripercussioni anche dopo l’eliminazione di queste sanzioni previste nel giro di qualche mese. Come al solito una politica molto lungimirante quella degli Stati Uniti.

Il Venezuela anche sotto il dominio coloniale capitalista è stato sempre dipendente dal petrolio e conseguentemente dall’approvvigionamento estero. Il governo Socialista Venezuelano in questi 17 anni di amministrazione ha investito nelle produzioni nazionali, ma la dipendenza resta comunque elevatissima.

Con la morte di Chavez feroce attacco degli oligarchi

A seguito della morte di Hugo Chavez, avvenuta nel marzo del 2013, gli attacchi dell’oligarchia e delle classi ricche, hanno scatenato una feroce guerra economica che ancora perdura: accaparramento dei prodotti, aumento indiscriminato dei prezzi, contrabbando e mercato nero hanno finito per far scarseggiare i prodotti di prima necessità e le medicine. Ciò è stato favorito da un governo che non ha saputo rispondere in maniera adeguata all’attacco devastante dell’opposizione, a causa anche dell’importantissima perdita subita. Un leader carismatico e dal pugno di ferro che ha fatto risollevare, in poco più di un decennio, il Venezuela, dopo ben 40 anni di egemonia capitalista, non è facile sostituirlo.

Doverosa parentesi. Durante la malattia Hugo Chavez dichiarò di sospettare che gli americani avessero qualche tecnologia capace di causare il cancro contro i presidenti sudamericani visti i tanti, troppi casi di cancro:

  • Cristina Kirchner, presidente dell’argentina, è stata operata per un tumore alla tiroide;

  • Luis Ignacio Lula e Dilma Roussef, presidenti brasiliani, hanno lottato contro il cancro;

  • Fernando Lugo, presidente del Paraguay, ha lottato contro il cancro;

  • Nestor Kirchner, presidente argentino, è morto di cancro.

Come dargli torto? Oggi i sospetti che Chavez sia stato ucciso si rafforzano ancor di più. Il cancro era insolitamente aggressivo e sospettoso. Uno dei suoi più stretti collaboratori che per anni ha portato il cibo, il caffè, l’acqua al presidente, Leamsy Salazar, è un collaboratore degli Stati Uniti.

2. Come detto, la carenza di Medicine, Ricambi per auto/moto e Generi alimentari è causata dall’oligarchia e dalle classi ricche per destabilizzare il governo. Chi ha in mano il commercio influisce sull’andamento del paese. Difatti grosse aziende in mano a privati filo-capitalisti, possono ritirare e nascondere i prodotti dal mercato esasperando, appunto, la situazione e causando anche inflazione, com’è avvenuto nello sciopero selvaggio, che poi è sfociato nel colpo di stato del 2002, dove queste aziende non consegnavano gli alimenti negli esercizi commerciali, ma li distribuivano ai propri dipendenti per fargli capire da che parte stare. Della serie “governo cattivo e padroni buoni”!

La carenza di medicine è certamente un problema per i casi di urgenza. Però la farmaco-dipendenza, come è usanza oramai dalle nostre parti, non è cosa positiva. Difatti una delle prime cause di decesso in occidente sono proprio i farmaci e gli interventi sanitari.

La carenza beni di prima necessità il cui prezzo è calmierato dal governo, come detto, per dare la possibilità alle fasce più deboli di accedervi, arrivano con il contagocce. Possono passare giorni/settimane prima di poterli riacquistare. Non occorre che ribadiamo di chi siano le responsabilità, basta fare un piccolo passo indietro.

Confermiamo che questi prodotti introvabili sui canali ufficiali, si riescono a trovare nel mercato nero a prezzi esorbitanti dove chiaramente il popolo non può accedervi. A noi stessi ci è stato proposto più volte che nel caso in cui ci servissero, di farglielo presente, che ce li avrebbero procurati. Chiaramente non abbiamo mai fatto uso di questo becero canale criminale. In rete ci sono italiani che si vantano, di avere ogni cosa, proprio perché fanno uso di questo canale non ufficiale dove la domanda cresce sempre più, agevolando il malcontento del popolo e contribuendo all’instabilità del governo. E poi quando scoppiano le sommosse sono i primi a tagliare la corda e scappare via…

Qualche esempio:

Nei mesi antecedenti le elezioni dello scorso dicembre, non si trovava la farina, ma, dopo la vittoria dell’opposizione, come per magia, hanno fatto la comparsa bancali di farina prodotta nel luglio scorso e che era stata, appunto, nascosta dai capitalisti.

Da qualche mese era sparito dagli scaffali il dentifricio. Prima vedavamo metri e metri di scaffalature piene zeppe di dentifricio, anche se la marca era tra le peggiori. Ieri eravamo in un’altra cittadina, e per curiosità abbiamo provato a chiedere se avevano dentifricio in un negozio. C’era un’altra persona e il proprietario ci fa segno di si e di attendere. Quando è andata via l’altra persona, ci chiede quanti ce ne servivano e stava per dirigersi verso il retro-negozio. Prima chiediamo il prezzo. 1.000 bsf, ci risponde! Ricordavamo a grandi linee che il prezzo si aggirava sui 50 bsf. D fronte al nostro stupore, fa finta di aprire un armadietto lì vicino e ci dice che li ha finiti.

Sicuramente non li aveva finiti il personaggio, visto il nostro stupore ha preferito non darcelo perché pensava che avrebbe avuto forse dei problemi. Ecco il “bachaquero”, colui che vende i prodotti regolati dal governo a prezzi esorbitanti, sbattendosene della vita della gente e mettendo in difficoltà il paese. Chi fa uso di queste merde è un complice della sofferenza del popolo venezuelano.

Manco farlo apposta, stamattina è arrivato sugli scaffali dei supermercati il dentifricio. Prezzo 23 bsf. Ossia ben 1/44 il prezzo dal bachaquero. Non male direi, non credi?

Ecco questi sono gli attacchi economici che i filo-capitalisti sferrano al GOBIERNO BOLIVARIANO DE VENEZUELA!!!

Oltretutto fa davvero riflettere vedere metri e metri di scaffalature piene zeppe di bibite artificiali e zuccherate, montagna di merendine e dolciumi delle peggiori qualità mondiali mentre i generi di prima necessità latitano. Si trova di tutto di più, ma i prodotti il cui prezzo è controllato, nada! Com’è possibile? Agli occhi di una persona moralmente integra, risaltano facilmente quali sporchi giochi si celano dietro queste contraddittorie situazioni! Non ci vuole sicuramente un master in commercio.

3. Crollo della valuta nazionale. Anche in questo caso c’è lo zampino dell’opposizione oligarca e dell’imperialismo americano. Oggi il cambio non ufficiale ha raggiunto 1.180 bolivares per ogni euro. In rete alcuni italiani dicono che l’euro è molto forte sul bolivares e che si possono fare affaroni. Vero che l’euro e il dollaro sono molto forti, ma dipendendo dall’estero, se la valuta nazionale si deprezza, i prezzi crescono. Difatti i prezzi non fanno altro che aumentare. Anche comprare un appartamento costa quasi quanto in alcune zone dell’Italia. Sicuramente non è il momento di investire nel paese, perché sotto attacco della speculazione internazionale e capitalista nazionale. Il governo dovrebbe arginare lo sprofondamento del cambio, perché sta facendo collassare l’economia venezuelana. Anche il fatto che la maggioranza delle transazioni con i turisti stranieri si paghino in dollari/euro non aiuta certo la situazione. Certi genialoidi italiani, che oltre che di calcio non possono parlare, hanno avuto il coraggio di sostenere che bisogna togliere il cambio fisso con il dollaro per far risollevare l’economia. Eppure, da quando il timone è passato al successore di Chavez, l’attuale presidente Nicola Maduro, la moneta nazionale ha subito diverse svalutazioni ufficiali, fino ad arrivare ad oggi dove il cambio non ufficiale è alle stelle e i prezzi non fanno altro che salire! Quindi anche se il cambio non è ufficiale il disastro è ben visibile, peché influenza l’economia reale. Non osiamo immaginare ciò che potrebbe succedere se il cambio ufficiale fosse liberalizzato perché la speculazione internazionale e le categorie agiate filo-capitaliste le stanno provando tutte pur di tornare al potere. Chiaramente il governo ha una gigantesca responsabilità su ciò!

L’opera di destabilizzazione degli USA

Le riserve di petrolio più ricche al mondo, la Banca Centrale PUBBLICA e tante risorse minerarie di proprietà del popolo VENEZOLANO, fanno gola al CAPITALISMO e al malvagio sistema IMPERIALISTA. Come la storia ci insegna, anche se alla maggioranza non ha insegnato proprio un cazzo, purtroppo comporta costantemente attacchi su più fronti. Il male della galassia, L’IMPERIALISMO AMERICANO, come da suo modus operandi, cerca in tutti i modi di danneggiare chi è fuori dalla sua influenza, anche a discapito della vita di milioni di persone. Aumentare il disagio della gente aumenta l’instabilità del governo. Grazie anche alle TV, in mano per lo più alla destra, non nazionalista, ma filo-imperialista, il governo è vittima costantemente di attacchi mediatici denigratori. Purtroppo con le TV, come vediamo tutti i giorni in occidente, si riesce a far passare per verità tutto ciò che si vuole. Questo è il male dei giorni nostri. Poi con l’asservimento dei giornalisti il quadro è chiuso.

Ricordiamo che gli USA, tramite le agenzie USAID, NED e varie ONG finanziano l’opposizione, non solo Venezuelana, ma anche quella Boliviana, Ecuadoregna e di altri 70 paesi, a suon di miliardi di dollari. Un sistema fondato sul capitalismo e sulla speculazione più profonda può mai pensare al benessere di popoli di altre nazioni? Cioè non gliene fotte una benemerita banana della propria gente e hanno a cuore il altri popoli? Basta ripercorrere la storia, anche solo dei giorni nostri per vedere cosa hanno causato in giro per il mondo il sistema occidentale. Guardiamo cos’ha causato in Ucraina, dove i soli USA hanno “investito” almeno 5 miliardi di dollari per il colpo di stato, in Siria, altra montagna di miliardi cash e di armamenti, in Libia, in Iraq, in Afghanistan.

Hanno causato, e continuano a causare, milioni di morti solo per interessi economici. E di questo sfidiamo chiunque a dire il contrario.

La giornalista investigativa argentina, Stella Calloni, ha scoperto: “in Venezuela oltre 350 organizzazioni, partiti politici e ONG ricevono finanziamenti dagli USA. Queste agenzie si ramificano in tutta l’America Latina creando filiazioni che intossicano e pilotano alcuni movimenti giovanili e disegnano i contorni di una nuova strategia eversiva decisa a Washington”. Inoltre, notizia di questi giorni, in America Latina i benefattori capitalisti-guerrafondai americani hanno investito oltre 2 miliardi di dollari per spodestare i non allineati.

Probabilmente ciò che è in corso anche in Italia con il Movimento 5 Stelle. Abbiamo ancora impresso nella nostra mente la visita all’ambasciata americana a Roma, da parte di alcuni rappresentanti del movimento appena insediatosi dopo le elezioni.

Tanto creare montagna di moneta senza alcuna copertura aurea non ci vuole poi così tanto. Saranno dolori quando questo modus operandi farà crollare il sistema capitalistico occidentale. E non dovremo attendere tanto tempo…

L’Opposizione filo-capitalista nella dittatura Bolivariana

Dalla salita al potere del Socialismo Chavista, si è votato e rivotato su tutto. Addirittura nel 2004, l’opposizione ha anche indetto un referendum per revocare il mandato al presidente Hugo Chavez, ma ne è sempre uscita sconfitta, a parte nell’ultima tornata elettorale dove ha vinto. In ogni angolo del paese vi sono sedi in cui discutere e partecipare alla gestione della cosa pubblica. Eppure i SERVI del potere la definiscono DITTATURA. Ecco cos’è successo in questi 17 anni:

Dicembre 1998: Chavez vince le elezioni presidenziali con il 56,2% dei voti.

Aprile 1999: Mediante tre referendum abolito il sistema bicamerale e passaggio all’assemblea unica e all’ampliamento dei poteri presidenziali, misure economiche antimonopolistiche e divieto di ospitare basi militari straniere nel territorio venezuelano.

Dicembre 1999: con una maggioranza del 70% la riforma costituzionale è approvata dai cittadini. Il presidente della Repubblica può legiferare per decreto previa decisione dell’Assemblea.

Luglio 2000: Chavez viene rieletto con il 59% dei voti.

Dicembre 2001: sciopero generale che paralizza il paese indetto da FEDECAMARAS.

Marzo 2002: i quadri di PDVSA manifestano contro la nuova direzione designata dal presidente.

Aprile 2002: colpo di Stato contro Chavez. Al suo posto s’insedia il capo degli industriali Pedro Carmona, uomo di fiducia degli Stati Uniti che hanno sostenuto il golpe, ma, purtroppo per loro, dopo 48 ore la situazione viene ripristinata grazie all’intervento del popolo e dell’esercito.

Dicembre 2002 – Febbraio 2003: serrata petrolifera che causano danni ingentissimi al paese con l’obiettivo di rovesciare il risultato elettorale. Continua il sostegno popolare al presidente Chavez.

2003: partono i progetti sociali del governo chiamati “misiones”.

Febbraio 2003: ennesimo attacco statunitense contro il Venezuela. L’opposizione finanziata dagli USA organizzano una campagna di raccolta firme per chiedere un referendum revocatorio contro il presidente Chavez, eletto democraticamente dal popolo venezuelano.

Agosto 2004: ennesimo buco nell’acqua degli americani con il referendum revocatorio. Il popolo venezuelano ha deciso: il presidente Hugo Chavez deve restare al timone della nazione.

Ottobre 2004: alle elezioni regionali, il blocco chavista conquista 20 su 23 posti di governatore di stato e circa l’80% dei municipi.

Aprile 2005: rottura degli accordi militari con gli USA.

Dicembre 2005: elezioni legislative. L’opposizione boicotta il voto, e il partito Chavista può dominare l’assemblea Nazionale.

Dicembre 2006: elezioni presidenziali, vince ancora Chavez con il 62,8 % dei voti.

Gennaio 2007: nazionalizzazione delle imprese del settore elettrico, delle telecomunicazioni e del petrolio.

Aprile 2007: ritiro del Venezuela dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.

Maggio 2007: revoca della concessione alla rete televisiva di opposizione, Radio Caracas Television (RCTV) coinvolta nel golpe del 2002.

Giugno 2007: nascita del Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV).

Dicembre 2007: referendum per eliminare costituzionalmente il limite alla rielezione del presidente, sulla riduzione della giornata lavorativa da otto a sei ore e sull’estensione del potere dei Consigli comunali. Il governo incassa la prima sconfitta!

Novembre 2008: Elezioni municipali e statali. Il PSUV conquista 17 su 22 governatorati e l’80% degli oltre 300 municipi.

Febbraio 2009: riproposto il referendum sull’abolizione del limite alla rielezione del presidente, questa volta, la modifica viene approvata con la maggioranza dei voti.

Settembre 2010: elezioni legislative, ancora vittoria del PSUV.

Ottobre 2012: elezioni presidenziali, vince ancora Hugo Chavez del PSUV, con il 54,42% dei voti.

Dicembre 2012: Elezioni statali e municipali, ancora trionfante il PSUV, partito del governo!

5 Marzo 2013: muore Hugo Chavez!

Aprile 2013: elezioni presidenziali, vince di misura, il successore di Chavez, Nicolas Maduro.

Dicembre 2015: elezioni legislative, il PSUV viene sconfitto. Maggioranza in parlamento all’opposizione filo-capitalista.

Il leader dell’opposizione, Henrique Capriles Radoski, ha annunciato in più occasioni la riconsegna chiavi in mano del paese allo strapotere delle multinazionali e ai grandi potentati economici a cui Capriles appartiene. La famiglia paterna è a capo di un impero mediatico, industriale e immobiliare; quella materna controlla il principale gruppo di produzione cinematografica del paese. Inoltre il programma del MUD prevede l’indipendenza della Banca Centrale del Venezuela, che oggi ha l’obbligo di contribuire allo sviluppo del Venezuela accettando le condizioni del governo. Questo vuol dire che verrebbe privatizzata come la maggioranza delle banche centrali nazionali del mondo nelle mani di un pugno di famiglie di banchieri assassini. Uno stato sovrano deve avere una propria banca con la quale battere moneta. Altrimenti non è sovrano!!

Dopo la vittoria alle elezioni del dicembre scorso, non fa altro che chiedere la revoca del mandato del presidente Nicolas Maduro, eletto democraticamente dal popolo nell’Aprile del 2013, il cui mandato scadrà nell’aprile del 2019. Continuano a dichiarare che faranno di tutto per cacciarlo. Non ho ben compreso se la dittatura è in corso o deve essere instaurata. Cosa ne pensi? Sbaglio?

La strana dittatura venezuelana!

Avete mai visto una dittatura nella quale si possa entrare senza alcun visto d’ingresso, e per di più che dia la possibilità di restarci anche per lunghi periodi senza alcuna difficoltà?

Inoltre questa dittatura crudele spinge il popolo a partecipare attivamente nella politica, ha espropriato terreni incolti in mano ai criminal-capitalisti per darli in mano ai piccoli agricoltori. Ha vietato la pesca industriale per favorire i piccoli pescatori e proteggere l’ambiente marino. Ha costruito oltre 1 milione di case popolari e consegnate ai venezuelani poveri. Combatte la povertà, che nel periodo coloniale, fino al 1998, colpiva ben il 70% della popolazione, l’analfabetismo e la malnutrizione! Ha una Banca Centrale PUBBLICA, riserve minerarie PUBBLICHE. Non ha svenduto il paese ai capitalisti come ha fatto ad esempio l’Italia. Ha cacciato i militari usa e i criminali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale dal paese. Ha vinto DEMOCRATICAMENTE quasi tutte le tornate elettorali: 18 su 20.

L’informazione del pensiero unico

Eppure i SERVI-PORNO-GIORNALETTISTI nostrani continuano a definirla una dittatura. Non ti suona strano dopo aver letto questo lunghissimo post e i risultati raggiunti dalla Rivoluzione Bolivariana? Sarebbe curioso conoscere, da parte di questi balordi, che hanno svenduto il buco del culo per un tozzo di pane raffermo, i motivi su cui si basa questa loro vergognosa definizione. Sappiamo realmente cosa voglia dire dittatura e democrazia? Da che pulpito trovano il coraggio di infangare nazioni, lontane dieci mila chilometri, che lottano quotidianamente contro lo strangolamento capitalista e che si sono rimpossessati del proprio paese? Hai forse mai letto, su qualche giornaletto di regime, qualche dato che abbiamo riportato in questo post? Noi, onestamente abbiamo solo letto ed ascoltato solo cose negative ma soprattutto false. E sono talmente in mala fede, che attendono un singolo evento negativo per farlo passare come ordinaria quotidianità.

Avendo un’informazione allineata ai voleri sion-americani neoliberisti, come possiamo pretendente, o solo pensare, di leggere e ascoltare analisi obiettive e reali da questi emeriti PORCI? Già da noi stessi manipolano e stravolgono la realtà instradando le nostri menti sul pensiero unico. Hai forse mai letto qualcosa che vada contro il neoliberismo che ha sempre portato violenza, sofferenza, distruzione, fame e morte? Non ti suona strano che vengono attaccati sempre i governi non allineati al potere imperialista? Giusto per fare qualche esempio di manipolazione e stravolgimento della realtà, questi SERVI hanno il coraggio di definire Bolivia, Ecuador e Venezuela, stati dittatoriali, dove non esiste la libertà di stampa. Peccato che in queste nazioni la maggioranza dei media sono in mano alle opposizioni appoggiate dai capitalisti, che non fanno altro che rigurgitare quotidianamente montagne di LETAME contro il governo eletto democraticamente dal popolo. Ma questo chiaramente non lo dicono.

Sembra una barzelletta, ma purtroppo è la realtà. Cioè una stampa allineata completamente ai voleri governativi e del regime capitalista, ha il coraggio di lanciare accuse a quei governi dove la stampa è praticamente in mano all’opposizione. Incredibile!

Perché questi personaggi piuttosto che continuare a piegarsi a 90° iniziano a fare il loro vero lavoro, smettendo di fare propaganda per il regime, raccontando realmente come stanno le cose? Difficile attaccare chi ti finanzia. Oramai il capitale è al di sopra dell’essere umano che non conta proprio un’emerita banana. Il denaro compra tutto e tutti. Per questo il nostro sistema non ha alcuna credibilità.

La democrazia imperialista

Negli stati uniti, patria della democrazia e delle libertà, non ci risulta si possa entrare senza visto e abbia lo stesso iter Venezolano! E neppure in israele. O sbaglio? Addirittura anche in presenza di regolare visto, da richiedere con largo anticipo, per entrare nei suddetti “paesi”, si rischia, per un banale cavillo, una battuta, un errore e/o una risposta sbagliata, il rimpatrio forzato! Si perché quando si arriva all’ufficio immigrazione di usa e israele, bisogna superare praticamente un processo in aeroporto, perché ti sommergono di domande su domande su domande e non avrete sicuramente a che fare con persone psicologicamente sane, tranquille e sorridenti. Basta guardare il modus operandi delle forze di polizia e militari di queste pseudo-democrazie.

Nonostante facciamo parte di un sistema capitalista/mondialista/guerrafondaio le innumerevoli crisi che ci hanno colpito, sono tutte partite a causa del modello iper-speculativo. Della disperazione che ha avvolto i paesi filo-capitalisti, come l’italia, la Grecia, il Portogallo non si trova alcuna traccia sui media di regime. Andiamo a vedere qualche differenza con il sistema socialista Venezolano:

  • A differenze delle nazionalizzazioni Venezuelane, l’Italia è stata spolpata di ogni cosa, grazie alle privatizzazioni selvagge effettuate dagli anni ’90 ad oggi. Uno Stato che non possiede più nulla. Aziende pubbliche di prestigio regalate alla speculazione corporativa straniera!

  • Sempre più gente si suicida!

  • Sempre più poveri, che cercano tra i rifiuti e che si rivolgono alle associazioni caritative!

  • Sempre più elemosinanti!

  • Un paese invaso dagli immigrati che hanno più diritti e risorse di chi è nato in Italia ed ha pagato le tasse una vita!

  • Case popolari riservate ai non italiani, perché ancor più disperati!

  • Disoccupazione che aumenta sempre più!

  • Età pensionabile che viene innalzata sempre più. Nei prossimi anni si vocifera raggiungerà i 70 ani!

  • Sempre più piccole-medie imprese chiudono!

  • Debito pubblico che cresce sempre più ed è inestinguibile!

  • Tasse elevatissime!

  • Servizi costosi e di pessimo livello!

  • La Banca Centrale, Bankitalia, e non Banca d’Italia, è PRIVATA non pubblica!

  • Piuttosto che agevolare l’agricoltura nazionale, impongono l’importazione di prodotti provenienti addirittura da aree extra-UE, come il Marocco e la Tunisia!

  • Per i pescatori, e non solo, l’attuale governo ha ceduto aree marine ricche di fauna ittica, alla Francia nel completo silenzio e senza alcuna discussione parlamentare.

  • Abbiamo una montagna di accise sui carburanti, addirittura istituite per finanziare guerre di 100 anni fa che non verranno mai cancellate!

  • Oltre alle alte tasse dobbiamo anche far fronte alle innumerevoli multe!

  • Dobbiamo pagare il bollo su autoveicoli, motoveicoli e addirittura sui condizionatori d’aria!

  • Tassa sulla televisione!

  • Tassa sulla casa!

  • Tassa sui rifiuti!

  • La sanità è sempre più costosa e meno accessibile! Il Ticket dai 19,00 € di qualche anno fa ha raggiunto i 55,00 € nel completo silenzio popolare!

  • Se non hai un lavoro, un’entrata lo stato non ti aiuta. Non hai modo di arrangiarti. Puoi solo morire di fame, elemosinare o delinquere!

  • Se si hanno debiti con lo stato, questo ti perseguita e ti distrugge la vita (vedi Equitalia)!

  • I militari e le forze dell’ordine sono al soldo dei politici e non del popolo italiano!

  • Abbiamo oltre 100 basi militari americane!

  • Le decisioni vengono prese a livello sovranazionale, e i venduti politici nostrani, eseguono!

  • L’istruzione è a pagamento!

Signori ma di cosa stiamo parlando? Nascondendosi dietro al populismo, si stanno commettendo atroci sofferenze non solo nel completo silenzio dei politici e dei media, ma soprattutto nella totale complicità del popolo stesso. La gente stessa si è bevuta il cervello, ripetendo come pappagalli ciò che il regime propaganda. Come se fosse giusto che la politica sia al servizio dei poteri forti e non del popolo. Cosa vuol dire populismo? Che cosa deve fare la politica e il governo? Ammazzare il popolo come sta facendo? I maledetti politici nostrani stringono sempre più il cappio, tanto l’ItaGLIONE non reagisce, se ne fotte preferisce la partita di calcio alla tv.

Non abbiamo ancora compreso che sono i politici, e tutta la feccia che gira attorno, i NEMICI della società civile!!

Hugo Chavez nella famigerata rivolta del Caracazo del febbraio 1989, dove l’esercito e le forze di polizia filo-governative-IMPERIALISTE uccisero 3.500 persone scese in piazza a manifestare contro il caro vita, pronunciò le seguenti parole: “NON SPARO SUL MIO POPOLO!”.

Avete mai sentito un politico nostrano pronunciare queste parole o per lo meno prendere le difese del popolo italiano e del paese? Abbiamo avuto solo criminali che hanno distrutto la vita di milioni di persone. Hanno pensato e continuano a pensare solo ai loro sporchi interessi. Pure le forze armate e di polizia dormono sonni profondi anche dinnanzi al disastro che sta facendo sprofondare il paese. D’altronde se i vertici sono scelti dalla politica, la vedo alquanto dura che questi si ribellino agli stessi. In Italia i collaborazionisti sono più fedeli dei cani con i loro padroni!

Hugo Chavez umile e onesto leader, con un amore infinito per l’umanità tutta, che non gli tremava la mano quando si confrontava con gli interessi più potenti e pericolosi in tutto il mondo. Un uomo che ha sollevato la sua voce a sostegno dei popoli del mondo contro la disuguaglianza, lo sfruttamento, i rifiuti, l’ingiustizia sociale e le guerre ingiuste, sempre sfidando le élite e le multinazionali che volevano farlo tacere.

Nel vertice sui cambiamenti climatici di Copenhagen del 2009 disse: Non cambiare il clima, cambiamo il sistema. E di conseguenza inizieremo a salvare il pianeta. Il capitalismo, un modello di sviluppo distruttivo, sta distruggendo la vita, minaccia di porre fine in modo permanente alla specie umana.

Non possiamo sottrarci alle nostre responsabilità, non eludere la profondità di questo problema, la causa di tutto questo panorama disastroso è il sistema diabolico distruttivo del capitale e il suo modello che incarna: il capitalismo! Ecco cosa dicono per le strade: se il clima fosse una banca, l’avrebbero già salvato. E credo che sia la verità. Se il clima fosse una delle grandi banche, i governi ricchi l’avrebbero già salvato. Obama ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace quasi nello stesso giorno in cui mandava altri 30 mila soldati ad uccidere innocenti in Afghanistan, e ora viene qui a presentarsi con tale premio… Gli usa però hanno la macchinetta per fare le banconote, per fare i dollari, e hanno salvato, vabbé credono di aver salvato, le banche e il sistema capitalista.

L’America Latina continua vittima della FEROCIA capitalista!

Dal secondo dopoguerra, l’America Latina, continua a subire feroci attacchi da parte dell’imperialismo nordamericano a suon di colpi di stato e finanziamenti dei collaborazionisti filo-capitalisti che in cambio spolpano da dentro il paese svendendolo alle feroci multinazionali nordamericane e occidentali.

Ecco la prima ondata di DITTATORI del libero mercato:

Perù Manuel Arturo Odria (1948/1956), Venezuela Marcos Perez Jimenez (1952/1958), Colombia Mariano Ospina Perez (1946/1950) e Laurano Gomez (1950/1951), Repubblica Domenicana Rafael Leonidas Trujillo e il fratello Hector Trujillo (1942/1961), Haiti Francois Duvalier (1957/1971) e Jean-Claude Duvalier (1971/1986), Nicaragua Anastasio Somoza (1967/1979), Guatemala Carlos Castillo Armas (1954/1957), Cuba Fulgencio Batista (1952/1959).

Poi ancora colpi di stato in Brasile (1964), Repubblica Domenicana (1965/66), Uruguay (1976), Argentina (1976) dove ha preso il potere Jorge Rafael Videla (1976/1981), Cile (1973) dove al posto di Salvador Allende è salito al potere il filo-imperialista Augusto Pinochet.

In El Salvador e in Guatemala il pentagono organizzò squadroni della morte che uccisero quasi 300.000 contadini, lavoratori indios, insegnanti e altri cittadini. In Honduras organizzarono un esercito mercenario, i CONTRAS, che distrusse la rivoluzione sandinista!

Nel decennio 1990/2000 ancora saccheggiate le economie latinoamericane grazie alle privatizzazioni e de-nazionalizzazioni di oltre 5.000 tra imprese pubbliche, miniere, fonti energetiche, banche e reti di telecomunicazioni per un valore complessivo di oltre 1.000 miliardi di dollari:

Argentina Carlos Saul Menem (1989/1999) – Messico Carlos Salinas de Gortari (1988/1994) e Ernesto Zedillo (1994/2000) – Brasile Fernando Henrique Cardoso (1995/2003) – Bolivia Gonzalo Sanchez de Lozada (1993/1997) – Perù Alberto Fujimori (1990/2000) – Venezuela Carlos Andres Perez Rodriguez (1989/1993) e Rafael Caldera Rodriguez (1994/1999).

La Colombia è l’unico paese latino americano a mantenere l’oligarchia al potere dal 1962. Una nazione dove avversari politici, sindacalisti, ambientalisti e attivisti vari vengono massacrati da paramilitari e squadroni della morte filo-governativi che ogni tanto si avventurano anche in qualche incursione in Venezuela, dove hanno ucciso contadini beneficiari delle agevolazioni statali. Tra i vari punti del programma capitalistico c’è l’imposizione dello spopolamento delle campagne verso le città, e la gestione dell’agricoltura in mano alle multinazionali occidentali. Nel paese il tasso di astensionismo alle elezioni è vicino al 70%, a causa della mancanza di alternativa politica.

Ad oggi l’imperialismo dispone delle seguenti basi militari in america latina:

Colombia (8), Aruba, Costarica, Guantanamo, Curacao, El Salvador, Honduras (3), Haiti, Panama (12), Paraguay, Perù, Repubblica Domenicana e Puerto Rico (diverse).

Arrivati ai giorni nostri il devastante capitalismo dopo aver perso il potere in alcune nazioni è ritornato all’attacco:

In ARGENTINA il democratico Macri, filo-imperialista succeduto alla socialista Cristina Kirchner, ha regalato tutti i ministeri a personaggi legati alle multinazionali. Ha oscurato TeleSur. Ha licenziato 20 mila lavoratori. Ha sospeso il canale TV del Senato. Ha eliminato il controllo sui cambi. Ha fatto arrestare Milagro Sala, parlamentare e leader dell’organizzazione Tupac Amaru che gestisce scuole, centri sanitari, fabbriche tessili e costruito interi quartieri con i sussidi dello governo.

Sotto la presidenza di Cristina Kirchner i SERVO-PORNO-GIORNALETTISTI occidentali non perdevano occasione d’interferire e denigrare l’operato del governo, che ha fatto risollevare il paese dal disastroso default causato proprio da questi capitalisti oggi al potere, 15 anni prima. Oggi tacciono sui disastri che sta causando in soli pochi mesi al governo. Preferiscono concentrarsi su altre nazioni ancora fuori dalla dittatura capitalistica.

In Honduras, paese dell’ALBA, in cui il capitalismo imperialista ha spodestato con un colpo di stato, il presidente democraticamente eletto, Manuel Zelaya Rosales (2006/2009), hanno ucciso anche la leader indigena ambientalista, Berta Caceres, che lottava per la difesa del proprio territorio dalla speculazione corporativa occidentale. Nel giro di pochi anni centinaia di attivisti sono stati uccisi brutalmente da questi speculatori occidentali.Sui media di regime occidentale non vi è traccia alcuna di questa ferocia!

In Brasile, nei giorni scorsi, dopo aver dichiarato di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, è stato arrestato Luiz Ignacio Lula, per un caso di corruzione già CHIUSO nel quale sono stati stato scagionati sia lui che l’attuale presidente Dilma Rousseff.

Negli ultimi mesi la stessa Dilma Rousseff è stata vittima di feroci attacchi mediatici!

In Bolivia, una sporca campagna di opposizione finanziata con milioni di dollari, guarda caso da agenzie statunitensi, ha impedito la possibile ri-elezione di Evo Morales nel 2019, anche se le politiche del primo presidente indigeno del paese andino hanno migliorato innegabilmente tutti i settori.

In Ecuador, forti proteste sostenute da finanziamenti esterni hanno impedito la possibilità di un nuovo mandato del popolare Rafael Correa.

Il bi-pensiero orwelliano è già tra noi

Leggendo “1984” di George Orwell, di cui consiglio fortemente la lettura, vedevo scorrere la quotidianità. Il pensiero unico è già tra noi! E diventa sempre più violento. È davvero terrificante pensare che sia stato scritto nel dopo guerra. Possiamo definirle delle premonizioni.

Nel bi-pensiero orwelliano il bene vuol dire male, e male vuol dire bene. Chi fa disastri viene osannato e chi fa del bene viene attaccato ed emarginato. Pace vuol dire guerra, e guerra pace! Una società al contrario!! Ed è proprio quello che sta accadendo già da diversi anni.

Entrati nell’era del bipensiero orwelliano, non dobbiamo stupirci più di tanto che i governi non allineati ai voleri imperialisti vengono definiti dittature. Agghiacciante è che pochi se ne rendono conto, e la maggioranza non fa altro che dare manforte al sistema che strozza pure loro.

Quando il popolo elegge democraticamente un leader progressista anti-imperialista tutti in coro a denunciare brogli, trucchi e altre fantasie. Quando un determinato governo viene destituito da colpi di stato foraggiati dall’esterno, il capitalismo, con la salita al potere di collaborazionisti filo-capitalisti silenzio tombale. Tutto regolare fintanto i governanti facciano gli interessi dei sion-americani e occidentali. Questo è il male dei nostri giorni. Il denaro compra quasi tutto e quasi tutti.

Onore al pueblo Venezolano e al Gobierno Bolivariano de Venezuela e a tutte quelle nazioni che si oppongono senza paura alla ferocia del neoliberismo!

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